Rilanciamo la Storia della Chimica

a cura di Marco Taddia

Tralasciando il ventennio fascista, durante il quale vide la luce l’Istituto Italiano di Storia della Chimica e ci si adoperò con zelo “patriottico” per esaltare l’apporto italiano alle conquiste della chimica, il bilancio nostrano di questa disciplina non è fra i migliori. Certo non sono mancati studiosi di fama internazionale, ricerche pregevoli, libri (pochi) e l’attenzione di riviste qualificate, ma la storia è rimasta in coda agli interessi dei chimici e la bibliografia non è confrontabile con quella degli altri settori disciplinari. Il chimico e storico Aldo Mieli (Livorno, 1879 – Buenos Aires, 1950) rimane ancor oggi, forse, la figura di studioso che più contribuisce a salvare il nostro Paese dall’anonimato internazionale. Mieli fu prima assistente di Paternò a Roma (1906) poi, a partire dal 1912, si dedicò completamente alla storia della scienza. Nel 1914 ricoprì a Roma la prima cattedra di storia della chimica.

Mieli_Aldo_(1879-1950)

     Se il quadro attuale è ben lungi dall’essere soddisfacente, l’esperienza personale (anche di chi scrive) dimostra che la storia della chimica suscita, anche in Italia, parecchia curiosità e, talvolta, un’accesa passione. Che cosa manca dunque ai chimici per tramutare l’interesse amatoriale in impegno di lavoro? E’ probabile che la risposta stia nel mancato riconoscimento da parte della comunità scientifica del valore della ricerca storica e nella conseguente penalizzazione dei suoi cultori nei concorsi universitari. L’analisi porterebbe a considerazioni troppo amare da digerire. Meglio rispondere con un impegno concreto che sia d’esempio ai giovani e possa rassicurare gli incerti, in bilico fra ideali e carriera. Così, vent’anni fa, nacque il Gruppo Nazionale di Fondamenti e Storia della Chimica (GNFSC), dopo il I Convegno di Storia della Chimica (Torino 7-8 febbraio 1985). A quel primo Convegno ne sono seguiti tredici, l’ultimo dei quali si è tenuto a Rimini, sede staccata dell’Università di Bologna nel 2011. Gli Atti dei Convegni, redatti in forma estesa, sono stati pubblicati  dall’Accademia dei XL nelle serie delle “Memorie di Scienze Fisiche e Naturali” dei suoi “Rendiconti”. La storia del GNFS è infatti legata all’Accademia perché Giovanni Battista Marini Bettòlo, che nel 1986 la presiedeva, fu tra i promotori dell’istituzione del Gruppo stesso e gli offrì una sede. Marini Bettòlo fu anche il primo Presidente del Consiglio Direttivo. Il Gruppo ha bisogno di nuove energie perché il ricambio è insufficiente. I giovani chimici che si dedicano alla storia della loro disciplina si contano sulle dita di una mano perché (come dar loro torto?) sono preoccupati per il loro futuro accademico. Perciò è necessario che i chimici operanti nella Scuola, nell’Università, nella Professione o nell’Industria, interessati alla storia per diletto o per mestiere, stiano uniti e trovino ancora nel Gruppo un sicuro punto di riferimento. Va poi ricordato che il Gruppo è uno dei pochi organismi in cui si creano occasioni d’incontro con studiosi di area diversa perché vi aderiscono numerosi e qualificati storici della scienza di area umanistica.

    Ai chimici perplessi o agli scettici non resta che ricordare ciò che scrisse il matematico Federigo Enriques (1871-1946): “Non stupitevi se mi vedete occuparmi di storia e magari di filosofia: questa non è che l’altra faccia dell’onesto lavoro dello scienziato.”

    Quest’anno, per la prima volta, la sede bolognese dell’Alma Mater Studiorum ospiterà,  presso il Dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”,  il Convegno di Storia e Fondamenti della Chimica.  E’ il XV della serie e può costituire una preziosa occasione di rilancio di questa disciplina.

