Adriano Buzzati-Traverso

a cura di Gianfranco Scorrano, ex presidente SCI

Nasce a Milano il 6 aprile 1913 da Giulio Cesare e da Alba Mantovani, fratello minore dello scrittore Dino. Il padre fu professore di diritto  internazionale all’Università di Pavia, morto prematuramente nel 1920; il nonno D.Mantovani fu anch’egli scrittore.

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Nel 1934, ancora studente universitario, spende un anno nella Iowa University studiando genetica delle popolazioni. Nel 1936 si laurea a Milano in Scienze Naturali e l’anno successivo inizia come assistente incaricato, poi di ruolo, la sua carriera presso l’Istituto di Zoologia dell’Università di Pavia. Nel 1940 compie ricerche presso la Columbia University. Nel 1942 ottiene la Libera Docenza in Genetica e quindi il medesimo incarico di insegnamento presso l’Università di Pavia fino al 1944. Nel 1945-46 ottiene l’incarico di Zoologia presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Milano e dal 1948 è straordinario di Genetica presso l’Università di Pavia. Nel 1953-59 è professore di Biologia presso l’Università di California,e lo Scripps Institute of Oceonography, La Jolla, California. Non mancò di compiere numerosi viaggi per conoscere i più importanti scienziati operanti negli USA.

Al ritorno in Italia Buzzati-Traverso riprese le relazioni con il mondo politico e scientifico che poi saranno utili per creare il Laboratorio Internazionale di Genetica e Biofisica (LIGB). Già nel 1948 aveva scritto su l’Europeo l’articolo “In Russia si nasce secondo la legge di Lysenko” entrando in controversie con i biologi comunisti. Nel 1956 cominciò a contribuire a “Il Giorno”, il nuovo giornale fondato da Mattei che aveva l’ambizione di essere una voce laica nel panorama culturale italiano di quei tempi dominato dal duopolio Cattolico e Comunista. Sulle pagine de Il Giorno Buzzati scrisse una serie di articoli sulle difficoltà in Italia del sistema ricerca e educazionale che gli diedero una rapida notorietà. Pubblicò anche su Il Corriere della sera e L’Espresso. Le critiche al sistema universitario italiano vennero poi raccolte nel libro Il Fossile denutrito. L’Università Italiana (1969): pochi fondi, sia pubblici che privati, assenza di un sistema di selezione meritocratica, assenza di competizione, mancanza di dinamismo.

Buzzati, assieme ad altri intellettuali, prese posizioni su argomenti politici, come per esempio la guerra in Algeria all’inizio degli anni 60 oppure la critica alla Chiesa Cattolica sul problema del controllo della nascite.

Nel 1952 fu fondato il CNRN (Consiglio Nazionale per la Ricerca Nucleare) che nell’ottobre del 1957 creò, sotto la direzione di Buzzati-Traverso, la Divisione Biologica (nota:vedi il post intitolato Felice Ippolito) con il compito di promuovere  ricerche sugli effetti delle radiazioni ionizzanti sugli organismi. Nel 1960 il CNRN si separò dal CNR per divenire una struttura indipendente chiamata CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare). La divisione biologica fu mantenuta con il nome di Divisione di Biologia e protezione della Salute, sempre sotto la direzione di Buzzati-Traverso. La divisione creò due importanti centri di ricerca (oltre a distribuire i fondi ricevuti dal CNEN): uno alla Casaccia (1959) e l’altro a Fiascherino (1960).

Nel periodo, Buzzati-Traverso,sempre preoccupato della carenza di genetisti preparati, inizio a scrivere a amici e ad istituzioni sul progetto di creare una scuola ad hoc: si rivolse anche alla Fondazione Rockfeller, che però rifiutò il progetto anche sulla base di probabili resistenze italiane alla proposta.

Comunque Buzzati-Traverso il 22 ottobre 1960 inviò al Ministro della Pubblica Istruzione,al Presidente del CNR, Giovanni Polvani, e al CNEN la proposta di istituzione del Laboratorio Internazionale per la Genetica e la Biofisica (LIGB). Il CNEN immediatamente mise a disposizione 180 milioni di lire per anno per un periodo di 5 anni. Il CNR chiese qualche dettaglio in più ma l’accordo fu approvato alla fine del 1961 e il decreto del CNR fu firmato a gennaio 1962 e il laboratorio istituito dal 1 marzo 1962. Anche Euratom firmò un contratto quinquennale di associazione a partire dal 1 luglio 1962 con un impegno finanziario totale di 3 milioni di dollari.

