Depuratori di acqua casalinghi e case dell’acqua. C’è qualcosa da sapere.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Mauro Icardi (siricaro@tiscali.it)

Negli ultimi tempi si è verificato un notevole incremento degli impianti di filtrazione dell’acqua del rubinetto di casa. Nei centri commerciali molto spesso ci sono stand che propongono questo tipo di installazione. Gli impianti per il trattamento dell’acqua di casa possono essere ad osmosi inversa, con resine a scambio ionico, o con filtri a carbone attivo.

Per affrontare in maniera corretta il tema bisogna partire da una prima considerazione: gli italiani sono i secondi al mondo per consumo di acqua minerale.

Tabella-Acque

Confronto fra acqua minerale e acqua “del sindaco” – Laboratorio ARPAM 2009 ph è il pH ovviamente

 

 

La crisi però sta facendo piano piano cambiare le abitudini a molti. Se facciamo un semplice calcolo, prendendo come paragone una marca di acqua minerale in bottiglia (che ovviamente non verrà citata) ci accorgiamo che il prezzo di vendita di 29 centesimi al litro vale 290 euro al metro cubo. E’ il prezzo di vendita che possiamo trovare al supermercato, quindi ha subito molti ricarichi dall’imbottigliamento allo scaffale. Ma se facciamo il confronto con le tariffe al metro cubo dell’acqua potabile, ci accorgiamo che per lo stesso metro cubo per esempio a Varese, la tariffa per un consumo giornaliero minimo di 200 L/giorno è pari a 26 centesimi al metro cubo e per un consumo massimo eccedente i 750L/ giorno arriva ad 1,26 euro.

Il paragone potrà sembrare non corretto, visto che l’acqua potabile serve non solo per bere, ma anche per lavarsi e cucinare i cibi. E ancora tante persone non la bevono, convinte a priori che sia acqua di pessima qualità. Spesso si lamentano della tariffa, ma accettano di pagare una cifra esorbitante per acqua minerale in bottiglia, che lo ricordo è pur sempre un bene demaniale. Gli importi per l’emungimento di acque in bottiglia hanno canoni che per l’azienda imbottigliatrice possono variare da 1 a 2,5 euro per metro cubo di acqua imbottigliata.

Credo che le cifre fotografino da sole una situazione che ha del surreale, una incomprensibile passione per l’acqua minerale da parte degli italiani.

Qualcuno però ha cominciato a tornare a bere acqua del rubinetto. Spinto forse da motivi etici o  da motivi economici. Io ho bevuto per anni acqua di rubinetto. Negli dell’infanzia e dell’adolescenza al massimo additivata dalle polveri per acqua da tavola. Ricordo bene  una poesiola pubblicitaria.

“Disse l’oste al vino, tu mi diventi vecchio,

ti voglio maritare con l’acqua del mio secchio.

Rispose il vino all’oste, fai le pubblicazioni,

sposo l’idrolitina del cavalier Gazzoni !”

Idrolitina_1

Le polveri per acqua da tavola composte da acido malico e tartarico, e bicarbonato di sodio. I due acidi forniscono l’acidità necessaria ad idrolizzare il bicarbonato di sodio che sviluppa le bollicine di anidride carbonica, cosi piacevoli al palato.

Continuo a bere acqua del rubinetto, senza però più aggiungere le “polveri magiche.” Spesso però mi sento dire da alcune persone che l’acqua potabile per ha un cattivo sapore, e quindi si rifiutano di berla.

L’acqua potabile deve essere additivata di un disinfettante per evitare eventuali problemi sanitari dovuti ad eventuale contaminazione batterica. Quindi in qualche caso, a qualcuno può dar fastidio il sapore o l’odore di cloro.

Ma in questo caso è sufficiente far riposare l’acqua per una decina di minuti in una caraffa, oppure conservarla in frigorifero in una bottiglia o in una caraffa non tappate.

Se si vuole affrontare la spesa di un impianto per il trattamento dell’acqua bisogna prima conoscere la qualità dell’acqua erogata nel proprio comune. Le aziende che gestiscono il servizio di erogazione dell’acqua potabile, pubblicano i risultati delle analisi eseguite ai sensi del d.lgs 31/2001 che disciplina le caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano sul proprio sito internet.

Molte volte la qualità dell’acqua è già buona. Se si installa un impianto di filtrazione domestica in molti casi si effettua una spesa inutile. Nel giugno 2007 la rivista “Altroconsumo” condusse un inchiesta in 11 città italiane, da nord a sud.

