Il contributo dell’Italia per la pace nel mondo. Il destino delle armi chimiche siriane

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Ferruccio Trifirò membro scientifico dell’OPAC

Il destino delle circa 1200 tonnellate (t) di sostanze chimiche utilizzabili per produrre armi chimiche, dichiarate ad ottobre dello scorso anno da parte del governo siriano è il seguente: 120 t di alcool isopropilico utilizzato per produrre in situ il Sarin, ossia l’agente nervino, per reazione con metilfosfonildifluoruro (DF) sono state già distrutte in Siria; 23 t di mostarda allo zolfo ( agente vescicante) e circa 550 t di DF precursore del Sarin sono state caricate sulla nave danese Ark Futura che ha già raggiunto il 2 Luglio Gioia Tauro (1-2) ; circa 500 t di precursori di armi chimiche di priorità 2 e 3, ossia di sostanze utilizzabili, non solo per produrre Sarin ed altri agenti nervini (VX,VM ), ma anche nell’industria chimica convenzionale per prodotti utili, sono stati caricati sulla nave norvegese Taiko. La nave Taiko ha già raggiunto il porto finlandese per scaricare una parte del carico per essere distrutte per incenerimento dalla ditta Ekoken e dopo la nave andrà negli Stati Uniti a Port Artur dove scaricherà il rimanente carico per essere distrutto dalla ditta Veolia . Negli Stati Uniti la nave porterà: trietilammna, trimetil fosfato, dimetilfosfito, monoisopropilammina, di-isopropilaminoetanolo, 2-cloroetanolo, 1-butanolo e metanolo. La Taiko in Finlandia ha scaricato fosforo tricloruro, fosforopentasolfuro, HF, HCl e fosforo ossicloruro. Le sostanze chimiche tossiche che saranno scaricate a Gioia Tauro il 2 luglio andranno sulla nave americana Cape Tray dove saranno distrutte. Il trasbordo avverrà da nave a nave, mediante appositi rotabili senza stoccaggio a terra dei serbatoi .

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Tutte queste 1.200t di sostanze utilizzabili per produrre armi chimiche avrebbero dovuto essere portate via dalla Siria entro il 5 febbraio, mentre in realtà il carico sulle navi è terminato solo il 23 giugno e le navi hanno dovuto attraccare al porto di Latakia in Siria almeno 19 volte per caricarle . La spiegazione del ritardo, e del fatto che arrivavano sempre carichi molti modesti, é stato spiegato come dovuto a motivi di sicurezza, perché i depositi erano circondati dai ribelli. Le armi chimiche si trovavano in Siria in 12 diversi depositi.

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Il trasbordo delle sostanze chimiche tossiche dalla nave danese sulla nave americana sta per essere realizzato a Gioia Tauro con elevati criteri di sicurezza. E’ stata individuata una zona rossa del diametro di un kilometro, dove nel caso di un incidente si potevano avere effetti negativi sulle persone e in questa zona rossa sono state allontanate tutte le persone non facenti parte dell’organizzazione; c’è un blocco delle strade che portano al porto ed anche un blocco del traffico aereo; c’è un elevato numero di pompieri e di tecnici dell’OPCW e sono state messe barriere assorbenti che possono trattare eventuali emissioni tossiche in caso di incidente. Sulla nave americana oltre a 35 marinai sono presenti 64 esperti chimici e dipendenti dell’OPCW incaricati del controllo delle operazioni. I serbatoi che contengono le sostanze chimiche tossiche sono 60 dei quali 3 contengono la mostarda allo zolfo e 57 il precursore del Sarin. I reattori di idrolisi utilizzati per la distruzione delle armi chimiche sono state prima provati a terra con reazioni simulate negli Stati Uniti, dove sono state messe a punto le apparecchiature, ed anche provati due volte sulla nave per preparare il personale addetto.

