Piccola guida al linguaggio degli scienziati

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Marco Taddia

L’Istituto Federale per la Storia della Scienza, ovvero il blasonato ente americano meglio noto come FISH (Federal Institute for the History of Science), presenterà oggi alla stampa un documento destinato a suscitare scalpore. Nei giorni scorsi sono apparse alcune anticipazioni sul web e questo post si propone di riassumerle per preparare i chimici italiani al dibattito che, ne siamo sicuri, seguirà l’evento odierno. Il documento è stato rinvenuto negli archivi della FISH (Washington D.C.) e risale al 1665, quando furono fondate le prime riviste scientifiche europee (Journal des sçavans e Philosophical Transactions of the Royal Society). Si tratta, in sostanza, di un codice interpretativo che svela ciò che avete sempre desiderato conoscere in merito al linguaggio scientifico e, in particolare, ai “papers” che vi danno del filo da torcere quando volete ripetere le esperienze altrui.

Tutti coloro che hanno dimestichezza con la letteratura scientifica, non solo come autori ma anche come semplici lettori, sanno che la stesura degli articoli segue regole precise. Ogni periodico le riporta dettagliatamente nelle apposite “note” per gli autori e ad esse rimanda tutti coloro che aspirano a vedere pubblicati i rispettivi manoscritti. Talvolta queste istruzioni occupano più pagine in quanto si estendono alla precisazione minuziosa dei simboli, delle unità di misura, delle abbreviazioni e di tutto ciò che rende il testo fruibile dagli scienziati di tutto il mondo. La gran parte di queste indicazioni sono comuni a tutte le riviste, fatta eccezione per quella che riguarda i riferimenti bibliografici. Pare che un folletto pazzerello si sia divertito a introdurre le forme più varie di presentazione. Ad esempio, per quanto riguarda gli autori, qualcuno vuole il cognome prima dell’iniziale del nome, qualcun altro l’opposto, oppure il nome per esteso ecc… Gli scienziati che pubblicano anche su riviste dell’ area umanistica hanno un’altra sorpresa che la prima volta fanno molta fatica a digerire: l’elenco deve seguire l’ordine alfabetico dei cognomi. A parte queste divagazioni, per il resto gli articoli scientifici si assomigliano tutti. All’introduzione e alla parte sperimentale segue quella dedicata a “risultati e discussione”, poi si chiude con le conclusioni e la bibliografia. Un riassunto accompagna sempre il testo. Sembrerebbe tutto chiaro e facile ma c’è voluto molto tempo per giungere a questa forma di comunicazione scientifica. Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento può ricorrere, se vuole, al testo di Charles Bazerman “Le origini della scrittura scientifica” (Transeuropa, 1991).

Con caratteristiche che rispondono a regole così precise, un articolo è tutt’altro che la narrazione di un’avventura del pensiero. La lettura non è in genere particolarmente eccitante, anzi si può dire che spesso risulti alquanto noiosa. I risultati di un lavoro durato mesi appaiono come il frutto di operazioni compiute da automi incapaci di emozioni. Anche la ricerca più interessante, riferita con frasi stereotipate, perde di smalto. Invece, la ricerca scientifica, per chi vi si dedica con vera passione e non solo con intenti carrieristici, è ben altro. Forse è il mestiere più bello del mondo. Vediamo allora di capire come si devono intendere quelle frasi (in corsivo il vero significato).

the-naked-scientists-naked-science-radio-show-stripping-down-sci-logo

È noto da lungo tempo…

(Non ho avuto voglia di controllare la fonte)

Non è stato possibile fornire una risposta definitiva a queste domande…

(L’esperimento non ha funzionato ma ho pensato di poterne almeno ricavare una pubblicazione)

Il sistema W-PO è stato scelto perché particolarmente adatto

(Nel laboratorio vicino al mio era già pronto per essere usato)

Tre campioni sono stati scelti per uno studio più approfondito…

(I risultati sugli altri campioni non avevano alcun senso e sono stati accantonati)

Accidentalmente deformato durante la preparazione

(Caduto per terra)

