Un giorno in classe

a cura di Alfredo Tifi

palloncini_7_6_07Questo altro frammento di esperienza didattica risulta anch’esso dalla applicazione dei protocolli ALCA (academic language of chemistry for all). In questo caso si tratta di un frammento dell’applicazione della quarta fase (su 5) del protocollo avanzato, cioè mirante ai concetti più generali di quelli che emergono dallo studio di casi particolari che si sviluppa in concomitanza.

Struttura interna: riflessioni 14/11/13

12/11 Scrive Mr nel doc. del suo gruppo: “Nelle trasformazioni fisiche la molecola non cambia ma cambia la struttura interna della sostanza, in quelle chimiche cambia sia la molecola che la struttura interna.”

Feedback: Alfredo Tifi 02:42 12 nov
[struttura interna] di che cosa? della molecola? o della sostanza?

Nel frattempo (13/11 mattina, El, Al, Mr e Sm, mentre presentano e difendono la risposta data alla domanda: focale “da cosa si capisce che si formano nuove sostanze in quelle che chiamiamo T. chimiche?” riferiscono oralmente alla classe la loro risposta che:
“Nelle trasformazioni fisiche cambia la struttura interna ma non cambiano le molecole. Nelle T. chimiche cambiano i legami e cambiano le molecole”, seguita dall’obiezione di Mc: “ma se i legami cambiano, come fanno a non cambiare anche le sostanze?”)

Precisazione del gruppo stimolata da me: “i legami di cui parliamo sono quelli tra molecole”
(Il ‘legame’ qui è evidentemente un pseudoconcetto secondo Vygotsky: stesse parole dei concetti scientifici, ma usate con significati spontanei, non accademici e diversi tra loro e soprattutto senza rendersi conto delle differenze).

Mr conferma poi rispondendo sul doc del gruppo:
19:10 Ieri 13/11/13
i legami tra molecole prof.

Da tutto ciò si deduce che il concetto quotidiano di “struttura interna” nel linguaggio della classe è il modo di aggregazione tra molecole, che può cambiare nei passaggi di stato. Un concetto molto chiaro costruito dalle medie a partire dai passaggi di stato.
Il problema con questa concezione è l’aggettivo “interno” che non è più utilizzabile quando si considera che anche le molecole hanno una struttura o quando una data sostanza non abbia struttura molecolare, e quando si frequenta il triennio di chimica.
In effetti il punto critico qui è che i ragazzi non hanno concetti per pensare alla struttura “veramente interna” (molecolare, di coordinazione) basata sui legami “forti”, perché quei pochi concetti che hanno sui legami chimici sono a sé stanti, non inseribili nel continuum che va dalle proprietà fisiche alla struttura “intermolecolare”, proseguendo fino alla struttura molecolare e a quella degli atomi. A metà percorso le loro rappresentazioni hanno uno scatto: dal modello particellare elementare, che va bene per rappresentare i passaggi di stato, per andare “più dentro” non c’è null’altro che le FORMULE. La formula e la struttura intima di una sostanza, quella che causa una composizione determinata, ma anche le sue proprietà, diventano un tutt’uno, decisamente più facile da padroneggiare delle rappresentazioni basate su relazioni di contiguità e legami interatomici.

How-not-what

Per i protocolli si può fare riferimento alle due comunicazioni che ho mandato e cercato di presentare al congresso didichim.

Alfredo Tifi -Apprendimento attivo del concetto di equilibrio chimico –

al XVIII Congresso Nazionale – Divisione di Didattica – Società Chimica Italiana
si veda per un riassunto:

http://www.divini.net/alfredo/

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