Astri, spettri e giornali: il fondatore di Nature

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Marco Taddia

Anche se talvolta è incappata, come quasi tutte le riviste scientifiche odierne, in qualche infortunio legato alla deprecabile research misconduct di personaggi privi di scrupoli, non vi è dubbio che la rivista Nature sia tuttora sinonimo di elevato prestigio editoriale e che la pubblicazione dei risultati di una ricerca sulle sue pagine ne garantisca quasi sempre originalità e qualità. Forse non tutti sanno chi fu il fondatore e il suo primo editor. Si tratta dell’astronomo Joseph Norman Lockyer (1836-1920), giustamente onorato con il titolo di Sir dai Reali inglesi. Lockyer è ben noto, oltre che agli astronomi, anche a coloro che si occupano di analisi spettrale. Di quest’ultima parleremo, semmai, un’altra volta. Qui l’enfasi è posta sulla straordinaria avventura editoriale che intraprese e che continua tuttora, inserita nel racconto della sua vita.

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 Joseph Norman Lockyer, figlio di Joseph Hooley e Ann Norman, nacque a Rugby in Gran Bretagna nel 1836. Il padre era farmacista e chirurgo, con spiccati interessi scientifici. Dopo pochi anni la famiglia si trasferì a Leicester e in questa città Ann Norman morì prematuramente nel 1845. Nel 1849 Norman, rivelatosi di salute cagionevole, fu rimandato nel Warwickshire presso parenti della madre. Frequentò la Kenilworth school. Il padre morì nel 1855 e così Norman cercò la protezione di Lord Leigh. Nel 1856 ottenne un impiego presso il War Office di Londra e andò a vivere a Wimbledon. L’anno successivo sposò Winifred James. Intanto studiava per conto suo, coltivava i suoi interessi scientifici e cominciò le sue osservazioni astronomiche nel giardino dell’amico George Pollock che aveva acquistato da Thomas Cooke, esploratore e fabbricante di strumenti, un telescopio rifrattore. Conquistato dall’astronomia, Lockyer acquistò il suo primo telescopio nel 1861 e cominciò a dedicarsi con serietà a questi studi. Si dedicava anche alla traduzione di testi scientifici francesi. La traduzione del testo di Guillemin “Le ciel” fu un grande successo; ne seguirono altre due che gli permisero di sostenere meglio il bilancio famigliare. Nel 1862 aderì alla Royal Astronomical Society e l’anno dopo comincia a spedire alcuni lavori. All’inizio del 1865 si trasferì da Wimbledon a West Hampstead, più vicino a Londra. I suoi rapporti sociali si espansero e si diversificarono. Cominciò anche render conto delle sue osservazioni astronomiche su The Reader e London Review. La collaborazione con il primo gli fece incontrare Thomas Huxley, al culmine della notorietà. Influenzato da questi, Lockyer si adoperò per dare più spazio e regolarità all’informazione scientifica nello stesso giornale. Verso la metà degli anni ’60, Lockyer maturò probabilmente l’idea di un giornale esclusivamente scientifico. Intanto, nel 1868, dava alle stampe il suo primo libro, un testo popolare di introduzione all’astronomia “Elementary Lessons in Astronomy“. Il commento di Lord Farrer, uno dei suoi sostenitori fu: “Siamo deliziati dalla chiarezza e semplicità delle tue lezioni elementari e specialmente dall’assenza di controversie ed ipotesi“. Ripreso il progetto di un giornale scientifico settimanale, ne discusse con Mcmillan. Con il concorso di Huxley, Foster e Sharpey, nacque Nature. Il primo numero uscì nell’autunno del 1869.

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Lockyer fu editor del giornale fino a pochi mesi prima della morte. Nel 1870 Lockyer fu nominato segretario della Royal Commission on Scientific Instruction e, anche in questa veste, si adoperò per l’istituzione di un laboratorio di fisica solare nella zona londinese di South Kensington. Intanto continuava i suoi studi e le sue osservazioni astronomiche nell’ambito del College of Chemistry e pubblicava libri sull’astronomia e l’analisi spettrale. Nel 1881 divenne lecturer alla Normal School of Science e, nel 1887, primo professore di astrofisica. Lockyer sarà professore di astrofisica fino al 1901 e Direttore del Laboratorio di Fisica Solare fino al 1913. In tale anno il Laboratorio verrà trasferito da Londra a Cambridge. Lockyer si ritirerà con la moglie a Sidmouth, nella zona del Devon. Qui fondò un nuovo osservatorio solare che l’anno dopo la sua morte, avvenuta nell’agosto 1920, gli verrà intitolato. L’osservatorio esiste tuttora.

Per approfondire

Meadows A.J. , Science and controversy – A biography of Sir Norman Lockyer, Cambridge Mass., The MIT Press, 1972

Wilkins G. A., Sir Norman Lockyer’s Contributions to Science, Q.J.astr.Soc. (1994), 35, 51-57

Taddia M., Dai nani ai giganti: la spettroscopia stellare e le congetture di Norman Lockyer (1836-1920), ISA 2006, Giovinazzo (BA), 9-12 Aprile 2006

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