Arance da lontano

a cura di C. Della Volpe

Ieri sera, un po’ triste perchè fare andare avanti questo blog senza molta collaborazione è difficile, sono andato a fare la spesa; e non ho saputo resistere davanti al mio frutto preferito: arance. Da bambino me ne facevo scorpacciate in giardino, Queste qua sono un po’ fuori stagione e vengono dal Sud-Africa; costano di meno mi sono consolato.

Tornato a casa le ho estratte dalla loro retina di plastica colorata e mi è caduto sotto gli occhi un messaggio:

“Arance Navel. Buccia non destinabile ad uso alimentare.”

250px-Navel_orange_sectioned

Caspita – ho pensato -adesso fanno anche la buccia sintetica! In realtà le Navel sono una mutazione delle normali arance sviluppate in Brasile nel 1820 a partire da una singola mutazione che inglobava un frutto gemello nell’arancia come vedete in figura.

Ma no, stupidone, – mi sono risposto- sono solo le quattro sostanze elencate in coda:
“ trattate con gommalacca, imazalil, ortofenilfenolo e tiabendazolo”

A questo punto non ho resistito e nonostante i ripetuti richiami domestici alla cena mi sono lanciato in una ampia ricerca sulla rete per capire di cosa si tratta e soprattutto perchè ci sono tutti quei chemicals, quelle sostanze estranee alle arance sulla loro buccia.

Gommalacca. Questa non è una sostanza di sintesi, ma è un derivato che ci proviene dagli insetti, un materiale che potremmo definire un vero e proprio polimero naturale. La gommalacca è prodotta dalla secrezione di un insetto che vive in estremo oriente, la Kerria Lacca.

gommalacca

scaglie di gommalacca (da Wikipedia)

la quale lo usa come protettivo quando aggredisce i rami degli alberi.

KerrialaccaLa sua composizione è quella di un poliestere costituito principalmente dalle due molecole qui indicate;

gommalacca2

La ceralacca solida si usa come vernice per la protezione del legno ed essendo innocua e digeribile anche come additivo alimentare e farmaceutico; il polimero formato è un poliestere che fra l’altro non si deteriora alla luce come fa il resto dei polimeri, tanto che in passato quando i materiali sintetici non c’erano veniva usata come plastica naturale per fare oggetti i più diversi. E’ solubile in basi forti. I vecchi dischi da fonografo a 78-rpm del periodo precedente gli anni 50′, erano fatti di ceralacca.Attualmente la produzione essenzialmente indiana raggiunge circa le 20.000 ton/an. Perchè la si usa sulle arance? Perchè mangiamo con gli occhi. (http://www.lastampa.it/2013/09/19/societa/troppo-brutta-per-essere-esposta-invenduto-il-della-frutta-inglese-pNK1C4q5HCTvXwA1YSF7LI/pagina.html)

Le altre tre molecole invece sono di sintesi.

L’Imazalil  enilconazolo

imazalil

è un fungicida inventato da Jansen nel 1983 ed utilizzato per proteggere dalle muffe gli agrumi dopo la raccolta. È tossico per inalazione e irritante per gli occhi. L’ EPA ha stabilito un livello di tossicità equivalente di 6.1 x 10-2 mg/kg/day, quindi più pericoloso nei bambini per i quali ne bastano 1 mg scarso per avere effetti tossici. E’ da non confondere con l’epossiconazolo che è una molecola simile ma presente nell’elenco delle molecole escluse dallo Stato dela California dall’uso in agricoltura perchè cancerogeno (http://www.oehha.org/prop65/prop65_list/files/P65single091313.pdf).

 L’UE e l’EPA hanno consentito l’uso dell’enilconazolo in agricoltura; esso e’ un inibitore selettivo della biosintesi dell’ergosterolo, componente essenziale delle molecole cellulari di funghi e lieviti, il che comporta cambiamenti irreversibili nei processi enzimatici e di permeabilita’ della membrana con conseguente inibizione della crescita cellulare; viene anche usato qundi come farmaco in dermatologia veterinaria contro le micosi del cane e del gatto.

Su internet trovate spesso la confusione fra enilconazolo ed epossiconazolo, causato da un errore su wikipedia inglese, fate attenzione. Non ci sono al momento prove che l’eniconazolo sia cancerogeno; tossico se usato in eccessive quantità, ma non cancerogeno.