Vengono mostrati i risultati tipici

(Vengono mostrati i risultati migliori, cioè quelli che confermano l’ipotesi)

L’accordo con la curva prevista è soddisfacente (dubbio), accettabile (immaginario)

È convinzione generale

(Anche un paio di altre persone lo pensano)

Lavoro di grande interesse

(Lavoro fatto da un membro del nostro Gruppo)

Di dubbio significato

(Lavoro fatto da qualcun altro)

Ecc…

 Il vocabolario completo potrete richiederlo direttamente a FISH http://hoaxes.org/af_database/display/category/science

Resta da aggiungere che qualche indiscrezione circolava da anni nei laboratori USA come riportato da Gilbert e Mulkay in “Opening Pandora’s Box (Cambridge University Press, 1984). Anche in Italia se n’era parlato, come ci ricorda Guzzetti nel suo “La frode scientifica” (Liguori, Napoli, 2002).

Se conoscete qualche altra frase che si possa aggiungere al vocabolario per aggiornarne i contenuti al tempo presente fatecelo sapere.

Approfondimenti:

per un discorso serio sul tema: http://www.minerva.unito.it/Tecnici/Tecnici%202/sld001.htm

per tutto il resto:

pesce d'aprile

4 thoughts on “Piccola guida al linguaggio degli scienziati

  1. E’ la riedizione, sotanzialmente una ripetizione, di un’analogo elenco scherzoso di molte frasi che molto spesso compaiono nelle pubblicazioni scientifiche, anche di notevole livello, diffuso negli anni ’60 inizio ’70. All’elenco si potrebbe aggiungere “come copiato pari pari da una precedente pubblicazione”, ma questo non viene detto perché la frase non compare nelle pubblicazioni, anche se il fatto è realmente avvenuto, come in questo caso. G. Della Gatta

    • Nessuna pretesa di originalità, soltanto l’intento di regalare un sorriso a chi non avesse letto il bel libro di Gilbert e Mulkay “Opening Pandora’s Box” (Cambridge University Press, 1984), correttamente citato nella bibliografia. Mi sorprende che perfino in occasione del 1° aprile qualcuno sia incapace di scendere dalla cattedra.

  2. Sulla validità scientifica di un lavoro si potrebbe parlare all’infinito senza giungere a nessun risultato concreto. Anzi, molto spesso, come si evince dall’articolo sopra riportato, nei lavori scientifici non c’è nessun risultato concreto! Bisogna rilevare che le Commissioni Giudicatrici si limitano a valutare degli indici bibliografici e numerici in quanto non hanno il tempo materiale di leggere in modo completo i lavori scientifici presentati dai candidati all’abilitazione e nè di valutare nello specifico il contributo che operativamente ha dato ogni singolo autore del lavoro. Inoltre, nessun responsabile aziendale assumerebbe una persona solamente sulla base del voto di laurea, mentre si procede nella maggior parte dei casi per la valutazione obiettiva del candidato tramite colloqui e prove specifiche (per come meglio si possa fare!). L’Università italiana ha deciso, nelle ultime normative emanate, di abilitare docenti e ricercatori che hanno molti lavori e alti indici di impatto anche se magari non sono entrati neppure una volta in un laboratorio scientifico e/o il loro contributo sia pressocchè nullo ai lavori scientifici presentati. Infine, il parere della Commissione Giudicatrice è inappellabile e, anche se ti etichettano come un “affumicatore” di alimenti (dopo venti anni di carriera!), bisogna tenersi l’appellativo senza avere la possibilità di dimostrare che non è vero!

  3. Caro Naviglio, forse il suo commento non è propriamente in tema ma il suo amaro sfogo è comprensibile. Non se la prenda troppo se la casta accademica le ha negato, come sembra di capire, un riconoscimento che pensava di meritare. Non sono loro i detentori della verità e lei è in buona compagnia. Le persone vengono ricordate dai posteri non per i titoli accademici conseguiti ma per ciò che hanno fatto di buono, in chimica e soprattutto altrove. Un sincero augurio che la Pasqua le faccia riscoprire ciò che vale davvero nella vita…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...