Anche la divulgazione chimica cambia verso

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Marco Taddia

Con “viva e vibrante soddisfazione”, come direbbe il simpatico Crozza, abbiamo accolto le notizie giunte da Roma (CNR), lo scorso 19 dicembre, a seguito del conferimento del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2014,

http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews?IDn=3132

Le opere presentate a questa edizione, inerente le pubblicazioni del biennio 2013-2014, sono state 525, per un totale di 677 autori. I libri erano 312 e gli articoli 213.

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Se a qualcuno dei vostri cari piace ricevere libri in regalo, potete ricorrere all’elenco dei 124 finalisti http://www.associazioneitalianadellibro.it/site/2014/11/01/premio-nazionale-di-divulgazione-scientifica-lelenco-dei-libri-in-finale/. La scelta è molto vasta e si può dire che interessi tutto ciò che di valido è stato pubblicato nel Bel Paese. La Giuria, composta da 170 personalità del panorama scientifico italiano ha avuto il suo bel daffare per scegliere i vincitori. Le soddisfazioni per i chimici cominciano dal primo classificato in assoluto.

Si tratta di Marco Malvaldi che insieme a Dino Leporini ha pubblicato da Laterza “Capra e calcoli. L’eterna lotta tra gli algoritmi e il caos”. Il chimico teorico Malvaldi, ormai passato alla letteratura e alla divulgazione, dopo un breve periodo da precario in Università, è così noto che non ha bisogno di presentazione. Se volete vederlo in azione

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2014/05/07/narrare-la-chimica-rompere-lisolamento/

9788858111925

Al terzo posto si è piazzata Eleonora Polo con il libro “C’era una volta un polimero” (Apogeo) https://ilblogdellasci.wordpress.com/2014/03/24/polimeri-per-tutti/.

Polimeri_EleoPoloSono stati assegnati anche premi per area. Nell’area A, Scienze matematiche, fisiche e naturali ha vinto un altro chimico. Si tratta di Silvano Fuso che ha sbaragliato tutti con “Chimica quotidiana. Ventiquattro ore nella vita di un uomo qualunque” (Carrocci Editore).

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Meritano le nostre congratulazioni anche quelli già recensiti sul blog ma che, pur giunti in finale, non hanno vinto:

Luca Pardi “Il paese degli elefanti. Miti e realtà sulle riserve italiane di idrocarburi”, Lu:Ce edizioni;pardi1

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2014/10/03/il-paese-degli-elefanti-recensione/

Piero Martin, Alessandra Viola, ” L’era dell’atomo. Energia, medicina, nanotecnologie“9788815253729 Ed. Il Mulino

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2014/12/03/latomo-e-davvero-immenso/

Nell’area D, Scienze storiche:

Pietro Greco, Lelio Mazzarella, Guido Barone, Alfonso Maria Liquori “Il risveglio scientifico negli anni ’60 a Napoli“, Bibliopolis;

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2013/11/28/alfonso-maria-liquori-il-risveglio-scientifico-a-napoli-negli-anni-60/

A loro si aggiungono:

Simona Galli, Massimo Moret, Pietro Roversi “Cristallografia: la visione a raggi x, Istituto Italiano di Cristallografia”, Zaccaria Editore;

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Vincenzo Villani, Luciano D’Alessio, Gaetano Giammarino “Verità e bellezza. La Chimica nell’Immagine”, Aracne editrice.

9788854874114

Nell’area B, Scienze biologiche, è giunto in finale:

Romualdo Caputo e Italo Giudicianni  “È buono per condire? e altre storie di alimentazione…”, Casa Editrice Idelson Gnocchi.

Per quanto riguarda gli articoli, vi suggerisco di consultare l’elenco da soli perché sono un po’ in imbarazzo. Qualche chimico, che magari conoscete di persona, c’è anche lì.

Dopo parecchi anni in cui le opere divulgative a carattere chimico, firmate da italiani, si contavano sulle dita di una mano, il panorama che emerge dal Premio di Divulgazione 2014 è assai confortante e ci fa sperare che nell’ambito chimico si cambi verso per davvero. Speriamo di continuare e, chissà, di migliorare ancora. Auguri a tutti.

4 thoughts on “Anche la divulgazione chimica cambia verso

  1. C’è da rimanere seriamente stupiti nel constatare sia il grande numero di opere dedicate alla divulgazione scientifica sia i numerosi chimici che dimostrano talento non solo con ampolle e alambicchi ma anche nell’arte letteraria. Le numerose opere presentate testimoniano la volontà, da parte degli scienziati italiani, nel diffondere la cultura scientifica nei vari settori e questo è certamente un trend positivo: è da sperare che questo andamento possa consolidarsi il prossimo anno, ormai vicino, dando così ancora più lavoro ai giudici. Il fatto che molti siano chimici può avere varie cause: forse perché spesso, nel loro lavoro quotidiano, trattano argomenti più in voga all’opinione pubblica (energia, inquinamento, …) o forse perché hanno più confidenza con le parole rispetto a fisici e matematici, ad esempio (i quali frequentemente preferiscono far parlare i numeri e le equazioni da soli).
    Riccardo, studente di Chimica.

    • Caro Riccardo, come sempre, il tuo commento mi giunge particolarmente gradito. So bene che sei un lettore esigente e, forse, qualche difetto lo troverai anche nei libri citati. È normale. Quello dello scrittore è un mestiere difficile che procede, come quello del chimico, tra vittorie e sconfitte. Lo pensava anche Primo Levi, il quale scrisse che la sconfitta, in ambedue i campi, “è un’esperienza dolorosa ma salutare, senza la quale non si diventa adulti e responsabili”. Divulgare la scienza in forma avvincente è ancora più difficile e, per questo, cerca di essere indulgente nei tuoi giudizi.
      In merito alle cause che spingono a scrivere e soprattutto al fatto che ai chimici a volte riesca meglio che ad altri, ti rimando, anche per esigenze di spazio, al citato Levi. Nel libro “L’altrui mestiere” trovi le risposte alle tue domande, specialmente nell’articolo “Ex chimico” e “Perché si scrive?”. Termino con una citazione di Rabelais dello stesso Levi adatta a questo giorno di festa:
      “Mieux est de ris que de larmes écrire – Pour ce que rire est de propre de l’homme”.

    • Grazie, Elena. Ho visto che ha scelto come sottotitolo del blog la frase: “Un libro è un dono per tutta l’umanità”. Ne sono convinto anch’io e per questo motivo cerco, come meglio posso, di occuparmene anche qui. Buon Anno!

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