Cosa è ENERCHEM?

Nota del blogmaster: il collega Alessandro Abbotto, di UniMib ci illustra una nuova iniziativa SCI nel campo delle energie rinnovabili; buona lettura.

a cura di Alessandro Abbotto alessandro.abbotto@unimib.it

immaginabbotto

Il Consiglio Centrale della SCI, nella seduta del 21 Settembre scorso, ha approvato in via definitiva la costituzione del Gruppo Interdivisionale di Chimica per le Energie Rinnovabili (EnerCHEM) su proposta delle Divisioni di Chimica Organica, Elettrochimica, Chimica Inorganica, Chimica Teorica e Computazionale e Chimica Industriale. Il Consiglio Direttivo provvisorio ha indetto l’Assemblea Costituente, che si è tenuta con ampia partecipazione il 3 Dicembre scorso a Bologna. Il 7 gennaio si sono infine completate le elezioni delle cariche sociali (Coordinatore e Componenti del Consiglio Direttivo). Da questo momento il Gruppo ha quindi avviato le sue attività.

Perché un Gruppo sull’energia rinnovabile? In tempi non sospetti qualcuno diceva, a proposito dell’energia:  “Il est un agent puissant, obéissant, rapide, facile, qui se plie â tous les usages et qui règne en maître…Tout se fait par lui.” (Capitaine Nemo, da Jules Verne, Vingt mille lieues sous les mers, 1870).  Il ruolo dell’energia è centrale nella società di ogni tempo. Ai giorni nostri, a livello mondiale, energia è sinonimo di fonti non rinnovabili di tipo chimico (combustione di combustibili fossili) o nucleare (fissione dei nuclei). Queste due fonti rendono oggi conto di oltre il 90% della domanda a livello mondiale. Da qui il dilemma energetico della nostra società attuale, in termini di costi, inquinamento, effetti climatici, contrasti sociali (fino alla loro estrema forma di guerre), limitata disponibilità. E’ quindi indubbio che la nostra società deve trovare le risposte alle richieste di energia elettrica e combustibili per trasporto e autotrazione nelle fonti rinnovabili e sostenibili.

Negli ultimi decenni in Italia la comunità scientifica e tecnologica ha mostrato un  crescente interesse verso le energie rinnovabili. Questo si è concretizzato in numerosi prodotti – dalle pubblicazioni all’organizzazione di convegni – in diversi campi della chimica, che hanno permesso, negli anni, di costruire un ruolo italiano competitivo (in alcuni casi leader) a livello mondiale. Questo enorme sforzo, tuttavia, non ha mostrato, fin qui, la sua piena potenzialità.  La cospicua e qualitativamente elevata produzione scientifica non si è tradotta in un adeguato trasferimento tecnologico all’ industria e in una altrettanto elevata produttività brevettuale. Ad esempio, nel settore del fotovoltaico organico e ibrido (dye-sensitized solar cells), dove in Italia esistono gruppi leader di riconosciuto valore internazionale (spesso pioneristico su molti fronti), il 90% della produzione brevettuale proviene da Giappone, Corea del Sud e Cina. Inoltre, il raggiungimento di masse critiche necessarie per acquisire importanti breakthrough in campo scientifico e tecnologico rimane un problema cronico della ricerca italiana: troppo spesso si assiste a sovrapposizioni inutili o addirittura in competizione e allo sfruttamento non ottimale dei finanziamenti nazionali ed internazionali.

L’attività di education verso la società (grande pubblico, scuole, ma anche amministratori e politici, finanziatori, industriali) è lasciata in molti casi all’iniziativa dei singoli, le cui attività e ricadute sono necessariamente ristrette. A questo riguarda va però citata la nota positiva dell’iniziativa della Commissione Energia SCI-SIF, presieduta dal prof. Aresta, che ha avviato la pubblicazione di una serie di Quaderni su tematiche energetiche ad uso degli insegnanti e studenti delle Scuole Superiori di II grado.

Nell’ambito della comunità scientifico/tecnologica, a fianco di una ricca attività convegnistica (congressi, workshop, scuole) organizzata, nuovamente, da singoli attori o piccoli networks, è assente attualmente in Italia un’iniziativa collettiva nel campo dell’energia rinnovabile in grado di attirare e coinvolgere simultaneamente la maggior parte dei ricercatori italiani, ancora parzialmente associati, pur con notevoli progressi rispetto al passato, alle loro individualità disciplinari. Infine la cooperazione tra il mondo accademico, della ricerca pubblica e il mondo industriale (fab-to-lab gap) è lungi dall’essere ottimizzata, con ancora in essere antiche convinzioni stereotipate da una parte o dall’altra.

