Chimici senza frontiere

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Fabrizio Passarini, fabrizio.passarini@unibo.it

fabriziopassariniTutti conosciamo il commendevole impegno di Medici Senza Frontiere (Médecins Sans Frontières), Organizzazione Non Governativa nata in Francia nel 1971, ed insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1999.

Qualcun altro conoscerà anche le analoghe Organizzazioni dei Reporter (attiva nella difesa della libertà di stampa in tutti i Paesi del mondo), o degli Ingegneri.

Non molti invece, anche tra i chimici, sono al corrente dell’esistenza di “Chemists Without Borders”, Organizzazione non profit avente come obiettivo la soluzione di problemi umanitari, mobilitando le risorse e le capacità della comunità chimica mondiale e le sue reti (http://www.chemistswithoutborders.org/index.php/about/mission-and-vision).

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Questa Organizzazione è stata fondata 10 anni fa da Bego Gerber e Steve Chambreau, chimici californiani, in risposta ad un articolo pubblicato su Chemical & Engineering News (S. Borman, “Carbohydrate Vaccines”, 82 (32), pp 31–35, 9 agosto 2004), che riportava l’esistenza di un vaccino efficace contro la febbre tifoide, la cui disponibilità è però inibita a milioni di persone nel mondo.

I problemi più comuni affrontati da questa Organizzazione includono una cattiva qualità dell’acqua, una maldistribuzione di medicine e vaccini, ed una mancanza di educazione chimica. “Chimici senza frontiere” si concentra sulla riproduzione e sull’offerta di soluzioni consolidate. Cerca per quanto possibile di favorire la costruzione di imprenditorialità, nell’ambito dei suoi programmi, per conferire maggiore autonomia ai destinatari degli aiuti e renderli a loro volta in grado di aiutare altri.

Una sintetica lista di progetti portati avanti da questa Organizzazione nel mondo è riportata di seguito.

Depurazione dell’acqua

Come è noto, centinaia di milioni di persone nel mondo non dispongono di acqua potabile; Chemists Without Borders sta collaborando con il prof. A. Hussam (George Washington University), vincitore del Premio Grainger 2007 per lo sviluppo del filtro SONO, per espandere le applicazioni di questo filtro (già ampiamente utilizzato in Bangladesh), in grado di purificare efficacemente l’acqua destinata al consumo umano, contaminata da elevati livelli di arsenico.

Green Initiative

Chemists Without Borders, in accordo con il principio per cui “tutta la chimica dovrebbe essere green” (J. Warner), agisce in queste direzioni:

– promuovere l’educazione scientifica alla sostenibilità nei Paesi in via di sviluppo mediante collaborazione con gli interlocutori esistenti. Il Gruppo di Educazione Chimica sta attualmente sviluppando esercizi di laboratorio per scuole secondarie in Sierra Leone e collaborando con altre organizzazioni per promuovere workshop a favore degli insegnanti in servizio.

– cercare di applicare soluzioni green e sostenibili in tutte le operazioni, sia in casa che in campo, così come nelle attività dei suoi partners, mediante la collaborazione con coloro che già hanno soluzioni pronte all’uso.

Open Access

Chemists Without Borders ha preso una forte posizione a supporto dell’accesso aperto all’informazione. Utilizza e promuove strumenti open source. Si sforza di rendere capaci le persone nei Paesi in via di sviluppo di accedere ad informazioni aggiornate.

Inoltre, progetta di raccogliere (o comprare) e spedire libri di testo di introduzione alla chimica nelle aree in cui ve ne è bisogno. Molti studenti di chimica, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, non hanno fondi sufficienti per comprare libri propri ed usano quelli messi a disposizione dalle biblioteche universitarie. Poiché molte università impartiscono corsi in inglese, libri di testo usati, in buone condizioni, possono essere utilmente impiegati in diversi Paesi.

Rete di azione umanitaria

L’organizzazione sta sviluppando una rete per venire incontro ai bisogni di persone in aree colpite da disastri naturali, come terremoti, tsunami ed uragani.

Altri progetti in corso di sviluppo riguardano i seguenti aspetti.

Educazione all’autonomia ed alla responsabilità individuale

Chemists Without Borders si impegna ad emancipare le persone e renderle capaci di migliorare la propria condizione economica mediante l’educazione e lo sviluppo di imprese sociali.

Medicine e Vaccini

Fin dall’inizio, questa organizzazione ha cercato di portare i medicinali esistenti a chi ne avesse maggior bisogno. Collabora con AIDSfreeAFRICA, che sta costruendo impianti per la produzione di prodotti farmaceutici in Africa, in modo che siano posseduti e gestiti localmente. Cerca inoltre di replicare un impegno analogo in altre parti del mondo.

E-waste Initiative

È stato ampiamente attestato l’enorme problema dei rifiuti elettronici che dal mondo più industrializzato vanno a finire nei Paesi in via di sviluppo. Chemists Without Borders si sta impegnando nella direzione di trovare soluzioni al problema di quelle persone che, vivendo nell’estrema miseria, senza alternative, come impiego di sussistenza estraggono metalli preziosi ed altre sostanze dai rifiuti, in condizioni di altissima pericolosità, a cui espongono anche i propri bambini.

Per altre informazioni riguardo questa organizzazione, è possibile visitare il sito web ufficiale (http://www.chemistswithoutborders.org/) ed il blog (http://chemistswithoutborders.blogspot.it/). Per ricevere la newsletter, o partecipare a teleconferenze, o diventare volontari si può compilare la scheda al link: http://www.chemistswithoutborders.org/index.php/volunteer/join.

Un articolo recente (21/2/2014) che descrive l’Organizzazione è stato pubblicato su Chemistry World: http://www.rsc.org/chemistryworld/2014/02/humanitarian-chemists-without-borders.

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È possibile infine aderire anche ai gruppi di Facebook (https://www.facebook.com/groups/ChemistsWithoutBorders/) e di LinkedIn (https://www.linkedin.com/groups?home=&gid=21063).

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