I risultati di quella inchiesta rivelarono cose che io stesso ho verificato quando qualche conoscente o collega mi porta campioni di acqua da analizzare all’uscita dall’impianto di trattamento che ha fatto installare in casa. L’acqua, specialmente all’uscita dagli impianti di osmosi inversa è troppo addolcita. Quindi priva di sali minerali utili al nostro organismo. Decisamente più adatta per evitare incrostazioni nel ferro da stiro.

Anche il trattamento con resine  scambio ionico può molte volte impoverire troppo l’acqua, alterandone negativamente le caratteristiche organolettiche.

 acqua

Altra tecnica è quella della microfiltrazione, che può essere utile per trattenere i residui solidi, terriccio o residui di ferro in sospensione.

Rimangono poi i filtri con carbone attivo, che per essere efficaci devono essere seguiti da un trattamento con lampade uv, in quanto possono in molti casi peggiorare la qualità microbiologica delle acque trattate. E questo problema si può verificare anche per gli altri tipi di trattamento.

Anche le caraffe filtranti possono dare problemi nel tempo a seguito del deterioramento del filtro. Utilizzano carbone attivo ed una parte di resina a scambio ionico.

Quindi prima di effettuare la spesa per un depuratore casalingo, ci si deve pensare bene. Così come si dovrebbe evitare di cadere nella trappola della psicosi che si origina dalle notizie, purtroppo reali, di situazioni in cui l’acqua potabile non ha una qualità adatta al consumo umano.

Alcuni interventi importanti devono essere eseguiti a monte. Per esempio la rimozione dell’arsenico nelle zone in cui questo metallo è presente in concentrazioni superiori ai dieci microgrammi/ litro. I depuratori casalinghi non sono adatti ad effettuare questa rimozione in maniera corretta ed efficace. E occorre prestare attenzione alle informazioni che ci vengono fornite da chi vende questo tipo di apparecchi.

Ritengo che per un chimico sia facile capire se sono veritiere.  Non altrettanto facile per chi chimico non è.

Qualche parola sulle case dell’acqua che molti comuni stanno installando sul loro territorio. Sono impianti che distribuiscono  acqua di rete, la stessa dell’acquedotto cittadino. In genere l’acqua subisce un trattamento di microfiltrazione e di sterilizzazione. Viene resa frizzante e refrigerata. Personalmente utilizzo abbastanza spesso l’acqua di queste casette. Soprattutto in estate quando esco in bicicletta. Spesso su lunghi percorsi è necessario bere poco e spesso. Quando decido di fare uscite che possono essere anche di 130-150 km e la borraccia è ormai vuota, un impianto di questo tipo è quasi come un oasi nel deserto!


La diffusione capillare di questi impianti sul territorio può essere uno stimolo in più a preferire acqua del rubinetto. A risparmiare bottiglie di plastica. Ad evitare di comprare bottiglie di acqua che magari sono state imbottigliate a molti chilometri di distanza, ed hanno attraversato l’Italia da un capo all’altro per arrivare sulla nostra tavola. Insomma, grazie alle case dell’acqua l’acqua del rubinetto piace sempre di più.   Anche per questo tipo di impianti, come per quelli domestici, è fondamentale eseguire controlli (che di solito vengono delegati all’azienda erogatrice dell’acqua di rete) e manutenzioni regolari e periodiche.


Tutto quanto è stato detto ovviamente è un suggerimento. Non è una crociata contro l’acqua in bottiglia. Ma vale la pena di ricordare che l’acqua, che pure ha un suo ciclo, sta diventando sempre più preziosa. E che assumere comportamenti virtuosi nell’utilizzo che ne facciamo è un atteggiamento di saggezza.

L’ultima considerazione che mi sento di fare mi riguarda personalmente. Ma credo riguardi tutti i chimici. A mio parere siamo chiamati ad un grande impegno. Quello di divulgare la chimica soprattutto ai non chimici. L’acqua è un composto davvero particolare. La chimica dell’acqua, la sua singolarità. I ponti idrogeno, i vincoli strutturali della sua molecola, che a loro volta ne influenzano le caratteristiche fisiche come la capacità termica e la conduzione del calore ci sono note.

Ai non chimici non è necessario spiegare queste cose. Possiamo però aiutarli a non cadere in inganno. Per esempio a non credere che esista nelle bottiglie di acqua che acquistano al supermercato, una “particella di sodio” azzurrina che si sente tanto sola. Un minimo  di nozioni. Poi ovviamente la scelta finale rimane la loro.

Ma noi possiamo dire di avere fatto la nostra parte per informarli correttamente.

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Nota del blogmaster.