Questi limiti si traducono in un eccessivo rischio di privare,  ancora una volta, l’Italia, a fronte di una elevata qualità della ricerca scientifica, di un ruolo leader mondiale in termini di concreto e sfruttabile progresso tecnologico.

Da qui emerse, circa due anni fa, l’idea di un gruppo di colleghi di provare a superare queste limitazioni attraverso la costituzione di un contenitore comune nazionale nel campo della Chimica delle Energie Rinnovabili, con il supporto della Società Chimica Italiana. Il Gruppo Enerchem, in sintesi, ha come obiettivo la coordinazione delle attività e la promozione, sul piano interdisciplinare, delle interazioni tra tutti coloro che svolgono ricerche o hanno interesse nel campo della Chimica delle Energie rinnovabili nelle sue varie forme, dai materiali ai dispositivi, dalla raccolta, all’accumulo, conversione e uso di energia rinnovabile. In particolare il nuovo Gruppo intende promuovere e sostenere il ruolo culturale centrale della Chimica nell’ambito della Scienza per l’Energia proponendosi, nella sua fase iniziale, come punto di riferimento per i cultori chimici italiani ma, in prospettiva, mirando a diventare il fulcro di un’iniziativa interdisciplinare – quindi non solo chimica – a livello nazionale (sulla linea, ad esempio, del Gruppo misto SCI-SIF già citato, che fu costituito qualche anno fa  per coordinare attività  comuni nel campo della energia), in grado di dialogare con tutte le componenti della società, dagli amministratori ai finanziatori e imprenditori, per l’obiettivo comune già descritto. Un compito non secondario, anzi principale, del Gruppo sarà quello legato all’opera di diffusione e sensibilizzazione sulle tematiche inerenti la Chimica per l’Energia rinnovabile rivolta a quelle componenti della società non direttamente legate all’attività di ricerca e sviluppo (la scuola e il grande pubblico, per citarne due), delle quali molti ricercatori ne sottovalutano la rilevanza e le significative ricadute.

L’attività del Gruppo, come verrà delineata dal Consiglio Direttivo che a breve si riunirà, si svilupperà lungo varie direttrici. Tra le principali citiamo lo sviluppo di forme comunicative più includenti la società tutta, dal sito web ai social networks, la partecipazione a convegni della SCI (Divisionali e Nazionali) a partire, se possibile, già dal 2013, l’organizzazione di un proprio convegno che diventi il luogo di aggregazione e confronto principale  dei ricercatori italiani del settore, l’organizzazione di università estive, scuole avanzate e workshops, la cooperazione con il mondo industriale e la creazione di un hub tecnologico nazionale nel campo delle energie rinnovabili, l’uso ottimale dei finanziamenti nazionali ed internazionali tramite la creazione di networks tematici e la riduzione delle sovrapposizioni, lo scambio di ricercatori e la condivisione di facilities, le attività legate all’education in tutte le sue forme.

In una sola parola si vuole costruire uno strumento che promuova e coordini la crescita nel campo della chimica nazionale delle energie rinnovabili in termini scientifico/tecnologici, con una attenzione particolare verso tutte le componenti della società che rappresentano i principali stakeholders dell’attività di studio, ricerca e sviluppo. La convinzione è che, solo cosi facendo, si possa contribuire perchè il nostro paese possa avere un ruolo competitivo nel progresso scientifico/tecnologico delle nuove energie del XXI secolo.

Il Gruppo Enerchem è partito sotto i migliori auspici. Il forte e genuino interesse mostrato da tutte le Divisioni della SCI si è concretizzata in un’ampia partecipazione dei ricercatori già in fase di costituzione del gruppo. I soci della SCI che hanno aderito fin dalla costituzione del Gruppo sono oltre 130, ai quali si aggiungono le espressioni di interesse di decine di ricercatori e tecnologi.

La scommessa è impegnativa. Solo con la più diretta e ampia partecipazione possibile di tutti i ricercatori interessati, superando logiche individuali, si potrà dare un senso ed un peso significativo a questa iniziativa la quale, se si svilupperà con successo, sarà in grado di dare in ritorno ampie ricadute non solo alla comunità chimica impegnata nel campo delle energie rinnovabili, ma a tutti gli altri attori nazionali coinvolti. La sfida è aperta.

per chi è interessato:

http://www.soc.chim.it/it/gruppi_interdivisionali

http://www.mater.unimib.it/utenti/abbotto

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