Chi gli ha dato il nome? Malligand

a cura di Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Come è ben noto, il vino è una soluzione acquosa contenente circa 8-15 % di alcol etilico, alcuni sali inorganici e varie sostanze organiche, fra cui altri alcoli, polifenoli, zuccheri, acidi, eccetera in quantità variabile. Il vino si commercia sulla basa del “titolo alcolometrico” (una volta si chiamava “gradazione alcolica”), cioè del contenuto percentuale in volume di alcol etilico (litri di alcol etilico per 100 litri di vino); il metodo ufficiale di analisi della gradazione alcolica consiste nella distillazione di un volume misurato di vino, nella diluizione del distillato con acqua distillata fino al volume originale del vino e nella misura della concentrazione alcolica mediante un picnometro o una bilancia idrostatica.

Questo procedimento è lento e già nell’Ottocento erano stati proposti vari ingegnosi apparecchi basati sulla misura della gradazione alcolica attraverso la temperatura di ebollizione del vino. A pressione ordinaria l’acqua bolle a 100,0 gradi Celsius; l’alcol etilico puro bolle a 78,4°C; la miscele hanno una temperatura di ebollizione che dipende dal contenuto in alcol.

L’apparecchio più comune per la misura rapida della gradazione alcolica attraverso la temperatura di ebollizione è “il Malligand”, così chiamato dal nome di Pierre Marie Edouard Malligand, titolare della ditta E. Malligand Fils, con sede a Parigi, negli anni settanta dell’Ottocento, in Boulevard St.Michel n. 1. Il primo apparecchio per la misura della gradazione alcolica attraverso la temperatura di ebollizione del vino è stato brevettato nel 1833 da un certo dott. Tabarié di Montpellier. Nel 1842 l’abate Brossard-Vidal, professore a Tolone, brevettò un altro “ebulliometro” che subì varie modifiche e perfezionamenti; uno di questi fu brevettato nel 1848 dalla sorella dell’abate, signorina Marie Euphrésine Elisabeth Brossard-Vidal. Alla morte dell’abate Vidal nel 1863, la signorina Brossard-Vidal ereditò l’invenzione dal fratello, ma senza successo economico, anzi cadde nella più completa miseria.

La sua sorte attrasse l’attenzione di Edouard Malligand, commerciante di vini di Parigi, che collaborò con la signorina Vidal per altri perfezionamenti dell’ebulliometro che furono brevettati insieme nel 1872, 1874 (brevetto inglese n. 1885), 1875, 1880. Nella sua forma definitiva “il Malligand” consiste in una caldaietta di rame nella quale viene posto il vino fino ad una altezza che consente l’immersione del bulbo del termometro nel vino; sulla caldaietta è avvitato un termometro di precisione piegato ad angolo in modo che il capillare è orizzontale ed è abbinato ad una scala metallica scorrevole graduata nella quale lo zero corrisponde alla temperatura di ebollizione dell’acqua e con cui è possibile risalire dalla temperatura di ebollizione alla gradazione alcolica. Sulla caldaietta è avvitata anche un tubo condensatore del vapore raffreddato ad acqua; la quantità di acqua nel refrigerante è sufficiente ad assicurare la condensazione del vapore nei pochi minuti, una diecina, di funzionamento dell’ebulliometro; il vino contenuto nella caldaietta è portato all’ebollizione scaldandolo con un fornelletto entro una tubazione esterna circolare e inclinata, a termosifone, collegata alla caldaietta.

malligand

Per tenere conto dell’effetto della pressione, subito prima della misura della gradazione alcolica si misura la temperatura di ebollizione dell’acqua; l’acqua distillata è posta nella caldaietta ad un livello inferiore a quello del vino, in modo che il bulbo del termometro è lambito solo dal vapore acqueo. Si pone allora lo zero della scala in corrispondenza della temperatura di ebollizione dell’acqua nel luogo e nel giorno della prova sul vino. Un insieme di “furbizie” che sorprendono ancora oggi. Un modello dell’ebulliometro fu presentato da Malligand e Vidal all’Accademia delle Scienze di Parigi che nominò una commissione giudicatrice composta di illustri chimici; la relazione, con un giudizio molto lusinghiero, è pubblicata negli atti dell’Accademia relativi alla seduta del 3 maggio 1875.

Il testo della relazione è stato riprodotto, con l’intera storia “del Malligand”, dai professori Ottilia De Marco (1934-2009) e Benito Leoci dell’Università di Bari nel 1975. La ditta Malligand si vantava di aver ottenuto la medaglia d’oro all’Esposizione universale di Parigi del 1878 e a quella di Anversa del 1885.

Il successo del “Malligand” fu grandissimo e il chimico francese Edmond Thénard (1819-1884) lo dichiarò il miglior metodo per la misura della gradazione alcolica dei vini. A dire la verità il rapporto fra temperatura di ebollizione e concentrazione alcolica è esatto per le soluzioni idroalcoliche pure; nel vino sono presenti sostanze che alterano tale rapporto facendo innalzare o abbassare la temperatura di ebollizione del vino per cui, in corrispondenza di una certa temperatura, la gradazione alcolica appare, rispettivamente, inferiore o superiore a quella vera, il che potrebbe prestarsi a frodi commerciali. Nella pratica i fattori si compensano e la gradazione alcolica misurata col Malligand è sostanzialmente quella vera.

ebulliometro Malligand“Il Malligand”, per la sua praticità e rapidità, continua ad essere usato in molte contrattazioni commerciali e i relativi apparecchi si trovano a centinaia nei laboratori chimici e merceologici. Venduti in eleganti cassette dotate di istruzioni sono oggetto di un fiorente commercio di antiquariato e si possono acquistare in Internet per cifre variabili fra 50 e 100 euro. Non sono riuscito ad avere altre notizie sulla famiglia Malligand e sulla sua premiata ditta.

Molte altre utili notizie si trovano nell’articolo di M. Castino, purtroppo scomparso, sulla storia della determinazione del grado alcolico dei vini, pubblicato in: Accademia dell’Agricoltura di Torino, vol.. CXLVII, 2004-2005, che si trova in rete in:

http://www.darapri.it/immagini/nuove_mie/enocultura/cronologiapersonaggi/ebulliometro.pdf.

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