Le case dell’acqua sono strutture per la distribuzione dell’acqua potabile pubblica eventualmente raffreddata e gasata in genere finanziate con soldi pubblici e in alcuni casi con distribuzione gratuita, ma in altri a pagamento (per esempio una tessera una tantum mi risulta, ma non è chiara la situazione generale, non si trovano dati esaustivi, in alcuni casi come in provincia di Catania, l’acqua gestita da privati costerebbe sui 5-8 centesimi al litro, che è meno della minerale, ma molto più dell’acquedotto); il loro obbiettivo dichiarato è quello di incrementare la consapevolezza dei cittadini sulla qualità dell’acqua pubblica ed anche il suo consumo.

Ce ne sono poco meno di mille in moltissime regioni italiane; almeno sulle prime hanno catalizzato le proteste di chi istituzionalmente difende il mercato e il settore privato (l’istituto Bruno Leoni, IBL, per esempio ha attaccato pubblicamente l’amministrazione di Milano sostenendo che faceva concorrenza ai venditori di minerale e che l’acqua minerale sarebbe “diversa”, ma se date un occhio alla tabella del post vi renderete conto che non è vero, l’acqua del sindaco non ha nulla a invidiare a quella minerale, anzi; per le posizioni dell’IBL sul tema comunque si veda qui)

La cosa è comprensibile dato che negli ultimi anni le statistiche dicono che milioni di persone hanno smesso di comprare la minerale (prima di tutto a causa della crisi economica, certo non per le case dell’acqua) e la cosa ha dato fastidio; ma il mondo si sa cambia; al momento è facile vedere che ci sono parecchi “produttori” di questi dispositivi il cui costo è dell’ordine delle decine di migliaia di euro; il tempo ci dirà se l’iniziativa prenderà la solita strada degli affari o rimarrà un tentativo di indirizzare in modo più sano ed energeticamente sostenibile i consumi degli italiani.

9 thoughts on “Depuratori di acqua casalinghi e case dell’acqua. C’è qualcosa da sapere.

  1. Interessante. Aggiungo una mia esperienza. Per anni ho bevuto l’acqua dell’acquedotto, ma non come tale, perché era alquanto sgradevole: invece il passaggio attraverso la resina a scambio ionico la rendeva accettabile. A quanto pare, il problema era il calcio.
    Di recente però sono passato all’acqua minerale, perché la mia vecchia tendenza all’ipertensione s’è accentuata un po’. Il sodio, che la resina sostituisce al calcio, può aggravare il problema.
    Con l’occasione una domanda all’amministratore del sito e ai lettori. Da studente (ere geologiche fa) sentii dire che l’acqua molto pura è aggressiva nei confronti di tubi e apparecchiature. C’è un fondamento scientifico?
    Saluti cordiali a tutti.

  2. Concordo pienamente su quanto scritto in merito alla qualità dell’acqua del rubinetto, il mio dubbio rimane però legato alle tubazioni: le analisi sull’acqua potabile vengono fatte presso gli impianti di depurazione ma chi mi garantisce che l’acqua che esce dal mio rubinetto abbia le stesse caratteristiche? Soprattutto se si vive in un condominio molto vecchio è possibile che sussistano vecchie tubature di piombo o di metalli che contaminano la mia acqua?

    • Le analisi di routine e controllo dell’acqua potabile sono fatte fino al punto di consegna. Per capire nel punto di derivazione dalla rete principale,a monte dell’innesto nell ‘utenza privata (condominio o casa singola). In ogni caso, come gestori, se qualche utente lamenta di vedere dal suo rubinetto acqua magari torbida o colorata, si possono fare di fare analisi di controllo comparative, tra il punto di campionamento a monte dell’utenza, ed al rubinetto dell’utente, pur se non previsto dalla normativa. Questo per venire incontro alle esigenze dell’utenza. L’ipotesi da Lei citata è plausibile. (mi è capitato di verificarla). Un indagine di federgasacqua sulle reti di distribuzione acquedottistiche ha portato a stimare una lunghezza di 15 km di reti principali e 190 km di quelle di derivazione secondaria fino all’ingresso delle utenze domestiche ancora in piombo. Questo su una lunghezza di rete complessiva maggiore di 15000 km. Un valore relativamente modesto. Incaso si accerti una qualità dell’acqua peggiorata a causa dell’invecchiamento dell’impianto idraulico, a seconda del tipo di contaminante riscontrato, si potrà provvedere all’installazione di adoneo filtro o impianto di trattamento.

  3. Il problema non sono SOLO i batteri e le alghe presenti nell’acqua (lasciate dell’acqua in un bicchiere per un paio di giorni, diventa verde = alghe) come non sono il solo problema i metalli pesanti presenti nell’acqua del Sindaco ma SOPRATUTTO i vari ormoni disciolti, tipo il Progesterone, le varie molecole di vari farmaci ed anche la cocaina . . . l’acqua dello sciaquone non va tutta a mare, parte viene rigenerata e rimessa in circolo. Perche’ non lo dite questo???

