Non sono vegano

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Luigi Campanella, ex Presidente SCI

Non sono né vegano né vegetariano ed ho sempre creduto che chi lo è lo sia per un rispetto verso gli altri membri del mondo animale, oltre all’uomo. Finendo in questi ultimi giorni quasi per caso a mangiare in un ristorante vegetariano sono stato portato ad avvicinarmi a tale cultura e ne ho ricavato informazioni incredibili, alcune delle quali ho anche potuto personalmente verificare sulla letteratura scientifica.

 mucca

L’alimentazione vegetariana/vegana ha un bassissimo impatto ambientale. A parità di quantità e qualità di nutrienti assunti necessita di meno energie e risorse per la produzione del cibo: circa 1/14 di acqua, 1/4 di energia (e quindi di emissioni di CO2), e 1/10 dei terreni rispetto ad una dieta di tipo tradizionale, che include quindi carne, pesce e derivati animali (latte, uova).

Gli allevamenti di bestiame sono inoltre una delle principali fonti di molti problemi, tra cui l’erosione e l’impoverimento del suolo, la distruzione delle foreste pluviali tropicali e di altri habitat di grande pregio, la rapida perdita delle specie, la desertificazione e l’inquinamento delle acque.

Nel 2006 un rapporto della FAO ha stimato che il bestiame è globalmente responsabile di più emissioni di gas serra di quelli prodotti da tutti i mezzi di trasporto mondiali: il bestiame genera il 51% (“Animali da allevamento e cambiamenti climatici”, pubblicate nella rivista del World Watch, 2009) di tutti i gas serra indotti dall’uomo: La percentuale di gas serra imputabili ai mezzi di trasporto è invece pari al 14%. Inoltre il bestiame genera il 65% di protossido d’azoto e il 37% del metano. Questi ultimi hanno un effetto rispettivamente di 300 e 23 volte superiore a quello della CO2 come fattore di riscaldamento del globo.

eatlessmeat2

La produzione di 1 Kg di manzo richiede in media 10 Kg di mangime; per produrre 1 Kg di carne, considerando l’energia necessaria per tutta la filiera produttiva, servono circa 8 litri di benzina:

gli animali sono “macchine” estremamente inefficienti.

eatlessbeef

Il consumo di carne annuale pro capite è di circa 120 Kg in USA e 80 Kg in Europa. Quindi un mangiatore di carne medio consuma 600-1000 litri di benzina all’anno, con circa 2 tonnellate di CO2 immesse in atmosfera. (1 litro di benzina = 2,6 Kg di CO2), il cibo vegetale ha invece un impatto molto più basso, richiedendo appena 1/10 dell’energia necessaria a produrre la carne.

La produzione di un solo kg di carne della migliore qualità richiede anche un’enorme quantità di acqua: circa 15.000 litri. Così ogni europeo consuma solo per mangiare carne, circa 1.200.000 litri di acqua all’anno.

Al contrario la produzione di 1 Kg di verdure richiede all’incirca 500 litri di acqua (media).

Tutti i consumi domestici di acqua ammontano a 70.000 litri pro capite/anno. Con l’implementazione di tutte le misure possibili per risparmiare acqua in casa, fare la doccia anziché il bagno, usare i riduttori di flusso, ecc. si può arrivare a risparmiare al massimo 50 litri al giorno, circa 18000 l/anno.

E’ scandaloso che oltre il 70% del grano prodotto negli Stati Uniti e più di 1/3 di quelle prodotte nel mondo siano destinate agli animali invece che alle persone, delle quali 1 miliardo sta morendo di fame

E’ ovvio che con questi dati non si può pretendere che tutti diventino vegetariano o vegano ma si vuole indurre a riflessioni sulla politica alimentare e sulle diete che la società civile adotta. Il prossimo anno si svolgerà a Milano l’EXPO 2015 dedicata per l’appunto alla qualità e sicurezza alimentare.

logoExpo1

Non ha senso preoccuparsi di spegnere le luci, utilizzare elettrodomestici efficienti non prendere l’auto o chiudere i rubinetti, se poi non ci rendiamo conto di quanta energia e risorse si possono sprecare mangiando.

sandra

Sandra, un orango femmina riconosciuto essere senziente non umano dal tribunale di Buenos Aires

Il mondo ha bisogno di una cultura alimentare che si basi su qualità e diversità. Soprattutto oggi, in un momento in cui gli alti costi ecologici, sanitari e sociali dell’agricoltura industriale stanno diventando sempre più evidenti. La cultura alimentare dell’Italia è ricca e va nella giusta direzione. Per questo ho sempre sostenuto il progetto iniziale dell’EXPO 2015.

Estimated virtual water requirements
for various crops (m³ water/ton crop)[http://www.waterfootprint.org/Reports/Report12.pdf]
Hoekstra
& Hung
(2003)
Chapagain
& Hoekstra
(2003)
Zimmer
& Renault
(2003)
Oki
et al.
(2003)
Average
Beef 15977 13500 20700 16726
Pork 5906 4600 5900 5469
Cheese 5288 5288
Poultry 2828 4100 4500 3809
Eggs 4657 2700 3200 3519
Rice 2656 1400 3600 2552
Soybeans 2300 2750 2500 2517
Wheat 1150 1160 2000 1437
Maize 450 710 1900 1020
Milk 865 790 560 738
Potatoes 160 105 133

2 thoughts on “Non sono vegano

  1. Condivido totalmente l’analisi, sull’efficienza energetica, idrica (e perché no, proteica), dell’introduzione di ulteriori stadi (non necessari, anzi dannosi) nella catena alimentare.
    E difatti … sono vegano da oltre 9 anni, e prima ero stato vegetariano 🙂

  2. Pingback: Un po’ di dieta | unpodichimica

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