   Il Convegno è in programma dal 18 al 20 settembre e comprenderà conferenze a invito, comunicazioni orali e comunicazioni poster inerenti gli argomenti che rientrano tradizionalmente nei campi d’interesse del GNFSC (www.gnfsc.it).

    Come in passato, il programma del Convegno sarà strutturato in maniera tale da mettere in risalto, mediante interventi particolarmente qualificati, anniversari di particolare rilievo per la chimica e discipline collegate. Di conseguenza, poiché nel 2013 ricorre il 50° anniversario dell’attribuzione del premio Nobel per la Chimica a Karl Ziegler e Giulio Natta (1963), è prevista una sessione speciale dedicata principalmente al contributo del nostro illustre connazionale. Parteciperanno esponenti del mondo accademico già appartenenti alla scuola di Natta, nonché figure di spicco del mondo industriale.

    Il Convegno è patrocinato dalla Società Chimica Italiana, dall’ Associazione Italiana di Scienza e Tecnologia delle Macromolecole e dalla Società Italiana per la Storia della Scienza.

L'alchimista in cerca della Pietra Filosofale (1771) di Joseph Wright of Derby (Derby Museum and Art Gallery, Derby, Regno Unito).

L’alchimista in cerca della Pietra Filosofale (1771) di Joseph Wright of Derby (Derby Museum and Art Gallery, Derby, Regno Unito).

    Altre informazioni all’indirizzo www.csb.unibo.it/CSB/StoriaChimica/StoriaChimica2013.

per approfondire:

http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Mieli

5 thoughts on “Rilanciamo la Storia della Chimica

  1. Credo che il prof. Taddia abbia individuato bene uno dei problemi di fondo: credo che sia veramente necessario che gli appassionati e gli studiosi di Storia della Chimica, a qualsiasi livello, si uniscano per rafforzare il culto della disciplina e divulgarlo attraverso tutti i mezzi a loro disposizione. Come si usa dire: “E’ l’unione che fa la forza!” ed anche in questo caso, quello di un gruppo di studiosi dediti ad un’area di ricerca ancora troppo sottovalutata, vale lo stesso motto.

    Riccardo, studente universitario di Chimica

    • Riccardo, ti ringrazio per il commento e sono sicuro che qualche sforzo in più, nel senso da te indicato, si doveva e si poteva compiere. La tua esortazione merita particolare considerazione e rispetto perchè viene da un giovane. Quelli della mia età dovrebbero lasciarvi un’eredità migliore ma sappi che gli ostacoli non sono mancati e che permangono difficoltà obiettive. Ad esempio si occupano di storia della chimica studiosi di area scientifica e umanistica. Si è scritto e parlato molto, anche a sproposito, dell’incomunicabiltà reciproca. La formazione culturale, la mentalità, gli obiettivi di ricerca, i metodi e le esperienze sembrano così distanti….
      Sono convinto che in parte lo siano, che contribuiscano a creare diffidenze e a rallentare l’aggregazione degli storici delle scienze in gruppi omogenei. Credo altresì che con più impegno, maggior determinazione e un po’ di perseveranza si possono superare, come stiamo cercando di fare nel nostro piccolo Gruppo.

  2. Sono d’accordo con Taddia. I giovani sono poco attratti dalla storia in generale e percorsi di studio che comprendono la storia della chimica possono sembrare superati. In questi anni leggendo libri come “zio tungsteno” e preparando una presentazione sulla “Storia della chimica con i francobolli” sono venuto a contatto con avvenimenti, aneddoti, curiosità davvero interessanti.
    Ennio Zangrando (Università di Trieste)

    • La mostra filatelica a cui accenni nel tuo intervento e di cui hai dato notizia su “La Chimica e l’Industria” del Dicembre 2011 è stata un’iniziativa davvero encomiabile.
      Penso che si possa stimolare la curiosità verso la storia della scienza in vari modi e che questo possa risultare efficace.

  3. Pingback: Aldo Mieli | il blog della SCI

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