  4. si può sapere dal signor H2O quale sarebbe l’origine delle notizie che cita? CHI ha e DOVE è pubblicato il risultato che l’acqua potabile ITALIANA contiene ormoni, batteri, alghe e chissà cosa altro? Noto en passant che l’acqua diventa verde dopo un paio di giorni NON perchè contenga alghe (o batteri) in partenza, ma perchè se uno mantiene l’acqua ESPOSTA ALL’ARIA i batteri e le alghe trasportate dalla polvere dell’aria ci cascano dentro; la generazione spontanea è stata esclusa da qualche secolo e l’acqua della fontana conservata correttamente non sviluppa alghe. Non diciamo altrimenti perchè non diciamo bestialità. Attendo risposta. Generalmente la fonte di queste informazioni allarmistiche sono articoli o pagine web di chi vende dispositivi per “purificare” l’acqua potabile, in pratica chi ha vantaggio a dire che l’acqua potabile non è buona per poter poi vendere i propri prodotti, quelli che questo articolo critica con accortezza. Chi e DOVE è stato pubblicato che droghe e ormoni sono presenti nelle acque potabili italiane? grazie; aggiungo che le inchieste indipendenti dei consumatori itraliani come questa http://www.altroconsumo.it/organizzazione/media-e-press/comunicati/2009/non-restare-imbottigliato-inchiesta-in-35-citta-su-qualita-e-tariffe-acqua-potabile-parte-la-campagna-bevi-l-acqua-di-casa afferano a chiare lettere che la’cqua potabile italiana è ottima

  5. Il signor H2O necessità di una risposta anche da parte mia. Innanzitutto i residui di ormoni e droghe di abuso sono studiati e verificati. Ci sono studi effettuati da diverse università. e non solo, ma anche dalla stessa organizzazione mondiale della sanità. Le concentrazioni sono dell’ordine dei picogrammi/ litro . Non c’è evidenza di contaminazione di acqua potabile con questo tipo di nuovi inquinanti. Quanto al fatto che l’acqua dello sciacquone venga rigenerata e messa in circolo lo devo smentire. Non esistono in Italia impianti di potabilizzazione dell’acqua di uscita dei depuratori. Tutti gli impianti di depurazione hanno recapito in corpi idrici ricettori. Un mio articolo trattava di inquinanti emergenti nelle acque: questo significa che c’è attenzione al problema, ma lo si affronta in modo razionale e non emotivo. Se il signor H2O mi riesce a citare uno studio, una pubblicazione degli organi di controllo (che lo ricordo per le acqua potabili sono di competenza delle Asl sarò lieto di essere smentito. Non mi risulta che il sito dell ISS (Istituto superiore di sanità) abbia mai pubblicato studi di questo genere. Non si sente nessun bisogno di creare allarmismi, o peggio ancora leggende simili a quelle delle scie chimiche.
    Un recente comunicato del Mario Negri (l’istituto) sulla qualità delle acque milanesi si trova qui, basta saper leggere:
    http://www.marionegri.it/mn/it/pressRoom/comStampa/contaminantiacqua.html?print=1&null

  6. Articolo molto interessante e condivisibile, però con una contraddizione. Visto che l’acqua del rubinetto è buona, le “Case dell’acqua” a cosa servono? Basterebbe mettere al loro posto delle economiche fontanelle, magari refrigerate.
    La presenza delle case dell’acqua, che sono molto costose nelle fasi di installazione, manutenzione e controllo, è un ulteriore fattore psicologico che induce a ritenere che l’acqua del rubinetto non sia buona, tanto più che sono fornite dal pubblico: se la P.A. ritiene un dovere fornire un approvvigionamento di acqua potabile di qualità “migliore” di quella dell’acquedotto è normale trarre la conclusione che sia bene non bere quella del rubinetto.
    Visto che le tecnologie che stanno dietro questi casotti sono le stesse di quelle dei depuratori domestici non si capisce perché si debba dare sulle case dell’acqua un giudizio diverso.

    • Fabio in parte hai ragione in parte no; le case dell’acqua da una parte tendono a diventare affare, come scrivevo nella nota in calce all’articolo di Mauro, in parte però rendono l’acqua più “sexy” più appetibile: gasata, fresca, insomma una bibita quasi con l’obbiettivo di renderla più attraente per chi la ha già in casa; la ulteriore depurazione non è necessaria, ma la gasatura e il raffreddamento si e anche l’involucro, la presentazione “mercificata” per chi come noi è abituato a “tutto è merce”, ma l’acqua non lo è, l’acqua è vita.

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