Altre 54 sostanze molto problematiche secondo l’ECHA.

Nota del blogmaster:ospitiamo un breve articolo del direttore de “La Chimica e l’Industria”, Ferruccio Trifirò, prof. di Chimica Industriale pressi UniBo che ci aggiorna sulla situazione delle sostanze di interesse industriale su cui l’ECHA sta lavorando alacremente.

a cura di Ferruccio Trifirò

L’Agenzia europea per la chimica (ECHA) il 19 Dicembre scorso ha identificato altre 54 sostanze come molto problematiche (1), ossia Substances with very high concern (SVHC). Queste sostanze sono state inserite nella Candidate List e sono attualmente 138(2). Una sostanza viene definita molto problematica per uno dei seguenti motivi:

1) se cancerogena, mutagena e influenzante il sistema riproduttivo (CMR) di categoria 1 o 2 (1A o 1B, secondo la nuova regolamentazione);

2) o persistente, bioaccumulante e tossica (PBT) o molto persistente e bioaccumulante  (vPvB);

3) o pericolosa per l’uomo e per l’ambiente dello stesso livello delle precedenti, come per esempio le sostanze influenzanti il sistema endocrino o che provocano allergie.

L’inclusione di una sostanza nella Candidate List crea obblighi giuridici per le aziende che fabbricano, importano o utilizzano queste sostanze come tali, in preparati o in articoli, in particolare devono informare i loro clienti del livello di pericolo di queste sostanze. Inoltre queste sostanze che hanno proprietà intrinseche di pericolosità, se sono prodotte o consumate in grande quantità e se hanno una tipologia d’uso che le può fare immettere nell’ambiente e ad andare a contatto con l’uomo durante il loro ciclo di vita, dalla produzione alla messa in discarica, distruzione o riciclo, devono essere considerate ad alto rischio. Queste sostanze ad alto rischio in futuro avranno bisogno di un’autorizzazione per essere utilizzate o potranno essere eliminate dal mercato. Quindi, la conoscenza delle sostanze molto problematiche presenti nella Candidate List è importane per i ricercatori industriali e accademici perché da un’indicazione in anticipo su quali saranno le sostanze e i loro usi che saranno eliminati dal mercato nel prossimo futuro e quindi occorre trovare delle alternative e quali saranno i processi che dovranno assolutamente essere ottimizzati o modificati per mantenere le sostanze prodotte pericolose sul mercato. Fra queste nuove sostanze problematiche ci sono additivi per polimeri intermedi, solventi, coloranti, modificatori di superfici metalliche e polimeriche. Di queste 54 sostanze 44 sono MCR, 5 sono PBT o vPvB, 3 provocano effetti di sensibilità al sistema respiratorio e 2 influenzano il sistema endocrino. Fra queste 54 sostanze ci sono 21 composti organici e inorganici del piombo, 3 composti organici fluorurati, due bromurati e il rimanente sono composti organici generici. La conoscenza di queste sostanze non solo è importante per iniziare una ricerca sulle alternative, ma spinge a conoscere a fondo l’uso delle diverse sostanze e la loro interazione con l’uomo e con l’ambiente in tutto il loro ciclo di vita. Gli intermedi problematici, ossia con proprietà intrinseche di pericolo, possono essere a basso rischio se sono trasformati in situ, in processi ben controllati e minimizzando la loro concentrazione nel prodotto finale. Le stessa considerazioni sono valide per i solventi problematici, ma in aggiunta occorre trattare anche i rifiuti che li contengono e che si ottengono sempre nella loro purificazione prima del riciclo e questo rende costoso il loro utilizzo  e quindi può essere utile trovare un’alternativa. Gli additivi problematici sono sempre ad alto rischio, perché potrebbero essere immessi nell’ambiente durante il loro uso e/o a fine vita e quindi occorre assolutamente trovare alternative. Per le industrie italiane di queste 54 nuove sostanze problematiche quelle che possono avere una forte ricaduta sono i composti contenenti piombo ed i derivati della formammide.  I composti del piombo hanno diversi impieghi come per esempio: in batterie  al piombo, come intermedi per pigmenti e inchiostri, in pigmenti per gomme, essiccanti per vernici, stabilizzanti per materie plastiche, produzione di vetro al piombo e vernici. La. N, N-dimetilformammide e la dietilformammide presenti entrambe nella Candidate List sono utilizzati principalmente come solventi nella sintesi di prodotti farmaceutici e agrochimici e come solventi di processo per la produzione di polimeri utilizzati nella plastica, nella produzione di pelli artificiali, in rivestimenti e resine.

1)    http://echa.europa.eu/proposals-to-identify-substances-of-very-high-concern

2)    M.Livi, La Chimica e l’Industria, 2012 Ottobre , 134.

L’elenco completo delle sostanze presenti nella Candidate List:

  http://echa.europa.eu/web/guest/candidate-list-table

 

2 thoughts on “Altre 54 sostanze molto problematiche secondo l’ECHA.

  1. This is really interesting, You are a very skilled blogger. I’ve joined your rss feed and look forward to seeking more of your excellent post. Also, I have shared your site in my social networks!

  2. Pingback: Buoni propositi « Oggi Scienza

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...