Arte e Scienza

a cura di Luigi Campanella , ex presidente SCI

La Chimica è una Scienza creativa, anzi forse è la più creativa delle scienze: in questo stanno allo stesso tempo la sua forza e la sua debolezza; idee nuove, inventiva progettuale alla continua ricerca di leggi universali ed universalmente riconosciute.
L’Arte – come anche la Scienza – è l’espressione della capacità umana a rappresentare la trasformazione dell’esistente, già in questo superando i concetti limite di razionalità e di consequenzialità, per condirli con la sensibilità individuale, la cultura formativa, l’intuito, la predisposizione, l’immaginazione.
L’incontro fra Chimica ed Arte è perciò la finalizzazione estrema di un intreccio con l’ottimizzazione del risultato che ne deriva. Conoscere un’opera artistica, pensarne e meditarne il recupero, prevederne i futuri pericoli espositivi, cancellarne i danni del tempo senza alterarne i segni significa non soltanto eseguire misure – di qualità, attendibili, tracciabili – ma anche battere nuove strade, adattare metodi e strumenti, percorrere itinerari esplorativi nuovi con la grave responsabilità che deriva spesso dalla preziosità del campione in esame.
Si tratta di una fantastica opportunità che si presenta al Chimico, sempre più impegnato ad acquisire credibilità nei confronti della Società civile e scientifica in cui è inserito.
L’Arte ed i Beni Culturali sono un terreno di prova sul quale si deve puntare: possono fare molto per la Chimica, come la Chimica può fare molto per loro.

Roald Hoffmann

Roald Hoffmann

Questa breve nota vuole essere un  commento,ma soprattutto uno stimolo a leggere e a diffondere l’articolo del premio Nobel Roald Hoffmann apparso sul Sole 24 Ore di domenica 2 giugno* (traduzione di Sylvie Coyaud) che mostra quanto i processi creativi siano paralleli e spesso identici in Chimica ed Arte. Si tratta di un articolo molto stimolante che credo tutti noi dovremmo leggere per recuperare alcuni temi che sostanziano il nostro vivere quoridiano da chimici; come comunicare e rappresentare la chimica, quale contributo la chimica può dare alla comprensione del naturale,come la chimica possa rappresentare un ponte fra le cosiddette due culture. Dice Hoffmann nel suo articolo:anche le idee più geniali possono materializzarsi in uno schizzo su una tovaglietta della mensa; basta saperlo fare e talvolta a noi chimici questo risulta difficile..
L’arte astratta può essere fredda come la scienza. Hoffmann si oppone a questa idea: l’astrazione si fa largo nell’anima, dalla scienza emerge una contemplazione profonda che restituisce l’emozione del pensiero

*l’articolo di Hoffmann è leggibile sull’estratto domenicale de Il Sole 24 ore di domenica 2 giugno scorso è scaricabile dal nostro sito e ne siamo grati al Sole 24 Ore nelle persone del Sig. Marco Mariani e della Sig.ra Erika Lacirignola

Articolo di Roald Hoffmann

si veda anche il link della traduttrice Sylvie Coyaud (oca sapiens per gli amici) sul suo blog:

http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2013/06/03/arte-2/

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