2 Festival dell’acqua dell’Aquila.

a cura di Luigi Campanella, ex presidente SCI

Con un sistema semiautomatico per il riconoscimento e la classificazione dei cambiamenti, sarà possibile garantire un’efficace salvaguardia dell’acqua potabile, così come quella degli impianti.
Il change direction, rappresenta il cuore di tale sistema ed è fondamentalmente l’algoritmo che misura il cambiamento avvenuto tra due immagini raccolte in tempi diversi. Il sistema una volta sovrapposte le immagini le elabora attraverso un processo di classificazione, il cui scopo è quello di produrre una mappa che permetta di capire istantaneamente, grazie all’uso di colori differenti, quali modifiche sono state apportate sul territorio e se queste siano pericolose per la salvaguardia delle fonti idriche. Il nostro Paese ha fatto scelte precise su come immagina la gestione dell’acqua anche grazie ad un referendum. Ci dobbiamo rendere conto che ogni giorno circa 5.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua di scarsa qualità e dalla mancanza di adeguati servizi igienico-sanitari, stiamo parlando della seconda causa di mortalità infantile. Certo, ci potremmo lamentare che sono 20 milioni gli italiani che non sono ancora collegati ad un depuratore e che il Sud vive un deficit infrastrutturale di non poco conto. Di sicuro il Festival dell’Acqua, appena conclusasi all’Aquila, è riuscito a fare sintesi sul tema e ad aprire gli occhi a chi pensa che il problema sia solo di principio.

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“Dissetare il mondo”, ecco il leitmotiv del festival dell’Acqua, conclusosi l’11 ottobre all’Aquila. Un impegno globale, solidale e di responsabilità sociale.
Il capoluogo abruzzese è stato scelto come sede della seconda edizione della kermesse perché rappresenta un monito verso l’adozione di misure di prevenzione e innovazione nella pianificazione urbanistica delle nostre città.
L’edizione 2013 con i suoi 9 convegni e 3 seminari ha affrontato le tematiche più svariate, dalla sete nel Mondo alle carenze del sistema idrico italiano e il problema del Mezzogiorno. Al grande pubblico ed alla città ospitante sono invece stati estesi gli eventi di spettacolo e intrattenimento.
L’acqua, dunque, come diritto fondamentale dell’umanità: la Commissione ONU per i Diritti Economici, Sociali e Culturali già nel 2002 ha definito il diritto di ogni essere umano ad un accesso sicuro all’acqua per utilizzo personale e domestico.
“Salvaguardia della risorsa anche in funzione dell’uso da parte delle future generazioni, con costi efficienti attraverso la regolazione e la stabilizzazione normativa”, così Claudio De Vincenti, Sottosegretario allo Sviluppo economico, è intervenuto in apertura del Festival, mentre il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando ha annunciato: “ Il prossimo anno vorrei convocare una conferenza nazionale sull’acqua, per rompere luoghi comuni consolidati. Siamo tutti d’accordo nel definire l’acqua bene comune, ma spesso gli strumenti proposti sono contradditori”.
Le assemblee dei Sindaci che definiscono il fabbisogno infrastrutturale e impiantistico dei rispettivi territori, hanno definito un fabbisogno di investimenti pari a 65 miliardi di euro per i prossimi 30 anni.
Si tratterebbe, dunque di prevedere investimenti pari ad una media annuale di 2,2 miliardi di euro, ovvero poco meno di 40 euro per cittadino l’anno, mentre l’attuale livello nazionale di investimenti è pari solo a 26 euro/abitante/anno (ovvero 1,2 miliardi all’anno, di cui appena il 10% provenienti da fondi pubblici). Un dato rilevante se confrontato al livello di investimenti nei paesi Ocse, pari circa a 80 euro/abitante/anno.

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Occorre dire anche che il convegno dell’Aquila, che è stato organizzato da FederUtility, che è la federazione che associa tutti i gestori italiani del servizio idrico, ha suscitato molte polemiche, soprattutto da parte del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, che denuncia il convegno come un tentativo di appropriarsi in positivo del tema dell’acqua dopo essersi opposta  al referendum. Al momento è in corso uno scontro legale sulla nuova tariffa approvata dall’Autorità competente la quale prevede una percentuale standard sul capitale investito reintroducendo di fatto la remunerazione abolita dal referendum; lo scontro è davanti al TAR della Lombardia e vede su fronti opposti proprio Federutility e il Forum; Federutility sostiene che le rivendicazioni del referendum sono malposte in quanto non ci sono i soldi per gestire le ingenti necessità del sistema idrico da parte di uno stato in deficit cronico, mentre il Forum sostiene che una tariffa opportunamente organizzata può far fronte al problema e che il profitto difeso da Federutility potrebbe solo aumentarla.

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