Premio Nobel per la pace 2013 all’OPCW

a cura di Ferruccio Trifirò, membro di OPCW e direttore di C&I

opcw_logoE’ stato attribuito il premio Nobel per la pace 2013 all’OPCW (Organization for prohibition of chemical weapons)  l’organizzazione con sede all’AIA è stata creata nel 1997 per  rendere operativo l’accordo firmato a Parigi nel 1993  per la proibizione delle armi chimiche, il premio è stato dato per gli sforzi  dell’organizzazione nell’eliminazione e distruzione degli arsenali chimici  degli impianti di produzione detenuti da numerosi Stati  e di armi chimiche abbandonate sul territorio ed anche per le vicende recenti della crisi siriana.

L’Italia è uno degli stati firmatari dell’accordo che sono attualmente 190, solo 6 non l’hanno ratificata,  e la convenzione  è stata recepita dal nostro Paese con diverse leggi, l’ultima delle quali il 4 Aprile 1997. La Convenzione è stata anche recepita dalle industrie chimiche che hanno emanato nel 2000 un documento sulla interpretazione ed applicazione della legge e dalla comunità europea che ha emanato nel 2000 e nel 2004 un regolamento per il controllo e  l’esportazione di armi chimiche, dei loro precursori e delle tecnologie adatte alla loro produzione

In accordo con la Convenzione per i paesi firmatari è proibito :

1) sviluppare, produrre, acquistare, immagazzinare o trasferire ad altri armi chimiche

2) usare armi chimiche

Le armi chimiche sono composti altamente tossici, mortali, stabili, facili da disperdere e  in molti casi anche da produrre.

I più noti agenti chimici utilizzati come armi chimiche sono i seguenti : agenti nervini (Sarin VX ,Tabun, Soman); vescicanti  (Lewisiti, Ipriti); soffocanti (Cloro, Fosgene); incapacitanti (BZ – quinuclidinil benzilato); lacrimogeni (cloropicrina, bromuro di xilile); tossici – che attaccano i globuli rossi (HCN, ClCN).

Oltre alle armi chimiche le sostanze chimiche che  imbarazzano noi chimici sono: gli esplosivi, gli innescanti,  gli incendiari, i fumiganti, gli illuminanti ( fosforo bianco), i defoglianti, gli  agenti antisommossa e le armi di distruzione di massa ( armi biologiche e  nucleari). Ufficialmente le armi chimiche sono delle sostanze tossiche o i loro precursori  proibite proprio dalla Convenzione per le armi chimiche  è sotto controllo dell’OPCW. Ci sono sostanze tossiche che possono essere utilizzate, ma occorre avere l’autorizzazione dalla Convenzione. Una sostanza tossica è qualsiasi sostanza chimica che attraverso la sua azione chimica sui processi vitali può causare morte, invalidità permanente o temporanea sugli uomini e sugli animali, questo include qualsiasi sostanza chimica  indipendentemente dalla sua origine e dal metodo di produzione, se  essa sia prodotta in industrie belliche o civili.

Le armi chimiche sono state utilizzate nella prima guerra mondiale  da parte di tedeschi e francesi, dagli italiani in Etiopia, dai giapponesi in Cina nella II guerra mondiale, recentemente   dagli iracheni contro l’Iran, contro civili in Tailandia e Laos ed in una metropolitana giapponese  ed ultimamente in Siria .

Il premio Nobel per la pace dato all’OPCW è un momento di riflessione per noi chimici per ricordare cosa è pericolo ed il rischio chimico. Il pericolo chimico è dovuto a delle proprietà intrinseche delle sostanze chimiche (infiammabilità, esplosività, tossicità, potere comburente, corrosività e tossicità per l’ambiente) proprietà fisiche,  incompatibilità con altre sostanze con le quali sono miscelate,  reattività con se stesse e  formazione di perossidi  a seguito di lungo  immagazzinamento.  Invece il rischio  chimico è legato alla possibilità: di un uso criminale dei prodotti chimici ( le armi chimiche, gestione non corretta dei rifiuti) , di un uso non corretto dei prodotti chimici  dettato da ignoranza e di un uso non corretto  dei prodotti chimici dettato da interessi industriali. Le aree di maggior rischio per un cattivo uso della chimica sono : 1) un uso criminale, infatti  le armi chimiche possono essere  prodotte con le stesse sostanze con le quali si producono prodotti utili ; 2) un uso dispersivo dei prodotti chimici , i diserbanti, pesticidi, insetticidi  utilizzati senza controllo dell’effetto sull’ ambiente, anche in seguito a eccesso delle quantità utilizzate ed anche i carburanti;  3)  il destino dei prodotti chimici a fine vita, rifiuti urbani. industriali, ospedalieri non distrutti o collocati in maniera adeguata ; 4) uso di processi non ottimizzati e non ben controllati  con  impiego di sostanze tossiche e nocive in cicli di produzione con il rilascio volontario o involontario di sostanze nocive nell’ambiente;  5) uso di prodotti non controllati che contengono sostanze tossiche, i vecchi prodotti chimici ( circa 100.000) non sono sufficientemente testati. La difesa contro il rischio chimico è la seguente: rivedere la formazione di base degli operatori chimici con introduzione dello studio dei Principi etici e delle tecniche di indagine per il riconoscimento delle sostanze tossiche e dei loro effetti.; sviluppare il regolamento REACH europeo per portare sul mercato prodotti più sicuri. 3) maggiore controllo della produzione e degli scarichi dei rifiuti presso le industrie, gli ospedali, i centri di raccolta; 4) maggiore controllo nell’uso dei prodotti chimici soprattutto di quelli che hanno un uso dispersivo come quelli per l’agricoltura; 5) massima diffusione dell’informazione sul buon uso della chimica  presso l’ opinione pubblica.

trifiròFerruccio Trifirò è membro scientifico dell’OPCW e membro dell’Accademia delle Scienze di Bologna,  Organizzazione non governativa che partecipa da anni alle conferenze dei paesi firmatari all’AIA organizzate dall’OPCW.

http://www.opcw.org

 

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