La biochimica di Paracelso

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Luigi Campanella, ex Presidente SCI

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Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit

Figlio di un medico, Paracelso nasce nel 1493 a Einsiedeln, nel cantone svizzero di Schwyz. In realtà, il suo vero nome è Philipp Theophrast Bombast von Hohenheim; tuttavia, egli stesso lo muta in Philippus Aureolus Paracelsus Theophrastus Bombastus ad indicare la sua volontà di incarnare completamente la figura del “medico perfetto” esperto in ogni ramo dello scibile in quanto iniziato al segreto ultimo dell’intera realtà. Infatti l’appellativo “Paracelsus” si riferisce forse al grande medico romano Aulo Cornelio Celso, vissuto nel I secolo, considerato uno dei padri della medicina antica, e noto anche per la sua notevole cultura in ogni ambito del sapere. A proposito dell’arte medica, Paracelso era convinto che si debbano derivare “le cose della natura, non dall’autorità ma dall’esperienza propria”, così rifiutando l’approccio dogmatico allo studio e alla pratica della medicina. Sul piano della scienza moderna ha il merito di isolare l’idrogeno, di scoprire l’etere solforico e di negare che l’aria sia un “corpo semplice”. Per comprendere le novità introdotte da Paracelso in campo medico, occorre rilevare il suo spiccato interesse per l’alchimia, definita una “scienza di trasformazioni”. Egli considera il corpo umano come un sistema chimico, in cui svolgono un ruolo centrale i due principi tradizionali degli alchimisti, il mercurio e lo zolfo, cui si aggiunge anche il sale. Date queste premesse, secondo Paracelso la salute può essere ristabilita attraverso medicinali di natura minerale, e non più di natura organica. Inoltre, egli sostiene che le malattie sono processi specifici per i quali occorrono rimedi altrettanto specifici, mentre in quel periodo, molti pensavano che esistessero rimedi, contenenti parecchi elementi, efficaci per tutte le patologie.
Alcune sue frasi rimaste famose:
“Non sono né il diavolo né il medico a guarire, ma solo Dio attraverso la medicina”
“Nel mondo c’è un ordine naturale di farmacie, poiché tutti i prati e i pascoli, tutte le montagne e colline sono farmacie.”
“Ma è proprio vero che nella terra ci sono ancora molte cose che non conosco [……] che Dio farà manifestare cose mai viste e mai rilevate che non abbiamo mai saputo. Perciò qualcuno verrà dopo di me […..] e le spiegherà.”
“Ho osservato tutti gli esseri: pietre, piante e animali e mi sono sembrate come lettere sparse rispetto alle quali l’uomo è parola viva e piena.”

paracelso_fig_vol2_017480_001Il nono libro del trattato di Paracelso Sulla natura delle cose s’intitola “De signatura rerum naturalium”:l’idea che tutte le cose portino un segno che manifesta e rivela le loro qualità invisibili è il nucleo originale dell’episteme paracelsiana. In questo senso, se – come scrive Paracelso – “tutte le cose, erbe, semi, pietre, radici dischiudono nelle loro qualità, forme e figure ciò che è in esse”, se “vengono tutte conosciute attraverso il loro signatum”, allora “la signatura è la scienza attraverso cui tutto ciò che è nascosto viene trovato e senza quest’arte non si può fare nulla di profondo”.

nociecervello
In questa logica e prospettiva secondo Paracelso è quasi possibile prevedere in medicina quali alimenti possano essere consumati per preservare il nostro organismo da malattie: ( fra parentesi eventuali conferme o problemi delle idee di Paracelso…..se ci sono)

Fagioli: Curano e aiutano a mantenere sane le funzioni renali…..somigliano proprio a dei reni umani.

Le noci secche somigliano ad un piccolo cervello, con un emisfero sinistro, un emisfero destro e il cervelletto. Anche le “rughe” o “pieghe” della noce sono simili alla neo-corteccia. Solo adesso sappiamo che le noci servono a sviluppare le funzioni celebrali. ( Neurology February 4, 2014 vol. 82 no. 5 435-442 dedicato agli acidi grassi da pesce, ma quelli delle noci hanno composizione analoga, sostiene che nelle donne una alimentazione ricca di omega-3 aiuterebbe a mantenere la dimensione e la funzionalità cerebrale, prevenendo l’atrofia cellulare )

Β-Carotene

Β-Carotene

La sezione traversale di una carota somiglia all’occhio umano. La pupilla, l’iride e le linee radianti sembrano proprio come quelle dell’occhio umano. La scienza ha dimostrato solo ora che le carote aumentano notevolmente il flusso di sangue agli occhi e apportano un beneficio generalizzato al sistema visivo umano fornendo il carotene che è un precursore della Vitamina A (Tuttavia anche se mangiare regolarmente carote fa bene agli occhi, non regalerà una supervista come sperato e ci sono alimenti ancora più ricchi di precursori della vitamina A, come i cavoli o l’insalata o (ma la forma chimica e l’assorbimento sono diversi)  il fegato animale; si tenga presente che l’assorbimento e il metabolismo di queste pro-vitamine è complesso, tanto che supplementi ad alte dosi di beta-carotene sarebbero un fattore di rischio per i fumatori (L’evidenza di rischio è per studi che utilizzavano 20 mg/giorno di beta-carotene). Le ipotesi principali sono che certe sostanze antiossidanti diventino proossidanti ad alte dosi o in condizione di elevata pressione parziale di ossigeno, oppure che dosi troppo alte di antiossidanti possano impedire meccanismi di morte cellulare programmata (apoptosi) che sfruttano vie ossidative.)

