Chimici del passato

a cura di AnnaMaria Raspolli Galletti

Credo che molti chimici  ci sentano legati in modo speciale ad un chimico del passato, per i più svariati motivi. Io ho scoperto per caso, ai tempi del liceo, dalla mia insegnante di piano, che il palazzo sotto il quale passavo di corsa al mattino aveva ospitato Aleksandr Borodin nel suo soggiorno pisano. Borodin venne a Pisa nel 1861-62 non tanto per compiere il “gran tour” così di moda tra i nobili russi, ma per motivi climatici, per accompagnarvi la sua fidanzata, malata di tisi, che doveva passare l’inverno in un clima mite. Ma Borodin, già  affermato musicista, a Pisa trovò, contro ogni aspettativa, tanto che pensava di tornarsene ad Heidelberg, l’attrezzato laboratorio dei professori De Luca e Tassinari e vi rimase, compiendo ricerche sulla sintesi di composti organici fluorurati.

Tornato a San Pietroburgo, si divise tra musica e ricerca scientifica, anzi, della sua attività di musicista si sentiva quasi in colpa e quasi si scusava:…” Io sono un compositore della domenica che si sforza di restare oscuro”. D’altronde, tanto per rimanere in ambito Russo, Anton Cechov stesso, medico e scrittore, si schermiva della sua attività di scrittore, per la quale adesso tutti lo conosciamo,  dicendo “La medicina è la mia moglie legittima , la letteratura è la mia amante”.

Si deve a Borodin la scoperta nel 1864 della condensazione aldolica delle aldeidi alifatiche, che poi venne attribuita a Wurtz, che in realtà la pubblicò soltanto molti anni più tardi. L’amarezza di Borodin  per questo ricorda quella di tanti colleghi più moderni:

…”Io non ho mai avuto un assistente, mentre Wurtz ha enormi mezzi e lavora con venti mani, in virtù del fatto che egli non ha scrupolo di caricare i suoi assistenti di laboratorio con lavori sporchi…”.

Ma oltre alla sua musica ed al suo impegno in una ricerca di ottimo livello, mi fa amare Borodin la sua grande umanità ed un costante impegno civile. Borodin  intorno al 1870 si battè perchè fosse permesso l’accesso alle donne ai corsi universitari di medicina e perché venisse loro consentito l’accesso ai laboratori di ricerca, fino ad allora non consentito in Russia. Non a caso il suo laboratorio di Mosca fu il primo in Russia ad accettare le donne per partecipare al lavoro di ricerca.

Mi piacerebbe sapere se altri colleghi sentono, come me, un chimico del passato particolarmente vicino… 

One thought on “Chimici del passato

  1. Sì: per primo proprio Borodin, che amavo come musicista prima di scoprirlo come chimico e come uomo. E come chimico scippato alla grande, visto che l’altra sua reazione celebre viene oggi attribuita agli Hunsdiecker che la ripresero un secolo dopo!
    Poi, magari, anche tanti altri.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...