Cosa buttiamo nelle fognature?

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Mauro Icardi (siricaro@tiscali.it)

 Il lavoro nel settore del ciclo idrico (che svolgo ormai da venticinque anni) ,oltre a darmi il necessario sostegno economico (e l’augurio è ovviamente che la cosa continui a lungo) mi ha permesso di acquisire una discreta esperienza. Potrei definirmi un “chimico fognario”. Come già scritto in altri articoli, sono molti gli episodi particolari o divertenti che capitano quando si lavora in un depuratore. E’ altrettanto vero che il chimico in un depuratore deve spesso uscire dal Laboratorio, ed occuparsi di verifiche sul campo.

In particolare quando mi reco dove è posizionato il campionatore di ingresso, cioè nella zona di grigliatura dove si accumulano i materiali grossolani trasportati dalle acque reflue, mi rendo conto che questa sezione può essere un particolare punto di osservazione per capire le abitudini dei cittadini.

Sewer_gator

Durante i primi anni del mio lavoro le sezioni di grigliatura erano moltissime volte letteralmente riempite di bastoncini per la pulizia delle orecchie. Le loro dimensioni e la forma erano tali che non riuscivano ad essere trattenuti anche dalle griglie fini. Il risultato erano intasamenti otturazioni e malfunzionamenti nelle sezioni a valle. Era frequente che si infilassero nelle camere ermetiche delle pompe sommerse, provocandone in molti casi l’arresto. Molti finivano nelle sezioni di sedimentazione finale. E per evitare che finissero scaricati nel fiume, si dovevano effettuare pulizie straordinarie degli stramazzi dei sedimentatori, con aggravo di tempo e di costi. Dal 2001 in Italia è stato proibito il modello il cui bastoncino è di materiale plastico che è stato sostituito da quello in cartoncino biodegradabile. Il problema sta cosi lentamente risolvendosi. Ma non del tutto. Lo scorso novembre un servizio di “Striscia la notizia” lamentava la presenza di questi oggetti sul litorale domiziano a Castel Volturno. La conclusione dell’inviato del tg satirico è stata che tutto dipenda dal malfunzionamento dei depuratori. Questo argomento è decisamente vasto e delicato. Rientra in generale nella situazione del sistema depurativo italiano. Che ha ovviamente luci ed ombre. Ma è altrettanto vero che spesso le persone non hanno alcuna idea di cosa gettino nello scarico del gabinetto e quali conseguenze possano derivare dalle loro abitudini sbagliate.

112826-RGilgrandebisogno300dpi-285x407Altro problema ricorrente è l’accumulo di sostanze grasse ed oleose. Questo è un brano tratto dal libro “Il grande bisogno” di Rose George, e si riferisce al sistema fognario di Londra

«La metà dei 100.000 intasamenti che si verificano ogni anno a Londra sono causati dal grasso. I costi di rimozione ammontano almeno a 6 milioni di sterline»!!!! (p. 49)

Spesso questi inconvenienti sono dovuti alla perdurante e scorretta abitudine di riversare nelle fognature i residui dell’olio di frittura in particolare dei ristoranti. Questo per evitare i costi di smaltimento.

Ma la disattenzione fa rinvenire nelle sezioni di grigliatura e di dissabbiatura veramente di tutto. Moltissime fedi nuziali, catenine. Monete, banconote (che qualcuno dei colleghi cerca di far asciugare) e invariabilmente questo tentativo mi ricorda la scena del film di Totò “La banda degli onesti”, dove gli improvvisati falsari stendono le banconote appena stampate. E ancora documenti di identità, tesserini, carte di credito.

Del pitone reticolato ho già raccontato. C’è poi il problema di un particolare oggetto. Decisamente molto usato da quel che riscontro. E che quando finisce impigliato nelle griglie, o nei dissabbiatori tende a mostrare le sue notevoli qualità elastiche, visto che è fabbricato in lattice principalmente.

preservativi

Sto parlando ( e qui devo pronunciare la parola tabu’) del profilattico. Questo oggetto tende a gonfiarsi riempiendosi con l’acqua di fognatura. Raggiunge anche dimensioni ragguardevoli senza rompersi. Spesse volte mi trovo in un certo imbarazzo, soprattutto se si sta svolgendo una visita all’impianto. Di solito viene visitato da studenti universitari. L’attenzione si perde in ilarità battutine ed espressioni di disgusto. Se a visitare l’impianto sono alunni delle elementari bisogna essere bravi a dissimulare. La riflessione più evidente è sempre la solita. Non sarebbero dovuti finire nel water e quindi nella fogna. Questo è sempre il concetto che cerco di fare capire.

coccodrillo

Anche i cellulari vengono rinvenuti spesso (sempre dal libro di Rose George si scopre che in Inghilterra ammontano a circa 850.000 ogni anno). Un operatore degli spurghi fognari mi raccontò che aveva dovuto far revisionare completamente la botte del suo autocarro. Aveva ripulito una fossa imhoff di in condominio dove qualcuno aveva svuotato (credo per anni) la lettiera del gatto. Alcune di queste lettiere sono costituite da gel di silice che ha proprietà assorbenti. La fossa ne era letteralmente piena. Una volta aspirata danneggiò a causa dell’abrasione le valvole e le tenute idrauliche dell’autospurgo.

cocco2

Ultima considerazione che riguarda le signore ( e non me ne vogliano ). Ovvio che non si possa generalizzare, ma assorbenti e collant come diavolo farete cacciarli giù per il wc?

Come direbbero i francesi non è proprio il caso di buttare “tout à l’egout” cioè tutto giù per il tubo.

E’ il caso di differenziare non solamente quando siamo davanti al bidone dei rifiuti. Bisogna farlo anche in bagno davanti al wc. Imparare a non inquinare anche partendo dai nostri puliti ed immacolati bagni.

3 thoughts on “Cosa buttiamo nelle fognature?

  1. Premetto: non ci penso neppure a gettare i cotton fioc nel water. Dopo aver letto il tuo blog sono però andato a controllare: quelli che ho a casa dell Johnson&Johnson sono di plastica. E non sono stati comprati prima del 2001!

  2. Credo che si debbano esaurire le scorte di quelli già prodotti. Posso assicurarti che nei primi anni 90 questo era un problema importante. Ed anche nel libro di Rose George che ho (edizione Aprile 2010) viene citato: “cotton fioc “Sono la rovina delle nostre vite Se qualcuno avesse voluto inventare qualcosa in grado di pulire le nostre orecchie, ed al tempo stesso passare perfettamente nei fori di sei millimetri di un griglia di filtrazione, non avrebbe potuto fare di meglio” dice un operatore dei depuratori (p. 39). Adesso lo riscontro meno. E ti faccio presente che nell’impianto dove lavoro abbiamo solo una griglia grossolana con le luci tra le sbarre che hanno una larghezza
    di quaranta millimetri. Quindi i cotton fioc passerebbero in tutta tranquillità. Credo che certi comportamenti stiano fortunatamente cessando. Per fortuna.

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