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Il sedano somiglia alle ossa. Il sedano è particolarmente indicato per fortificare le ossa. Esse sono composte al 23 per cento di sodio e questo cibo contiene esattamente il 23 per cento di sodio. Se nella vostra dieta c’è carenza di sale, il corpo se lo procura dalle ossa, rendendole deboli. Gli alimenti come il sedano vanno a soddisfare le esigenze scheletriche del corpo.(Come tante altre verdure ed alimenti  in effetti)

Avocado: migliora la salute e le funzioni del seno e della cervice femminile…..ed in effetti somiglia proprio a questi organi. L’avocado aiuta le donne a bilanciare gli ormoni, a perdere il peso acquisito in gravidanza e a scoraggiare la possibilità di carcinomi al collo dell’utero. Ci vogliono esattamente nove mesi per far crescere un avocado dal fiore al frutto maturo.

I fichi sono pieni di semi e penzolano in coppia dall’albero quando maturi. Aumentano la mobilità dello sperma maschile e il numero di spermatozoi.

Le olive forniscono beneficio alle ovaie

Una dieta ricca di uva si è dimostrata utile per ridurre il rischio di tumore polmonare: in effetti un grappolo di uva assomiglia ai nostri polmoni costituiti da cunicoli sempre più piccoli di vie aeree che vanno a formare gli alveoli polmonari permettendo il passaggio dell’ossigeno dal polmone al flusso sanguigno. (Alimenti ricchi in quercetina (che è un antiossidante naturale) come uva rossa e vino rosso, cipolle (soprattutto rosse), the’ verde, mirtilli, vegetali appartenenti alla famiglia delle crucifere e mele sono un fattore protettivo ma di limitata evidenza. Tuttavia Thorax 2003;58:11 942-946 doi:10.1136/thorax.58.11.942 sostiene che la sostanza benefica potrebbe essere qui il resveratrolo, che si trova nel vino rosso, ma si badi non rispetto ai tumori ma alla broncopneumopatia cronica ostruttiva)

  resveratrolo

(Nota del blogmaster: In realtà la cosa che impressiona di più sono le innumerevoli citazioni delle idee di Paracelso, a loro volta riprese da idee ancora più antiche, nella letteratura grigia e nella pubblicità commerciale, ma con rari e spesso erronei legami con le ricerche della biochimica e della medicina moderna, che tuttavia ne ha a volte confermato l’ìintuizione.)

3 thoughts on “La biochimica di Paracelso

  1. Buongiorno,
    chi opera professionalmente nella tossicologia conosce, fin dalle prime righe di ogni testo didattico, la versione latina dell’originale svizzero-tedesco “dosis sola facit ut venenum sit”, che costituisce il paradigma della disciplina, ancora valido, anche alla luce dei modelli più recenti e conflittuali, della relazione dose-effetto (nel soggetto singolo) e dose-risposta (nella popolazione). Solo alla luce di questa graduazione degli effetti in funzione della dose esiste oggi la possibilità di oggettivare il rischio tossicologico ai fini della sicurezza dell’uomo e dell’ambiente.
    E’ questa, piuttosto che le occasionali congruenze tra alcune affermazioni riportate, l’eredità intellettuale di Paracelso.
    Resta una suggestione: il gradualismo quantitativo sotteso dalla “dosis sola facit” appare frutto del buon senso, ovvero della formalizzazione delle numerose osservazioni empiriche, più che di speculazioni intellettuali particolarmente ardite (appunto quelle così folcloristicamente ricordate).
    E’ anche evidente che l’interpretazione gradualistica e quantitativa delle proprietà naturali è in apparente conflitto con la dottrina aristotelica che vuole le “qualità” come caratteristiche integrali della possibilità di descrivere gli oggetti del mondo reale.
    Il saggio di L. Russo “La rivoluzione dimenticata”, che è stato recensito in questo blog alcuni mesi fa (grazie!!), ci presenta un’immagine alternativa del pensiero del “mondo antico”, nel quale ben più articolate (e forse più diffuse?) erano le conoscenze anche in quelle che oggi chiameremmo le bio-scienze. Senza abbandonarsi agli anacronismi e senza voler scorgere precursori là ove non ne possono esistere, non è inverosimile pensare che il sapere scientifico distrutto con le civiltà mediterranee ellenistiche sia sopravvissuto nei termini empirici resi indispensabili dalla necessità pratica di fornire beni e servizi. Tanto per fare un esempio: forse la prima traccia di controllo bromatologico semi-quantitativo può essere ricondotta alla regola dell’ “una parte in sessanta” (ovvero l’1,5 % circa), che rappresenta, nella legge religiosa ebraica, il livello massimo della presenza involontaria di un contaminante ammesso in un cibo ritualmente definito (ad esempio, la mescolanza di carne e latte).
    Nulla più di una quieta condivisione di pensieri fine-settimanali.
    Grazie,
    FMRubino

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