Dal 1962 al 1967 il LIGB ebbe una crescita continua, arrivando ad avere 13 gruppi di ricerca che coprivano un largo spettro di problematiche in biologia. Importanti erano i seminari ed i corsi. L’organizzazione era molto differente di quella degli altri centri CNR: per esempio gli stipendi dei leader dei gruppi di ricerca erano  superiori a quelli di un professore universitario; il LIGB poteva comprare le attrezzature di ricerca direttamente e con pagamenti in contanti; etc.

Una piccola crisi si ebbe nel 1964 quando, a seguito dei problemi di Marotta e di Ippolito con la giustizia, il presidente del CNR decise di limitare la libertà di azione di Buzzati sia diminuendo gli alti salari del LIGB sia inviando funzionari a controllare la regolarità dei conti.

Nel 1968 il LIGB tornò sotto il completo controllo del CNR cambiando anche il nome in Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica (IIGB), ad indicare la sua appartenenza formale agli altri istituti del CNR, di cui aveva ora la stessa organizzazione.

La crisi più violenta scoppio nel 1969: dal 4 maggio al l’11 giugno 1969 82 persone occuparono il LIGB: molti dello staff amministrativo, tecnici, giovani ricercatori e 10 ricercatori italiani.

Come esempio delle attività dell’assemblea degli occupanti riporto il commento di Cassata:…..”due erano gli elementi su cui si concentravano le rivendicazioni  degli occupanti: in primo luogo, il rifiuto da parte di tecnici, aiutanti e amministrativi dopo l’abolizione del cartellino marcatempo –del «controllo   sul loro lavoro  straordinario da parte del gruppo privilegiato», controllo interpretato come «possibilità di ricatto» dei ricercatori sul personale tecnico-amministrativo; in secondo luogo, la difesa a oltranza del potere decisionale dell’assemblea su assunzioni, licenziamenti e trasferimenti d’ufficio del personale”.

Il 30 maggio 1969 Buzzati Traverso terminò di essere direttore dell’IIGB. Non volle più nulla sapere della sua creatura, che rimase fino al 25 ottobre 1973 senza direttore. Alfredo Ruffo, presidente dell’Istituto nel 1973-74 così riassumeva la situazione: “C’erano troppe assemblee e la ricerca era solo uno dei possibili temi in mezzo a tanti altri”. Non è sorprendente che le pubblicazioni furono nel 1972 solo 19, il 22,35% del massimo raggiunto nel 1968

Nel 1969 Buzzati assunse la carica di vicedirettore generale dell’UNESCO e responsabile del Dipartimento di Scienze esatte e Naturali. Rimase in questa carica fino al 1973, quando iniziò una collaborazione come consigliere scientifico del programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. Nel 1976, lasciati tutti gli incarichi, si dedicò alla pubblicistica.

Immobilizzato a letto dal novembre 1982 in seguito all’aggravarsi di un tumore, Buzzati-Traverso moriva  a Milano, il 22 aprile 1983, pochi giorni dopo aver compiuto settant’anni.

Per saperne di più

 Francesco Cassata, L’ITALIA INTELLIGENTE- AdrianoBuzzati-Traverso e il Laboratorio internazionale di genetica e biofisica, 2013,  Donzelli editore, Roma

M.Capocci e G.Corbellini, Studies in History and Philosophy of Biological and Biomedical Sciences,33,2002,489-513.

Bernardino Fantini, Adriano Buzzati-Traverso,Dizionario Biografico degli Italiani, vol.34,1988.

http://www.fondazioneadrianobuzzatitraverso.it

One thought on “Adriano Buzzati-Traverso

  1. Le storie di Ippolito, Marotta e Buzzati-Traverso furono raccontate anche nel libro di Lucio Russo ed Emanuela Santoni: “Ingegni minuti. Una storia della scienza in Italia”, Feltrinelli, Milano (2010). In quel caso si trattava più propriamente di una tetralogia, visto a che a loro si affiancava Enrico Mattei. Commentando i fatti ivi narrati, il recensore del volume, Armando Massarenti, scrisse sul quotidiano Il Sole 24 Ore del 28/11/2010: “Tanto accanimento aveva una semplice motivazione espressa apertamente da Saragat: con quelle ricerche si dilapida denaro pubblico”. Viene riportata questa frase di Giuseppe Saragat (1898-1988), Presidente della Repubblica dal 1964 al 1971: “Perché non aspettare che questa competitività sia realizzata da Paesi che hanno quattrini da spendere?”. Infatti così si è fatto, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.

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