Carl Wilhelm Scheele: il primo che isolo’ l’ossigeno.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Roberto Poeti**

Se si fa una visita a Stoccolma, una delle mete più interessanti è il museo all’aperto di Skansen situato nell’isola Djurgården. Stoccolma è una città costruita su una quindicina di isole e Djurgården è una di queste. E’ stata una riserva reale, che in gran parte ha conservato il suo patrimonio forestale costituito da imponenti querce secolari.

La quercia era un albero molto prezioso e raro con cui si costruivano le navi della flotta reale tra cui la nave ammiraglia “Vasa“ inabissata nel seicento, appena varata nel cantiere situato nell’isola, poi recuperata dagli abissi marini nella seconda metà del novecento, restaurata dopo un lungo lavoro, e ora esposta al pubblico in un museo proprio a Djurgården. E’ una grande attrattiva turistica. Siamo nell’isola dei musei. A noi chimici riserva una bella sorpresa l’altra realtà museale, che è il museo all’aperto situato sulla collina dell’isola chiamata Skansen . Questo particolare museo occupa una superficie di trenta ettari.

    museodiSkansen

Il museo di Skansen

 E’ stato fondato da Artur Hazelius nel 1891. Questo singolare personaggio, ricco e di origini illustri, che amava il suo paese e le sue tradizioni, per preservare quest’ultime, che vedeva minacciate dai profondi cambiamenti avvenuti nell’800 nella società svedese, iniziò a collezionare strumenti e suppellettili del mondo agricolo e artigianale per arrivare a comprare interi edifici, tra cui case abitative di ogni ceto sociale, officine, botteghe, laboratori artigiani, fattorie, persino chiese e scuole, completi di tutti gli arredi interni, che fece smontare e trasportare sulla collina di Skansen dove vennero fedelmente riassemblati. Raccolse circa centocinquanta edifici tutti autentici.

E’ uno spaccato della vita, delle abitudini e dei mestieri della Svezia che spazia dal seicento alla fine dell’ottocento. E’ un patrimonio storico unico. La mappa sopra mostra gli edifici, e come sono distribuiti. Nella parte in basso a destra, al numero 14, in uno di questi edifici, si trova la farmacia. In realtà sono due, quella del palazzo reale di Drottningholm residenza di campagna dei sovrani, del settecento e la farmacia di Köping, cittadina non lontana da Stoccolma. Anche quest’ultima risale al settecento.

Era la farmacia nel cui laboratorio Carl Scheele fece parte delle sue numerose scoperte .

 farmaciadiskansen

La farmacia a Skansen .                                                   scheele 

Carl Wilhelm   Scheele ( 1742 – 1786 )            

Vi sono conservati gli scaffali con i contenitori in legno , dove erano raccolte le erbe medicinali e le bottiglie in vetro dove erano conservati i farmaci che egli preparava. Ci sono vari strumenti e una piccola parte del suo laboratorio. In questo ambiente visse gli ultimi dieci anni della sua vita, che fu breve perché morì all’età di soli quarantaquattro anni.

La Royal Swedish Academy ogni anno pubblica un saggio dedicato a personalità svedesi del mondo della scienza . Nel 2012 è stato scelto Carl Scheele . Il saggio ci consente di conoscere questo straordinario uomo e scienziato . E’ una lettura molto piacevole e interessante.

http://bloqm.files.wordpress.com/2013/12/a-tribute-to-the-memory-of-carl-wilhelm-scheele.pdf

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Interno della farmacia di Scheele 

                                                                                     

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Il laboratorio della farmacia di Scheele

 

Carl Scheele è noto per essere stato il primo a isolare l’ossigeno, ma le sue scoperte sono molte: ha scoperto gli elementi cloro, manganese, wolframio, molibdeno; ha prodotto l’acido cianidrico, l’acido fluoridrico, l’acido nitroso, l’acido tartarico, la glicerina, l’ acido ossalico, l’acido lattico e potremmo continuare ancora per molto.

Come si vede le sue ricerche vanno dalla chimica organica a quella inorganica. Era il settimo di una famiglia di undici figli. Il padre era un mercante che era andato in fallimento quando Carl aveva solo due anni. Suo fratello, più grande di lui, che aveva trovato un impiego come apprendista presso una farmacia di un conoscente di famiglia a Gothenburg , era morto di tifo, e a soli quattordici anni Scheele si trovò, lontano da casa, a sostituire il fratello, iniziando quella lunga carriera di apprendista che terminò pochi anni prima che morisse, quando finalmente divenne proprietario di una farmacia a Koping. Le sue ricerche le ha tutte compiute nei laboratori delle diverse farmacie, in cui lavorò come dipendente durante la sua vita. Non frequentò mai le ben più fornite strutture che erano a disposizione nelle università e nelle accademie . Tra lui e il mondo accademico ci fu sempre incompatibilità, anche se la Royal Swedish Academy of Sciences lo elesse membro quando ancora faceva l’apprendista farmacista, riconoscendo, nonostante tutto, le numerose scoperte che aveva fatto e che lo avevano reso famoso negli ambienti scientifici europei.

L’incompatibilità nasceva da una carriera tutta particolare che aveva percorso Scheele. Appena era entrato come apprendista si era distinto subito per la passione che metteva nello studiare la ricca letteratura chimica e farmaceutica di cui era dotata la farmacia , tanto che il proprietario scrisse preoccupato alla famiglia “il suo ostinato zelo lo danneggerà , perché passa metà della notte studiando libri che sono troppo avanzati per lui “.

Scheele era un autodidatta, senza titoli ufficiali, che spendeva buona parte del suo stipendio nel comprare libri di chimica, dotato di “ una insaziabile fame di conoscenza “ come scrisse di lui Anders Retzius. Ci ha lasciato una documentazione nella quale sono descritti circa ventimila esperimenti. Lavorava solo, anche se in contatto epistolare con scienziati svedesi ed europei tra cui Lavoisier. Negli ultimi anni della sua vita, che passò sempre nella sua farmacia a Köping, respinse tutte le offerte che gli pervennero dagli ambienti scientifici di Londra, Stoccolma e Berlino.

Rispose così all’offerta da Berlino : “dopo matura riflessione, declino l’offerta. Sono lontano dal conoscere tutti i progressi della chimica come richiederebbe una tale posizione, e sono convinto che troverò il mio pane quotidiano anche a Köping“. Continuò a lavorare nel laboratorio della farmacia, che finalmente possedeva, fino alla sua morte. Non vi nascondo che ho provato una grande commozione nel trovarmi tra gli scaffali e gli oggetti che gli sono appartenuti. Troverete al sito seguente una presentazione in PDF sulla farmacia di Scheele .

http://www.robertopoetichimica.it/storia/carl-scheele/item/carl-wilhelm-scheele-una-vita-per-la-chimica/74.html

**Roberto Poeti, Chimico di Firenze ha anche studiato medicina all’Università di Siena ed è stato per quattro anni responsabile del laboratorio di chimica ambientale presso una industria aretina. Ha poi insegnato Chimica nella scuola media superiore. Attualmente cura un sito di storia e didattica della chimica:   www.robertopoetichimica.it

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