La distruzione delle armi chimiche nella nave americana avverrà per idrolisi con NaOH in due reattori di titanio da 24 t (che resistono alla corrosione). I reattori sono all’interno di una tenda di plastica sigillata in maniera che eventuali emissioni gassose tossiche vengano fatte adsorbire su filtri a carbone attivio, prima di essere immesse nell’aria. Per il trattamento della mostarda allo zolfo il trattamento avverrà a 95oC con una soluzione di NaOH con un rapporto in volume di 13/1 rispetto alla soluzione della mostarda allo zolfo. Dopo l’idrolisi potrà essere aggiunta, se sarà necessario, ancora NaOH per neutralizzare la soluzione, dato che si produce come rifiuto HCl e tiodiglicole. Nella idrolisi del precursore del Sarin si utilizza un rapporto di 5/1 della soluzione di NaOH rispetto alla sostanza tossica, in questo caso si produce HF come rifiuto insieme acido metilfosforico e potrà essere aggiunto altro NaOH per neutralizzare la soluzione nel caso che la soluzione sia acida. Le reazioni di idrolisi che avverranno in acque internazionali dureranno circa 60 giorni ed i problemi potrebbero nascere nel caso che il mare fosse mosso, perché questo rallenterebbe le operazioni. L’acqua per le operazioni di idrolisi può essere ottenuta sulla nave da acqua di mare desalificata. Nel caso che la nave americana dovesse assolutamente entrare in un porto, a causa del mare mosso per motivi di sicurezza, la Croazia ha offerto un porto di attracco. Il carico della nave americana avverrà a Gioia Tauro e non direttamente in Siria, perché il governo siriano si è opposto, perché temeva che gli americani collaborassero con i ribelli. La distruzione delle sostanze tossiche (armi chimiche e precursori di priorità 1, ossia sostanze utilizzate solo a scopi bellici ) avverrà in mare in acque internazionali e questa scelta é motivata dal fatto che nessuna nazione avrebbe accettato di ricevere e distruggere armi chimiche nel proprio territorio, ma questa scelta é anche indirettamente un fattore di sicurezza, perché evita eventuali contatti con la popolazione in caso di incidenti. I rifiuti prodotti nella nave e i precursori di tipo2 e 3, invece, sono stati accettati per essere distrutti in diverse nazioni, perché sono simili ad altre sostanze trattate dalle aziende coinvolte. Le soluzioni ottenute dopo il trattamento delle sostanze tossiche sulla nave saranno inserite in contenitori per essere trasportate in Inghilterra e Germania. I rifiuti del precursore del Sarin andranno ad Ellesmere (UK), mentre i rifiuti del trattamento del mostarda allo zolfo andranno nel porto di Bremenhaven ( D) per poi essere trasportate a Munster dove saranno distrutti. La distruzione in entrambi i luoghi avverrà per incenerimento a 11500C e prima della distruzione sarà fatta un analisi dei rifiuti per confermare la loro natura chimica. Sulla nave Ark Futura é presente una gasmassa per analisi dei reagenti e dei prodotti di idrolisi, mentre nei porti sono presenti anche strumenti IR e Raman per un’ulteriore conferma dei risultati delle analisi. 30 nazioni, compresa la comunità europea, hanno dato fondi per la distruzione delle armi siriane e sembra che l’operazione costerà 150 milioni di dollari.

1)                        http://www.rsc.org/chemistryworld/2014/05/syrian-chemical-weapons-feature

2)                        F. Trifirò La Chimica e l’Industria 95, 8, 90 (2013)

altri post sul tema: https://ilblogdellasci.wordpress.com/brevissime/la-chimica-delle-armi-e-le-armi-della-chimica/

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2013/09/09/lorganizzazione-per-la-proibizione-delle-armi-chimiche-opcw/

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2013/08/25/sarin/

2 thoughts on “Il contributo dell’Italia per la pace nel mondo. Il destino delle armi chimiche siriane

  1. Buon giorno a tutti/e,
    la questione dello smaltimento delle armi chimiche mi ha fatto riflettere molto, soprattutto sul senso dell’agire umano.
    All’inizio, come chimica, la mia posizione era soprattutto di interesse scientifico per la composizione delle sostanze interessate e per le tecniche di decomposizione e neutralizzazione delle stesse, poi si è aggiunta una forte perplessità sull’opportunità di scegliere il piccolo e preziosissimo Mar Mediterraneo come luogo di gestione delle stesse.
    In seguito mi sono posta la domanda del senso di significato del lavoro fatto da imprenditori e dipendenti di fabbriche chimiche preposte alla produzione di quelle sostanze, in definitiva un’attività svolta per produrre danni mortali ad esseri umani.
    Un discorso, quello della produzione di ordigni di morte, sempre dibattuto e vecchio come il mondo ? Certamente sì, però l’aspetto che più mi amareggia, se prescindo dalle considerazioni umanitarie appena espresse, è il coinvolgimento diretto ed esclusivo della Chimica, al punto che tali armi sono definite senza ombra di dubbio “chimiche”, appunto come ormai la Chimica, al di là di ogni discorso tranquillizzante, viene recepita dalla gente comune.
    Solo una bella svolta di atteggiamento culturale e una precisa presa di posizione almeno da parte di tutta la Società Chimica Italiana, di cui faccio parte da anni, contro la scellerata produzione delle armi chimiche, mi troverebbe fiera di essere una chimica.
    Grazie dell’attenzione.
    Distinti saluti
    Silvia Panzeri- Dalmine (BG)

  2. Pingback: Ma le armi chimiche fanno notizia solo quando ammazzano? | il blog della SCI

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