Ortofenilfenolo

ortofenilfenolo

L’ortofenilfenolo è un disinfettante fenolico con proprietà antimicrobiche. Viene usato per la disinfezione di cute e di oggetti ed è un ingrediente di gel lubrificanti. È usato nell’industria come conservante (specie contro muffe e putrefazioni) e in agricoltura come fungicida; come fungicida post-raccolta è stato iscritto nell’allegato 1 della direttiva 91/414 (direttiva 2009/160/UE del 17 dicembre 2009, pubblicata sulla Gazzetta Europea L 338 del 19 dicembre scorso).

L’autorizzazione europea è entrata in vigore nel 2011; c’è un valore massimo della concentrazione del prodotto ammesso al consumo che non deve essere superato. Si usa come fungicida anche nel campo dell’arte per proteggere tele ed acquerelli od altri manufatti.

Tiabendazolo

tiabendazolo

E’ un prodotto che agisce da antifungino ed antielmintico; Il tiabendazolo funziona inibendo il funzionamento del particolare enzima mitocondriale di fumarato reduttasi posseduto dagli elminti, forse interagendo con un chinone endogeno. Si usa come farmaco sugli animali e come pesticida.

E’ stato in passato usato (ahimè) come additivo alimentare (E234) ma ora è solo considerato un pesticida e quindi non è approvato come additivo e non si puo’ usare in EU se non come pesticida (http://ec.europa.eu/sanco_pesticides/public/index.cfm?event=activesubstance.detail); probabilmente è approvato in questo caso se i residui sulla buccia non superano la dose massima ammissibile come residuo che è 5mg/kg.

Conclusione: ho imparato un sacco di cose da questa breve indagine:

1)    che la frutta fuori stagione (le arance italiane maturano fra un po’) la si può avere solo da altri paesi e quindi a costo di averla protetta con una serie di sostanze ;

2)    alcune di queste sostanze si usano anche sulla frutta nostrana per sole esigenze di immagine (la ceralacca)

3)    altre servono a proteggere la nostra ed altrui salute ma ovviamente non sono prive di potenziali effetti collaterali;

4)    forse se ne usano troppe? A che servono ben tre disinfettanti ed antifungini? Forse si usano contro diversi tipi di funghi?

5)    Su internet ci sono parecchi errori e occorre stare attenti a leggere le cose, mai fidarsi della prima lettura; Wikipedia è utile ma sempre usare le pinze.

6)    Il caso del tiabendazolo è interessante: ha cambiato ruolo ma per capirlo sono dovuto entrare nel data base europeo dei prodotti per alimenti che non è proprio banale da usare.

Ma si deve mangiare proprio fuori stagione la frutta? Avrei potuto non comprarla proprio al supermercato; se solo qualcuno si decidesse a mandare qualche contributo in più a questo blog……..

PS come al solito non sono un esperto di questo settore; chi mi da una mano?

2 thoughts on “Arance da lontano

  1. Tra le informazioni che hai trovato, manca quella utile per un compostatore domestico come il sottoscritto: i composti di sintesi che hai elencato sono biodegradabili?
    Che notizie abbiamo del difenile, che dovrebbe essere di uso più comune?
    In sintesi, devo smettere di compostare le bucce d’arancia, agrume che consumo in abbondanza quando è la sua stagione?

  2. direi che la questione è se qualcuna delle tre molecole possa essere “tossica” per i batteri e per i microorganismi dei nostri compostatori; il buonsenso chimico mi consiglierebbe di dire: si certamente sono state progettate e sono usate per questo, MA dipende dalle concentrazioni residue che per legge devono essere basse sulle bucce vendute al pubblico; abbiamo a che fare con prodotti usati sulle bucce e di cui rimagono residui a bassa concentrazione se usati correttamente; io non smetterei di compostare le bucce, al limite le tagliuzzerei prima per aumentare la superficie di reazione e quindi la velocità di reazione; potrebbe capitare che ci fossero quantità elevate di qualcuno dei tre materiali citati nel mio articolo (escludo la ceralacca che non ha azione antibatterica) ma allora mi preoccuperei più dell’effetto su chi manipola le bucce che di quello sui microrganismi; in questo caso forse ci potrebbero essere effetti anche sui microorganismi del compostatore

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