A volte sulla stampa….

a cura di Luigi Campanella, ex presidente SCI

A volte sulla stampa – e questo avviene in una certa frequenza negli ultimi tempi – si fa luce una sorta di eretismo scientifico per il quale lo scienziato non allineato, finisce per acquistare un fascino da renderlo quasi un eroe. Se questo in passato può essere stato vero (si pensi a Galileo, Faraday, Pasteur tutti schierati contro la scienza convenzionale e poi vincitori), non sempre lo è : molti geni sono stati eretici, ma non tutti gli eretici sono geni.

Teoria, esperienza, pratica, speculazione talvolta si mescolano tanto da non consentire reali valutazioni. E questo può valere anche per scienziati veri. Così il premio Nobel Linus Pauling, certo autorevole ed indiscusso nel campo della biochimica molecolare, lo fu assai meno in quello della salute e della nutrizione dove affermò che una dose di vitamina C 100 volte maggiore dell’usuale, quindi non ottenibile da una dieta comune, preservava allungando la vita. E’ vero che visse fino a 93 anni ma è anche vero che molti suoi allievi morirono giovani. E come dimenticare Jacques Beneviste e la sua memoria dell’acqua, supposta giustificazione scientifica per l’omeopatia e poi ridicolizzata dalla stampa scientifica di buona lettura. Forse uno dei casi più noti è quello dello psicologo Hans Eysenck che giustificò i valori differenti di quoziente di intelletto sulla base di tesi razziste, essendo – diceva – alcune razze geneticamente più intelligenti di altre. Non fu bruciato come i vecchi eretici, ma di certo non ottenne i riconoscimenti che per altri aspetti avrebbe meritato.220px-LinusPaulingGraduation1922

 benveniste

220px-Hans.EysenckTornando al ruolo della stampa rispetto a questo processo c’è da osservare che la maggioranza è generalmente schierata a favore dell’autorità scientifica. Una minoranza però – che, come dicevo, cerca di farsi sentire sempre più spesso – di reporter, editori, produttori promuove una teoria del sospetto, in quanto in essa acquisisce una sorta di emblema antiestablishment che consente di essere partecipi del dibattito e non riflettori di esso. D’altra parte questa minoranza ha anche il merito di incrementare l’attenzione del vasto pubblico sulla scienza. Dovrebbe seguire all’uscita la correzione ed allora il vantaggio sarebbe doppio. Alcuni scienziati poi possono godere della pubblicità ad un tale livello che la loro abilità di autocritica li porta quasi a contrastare e criticare le loro stesse teorie, in parte manipolati dai media in parte da se stessi.

Secondo la teoria del paradigma di Kuhn è lo scienziato eterodosso che si ribella contro le ortodossie a conseguire periodici mutamenti nella comprensione dello sviluppo della Scienza. Lo scienziato eretico può essere considerato simile allo scrittore o al pittore che lavorano da soli e non sono apprezzati nel loro tempo. Forse la maggior parte dei media più educati all’Arte che alla Scienza può comprendere questo più facilmente.

220px-Le_fasi_della_scienza_secondo_Thomas_Kuhnkuhn

D’altra parte il culto della scienza eretica è comprensibile: ci fa assumere il ruolo di chi difende Davide contro Golia.

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