Vademecum dei nano-oggetti

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione, ma al solo autore del testo.

a cura di Marco Taddia

Recensione a “Nanouniverso Megafuturo” di Marco Cavazzini (Hoepli, 2014 – pp. 136, Euro 9,90)

 nanouniverso

Ci sono dei libri che hanno il dono di regalare qualche momento di benessere intellettuale perché soddisfano, senza affaticar troppo oppure annoiare, la sete di apprendere. Sono le opere ben riuscite di divulgazione scientifica e non sono così rare come talvolta si crede. L’astronomo e divulgatore Carl Sagan (1934-1996) così scriveva : “Viviamo in una società squisitamente dipendente dalla scienza e dalla tecnologia, in cui quasi nessuno sa di scienza e tecnologia e questa è una chiara ricetta per il disastro”. La frase si trova nell’articolo “Why We Need to Understand Science”, pubblicato nel 1989 in Parade Magazine e la riprende Marco Cavazzini in questo volumetto che tratta un argomento da lui stesso definito “vasto e difficilmente circoscrivibile”. La definizione vale non solo per chi scienziato non è ma anche per chi, culturalmente più attrezzato, fatica non poco, a causa della crescente iperspecializzazione dei settori scientifici, a seguire l’evoluzione di un settore in tumultuosa espansione. Si chiama “Nanouniverso Megafuturo” con sottotitolo “Le nanotecnologie cambieranno il mondo”.

É adatto non solo ai lettori comuni ma anche a chi ne sa di più. L’A. specifica che la trattazione non ha troppe pretese scientifiche ma è evidente che ha curato il testo in maniera eccellente, a cominciare dagli inserti esplicativi e dalle utili citazioni. Il libro è diviso in sei capitoli, con un piccolo ma ben scelto corredo di riferimenti bibliografici e siti di consultazione. Il primo capitolo, di carattere introduttivo, contiene alcuni cenni storici sugli albori della ricerca nel campo dei materiali e degli oggetti sulla nano-scala (10-9 m), anticipando alcune delle loro proprietà fondamentali. Il secondo tratta dei metodi di fabbricazione e approfondisce il tema delle caratteristiche di nano-oggetti e nanomateriali. I successivi tre capitoli trattano delle applicazioni e riguardano rispettivamente: nanomedicina, nanoelettronica, energia e nanotecnologie. Quello conclusivo è significativamente intitolato: nano e noi.

nano2

Si apre con un paragrafo dedicato all’ingresso delle nanotecnologie nella vita quotidiana e con la giusta osservazione dell’A. che “il progresso tecnologico può dirsi vera rivoluzione quando diventa parte integrante della nostra vita”. L’A. ricorda in proposito le perplessità di sua madre che davanti alla vetrina di una profumeria gli chiedeva lumi sulle nanoparticelle contenute nella crema solare e soprattutto se giustificavano l’elevato prezzo del prodotto. Domanda più che lecita anche perché le nanoparticelle spadroneggiano alquanto nel settore della cosmesi. Particolarmente interessanti sono i due paragrafi che riguardano i rischi connessi all’impiego delle nanoparticelle e quello dedicato alla “nanosicurezza”. Nel primo si riconosce che “non sappiamo abbastanza circa le nanotecnologie per affermare senza tema di smentite che siano sicure”. Nel secondo si conclude, in accordo con il NanoImpactNet (2012), che ormai non si può prescindere dall’adozione di approcci comuni verso la nanosicurezza e dallo sviluppo di un sistema di condivisione delle informazioni, buone prassi, approcci e protocolli.

L’A. di questo libro è un chimico, nato a Milano nel 1970, laureato all’Università degli Studi di Milano nel 1996, dottore di ricerca in chimica industriale dal 2000, impiegato come ricercatore presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie Molecolari del CNR. Ha partecipato attivamente a numerosi progetti di ricerca. Dal 2007 è stato nominato responsabile della Commessa “Componenti molecolari, supramolecolari o macromolecolari con proprietà fotoniche ed optoelettroniche” del Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali del CNR. Il suo profilo ben corrisponde a quello degli autori che l’editore ha scelto per collaborare alla collana “Microscopi” diretta da Massimo Temporelli. Si tratta di autori giovani e vicini al mondo della ricerca capaci di trattare, con un linguaggio brillante e non accademico, alla portata di tutti, quei progressi della scienza e della tecnologia che stanno cambiando la vita di noi tutti. Potremmo concludere che Cavazzini è riuscito nell’intento e che, per quanto riguarda i nano-oggetti e le nanotecnologie, dopo aver letto il suo libro ne sappiamo certamente più di prima. Scusate se è poco.

 per saperne di più:

nanomat1

nano3http://europa.eu/rapid/press-release_IP-11-1202_it.htm

http://ec.europa.eu/environment/chemicals/nanotech/index.htm

http://echa.europa.eu/it/regulations/nanomaterials

http://it.wikipedia.org/wiki/Nanomateriali

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