Come diminuire gli incidenti sul lavoro?

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo.

a cura di Ferruccio Trifirò

 

Alcuni anni fa è uscito anche in Italia, tradotto per iniziativa di Federchimica, un libro di Trevor Kletz, considerato uno dei massimi esperti mondiali sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro. Il libro s’intitola “ L’errore umano visto dall’ingegnere” (Federchimica, 2008) ed è comparso nella collana editoriale “Rischio Tecnologico”.

 lavoro1

 Lo riprendiamo in mano, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2015, perché offre alcuni importanti elementi di riflessione.

Dopo un attento esame, il libro arriva alle conclusioni che molti incidenti avvenuti nell’industria chimica ed in altre attività lavorative, formalmente attribuiti ad errore umano degli operatori , sono dovuti in gran parte ad errori di progettazione e di organizzazione del lavoro.

 lavoro2

Esamineremo solo le diverse tipologie di errore umano degli operatori, l’ultimo anello della catena della sicurezza, quelle che causano il maggiore numero di incidenti. Il libro tratta, comunque, anche degli errori e delle responsabilità nell’insorgere di incidenti dei manager, dei progettisti, dei costruttori degli impianti, degli addetti alla manutenzione, degli operatori che intervengono sugli impianti e di chi gestisce i controlli automatici con i microprocessori.

Nel suo libro Kletz evidenzia le seguenti quattro tipologie di errori umani degli operatori, cause di molti incidenti: per svista, per sbagli, per inabilità fisica e mentale e per violazione delle procedure canoniche e, come si vedrà, quegli errori dei lavoratori dovuti, in realtà, ad errori dell’organizzazione del lavoro.

L’ errore per svista o disattenzione è quello dell’operatore che dimentica di vedere un segnale d’allarme o di eseguire una manovra semplice ben nota o che la esegue in maniera sbagliata. Per Kletz, per diminuire gli incidenti dovuti a questi errori, si deve intervenire essenzialmente sulla modifica dei processi e sul metodo di lavoro, affinché la disattenzione degli operatori, dovuta anche alla stanchezza, non abbia effetto sulla sicurezza e l’efficienza dei processi. Per evitare incidenti dovuti a disattenzione si possono, per esempio, realizzare interventi sul processo che comportino blocchi per impedire l’esecuzione di azioni errate o inserire degli allarmi che ne indichino l’accadere o dei sistemi che prevengano conseguenze gravi dovute ad errori. Inoltre si deve cercare di aumentare l’automazione dei processi e ridurre lo stress da stanchezza o da frustrazioni che possono portare a distrazioni. Comunque, bisogna dire, che oramai nell’industria chimica in questi ultimi vent’anni, attraverso un’automazione spinta dei processi, si sono diminuiti in maniera significativa questi tipi di errore, che possono essere presenti, invece, in altre attività lavorative.

L’errore per sbaglio, ossia per mancanza di conoscenza delle procedure corrette è dovuto alla poca formazione ed informazione. La formazione serve a fare capire le mansioni e creare la capacità di dare un giudizio critico, le informazioni servono a descrivere le procedure, ossia quello che gli operatori devono correttamente fare. Per minimizzare gli incidenti dovuti a questi errori occorre migliorare la formazione con i seguenti interventi: preparare il personale interno, ma anche quello esterno, informare il personale di eventuali modifiche effettuate nelle apparecchiature e nelle procedure, presentare istruzioni chiare, comprensibili e verificare che siano facili da leggere, assicurarsi che queste descrivano sempre la pratica lavorativa aggiornata, evitare di dare procedure contraddittorie e che non corrispondano al modo in cui i lavoratori eseguono il lavoro, abituare le persone a riconoscere uno sbaglio e ad agire di conseguenza ed istruire su incidenti realmente avvenuti.

Gli errori dovuti a mancanza di abilità fisica e mentale avvengono quando si richiede agli operatori di fare di più di quello che questi sono in grado di svolgere, perché le mansioni attribuite richiedono un’abilità psico-fisica superiore a quella che hanno. Per minimizzare questi tipi di errori occorre intervenire nella progettazione dell’impianto e nel metodo di lavoro. Esempi emblematici di questi tipi di errore sono la presenza di valvole di sicurezza che non si riescono ad aprire perché troppo dure o inaccessibili, oppure richieste di chiudere una valvola ad un operatore, quando suona un allarme, mentre sta compiendo altre operazioni e per questo può essere per lui difficile mentalmente o impossibile eseguire quest’operazione o attribuire incarichi difficili a persone anziane o incarichi troppo complessi. Anche questo tipo di errore nell’industria chimica è stato fortemente ridotto in questi ultimi anni con l’automazione dei processi, il miglioramento degli impianti e la semplificazione delle procedure operative.

L’ultimo tipo di errore è quello per violazione delle regole ossia per deliberata scelta di fare o di non fare una cosa. Questi errori sono dovuti ad una non corretta valutazione delle procedure proposte, a violazioni vere e proprie o ad esecuzioni di azioni non in conformità. Un esempio è il lavoro lasciato a metà, dovuto a leggerezza dei lavoratori, motivata da una lunga consuetudine. In questo tipo di errore l’operatore decide di non svolgere una mansione o decide di non svolgerla secondo le regole proposte. Dal punto di vista legale in Italia si parla, a questo proposito, di negligenza o di disubbidienza. Questi errori sono dovuti al fatto che alle volte le persone preferiscono fare affidamento sulla propria esperienza e capacità o suppongono di sapere cosa contengono le regole, le interpretano a modo loro oppure pensano che se fossero eseguite alla lettera le indicazioni non sarebbe possibile eseguire un lavoro. Esempi emblematici di questo tipo di errore sono il non indossare l’abbigliamento antinfortunistico od utilizzare strumenti non appropriati al lavoro. Per ridurre gli incidenti dovuti a questi errori occorre intervenire con più azioni nel campo della formazione come: semplificare i compiti e, se possibile, svolgere controlli severi e verifiche continue. Occorre accertarsi che le regole siano eseguite e coinvolgere le persone nella loro preparazione,spiegando (o meglio discutendo con chi le deve adottare) quali sono le conseguenze del non seguire le procedure dettate dal progettista, spiegare le motivazioni delle regole e delle procedure ed accertarsi che ognuno le abbia capite, oltre a descrivere alcuni incidenti avvenuti per non averle. Discussioni con gli operatori sono alle volte più utili che lezioni o invio di relazioni scritte.

     Nel libro si arriva alla conclusione che si possono ridurre gli incidenti nei posti di lavoro minimizzando tutti i tipi di errore descritti intervenendo sulla gestione del metodo di lavoro e riducendo la possibilità che questi errori possano provocare incidenti con una progettazione intrinsecamente più sicura. In aggiunta, per quanto riguarda gli sbagli, si deve intervenire attraverso una continua ed efficace preparazione del personale mentre per gli errori dovuti a violazioni si deve cercare anche di persuadere oltre che insegnare.

Per diminuire il rischio di incidenti nell’industria chimica occorre prima essere in grado di identificare il pericolo, cercare di eliminarlo, poi se non é possibile intervenire per ridurne le conseguenze, ridurre le probabilità che avvenga l’incidente. Anche se l’industria chimica é la penultima nella scala del numero di incidenti avvenuti, dopo quella del petrolio, è interessante leggere il libro di Kletz, dove si sottolinea il ruolo del’errore umano, come causa di incidenti. La filosofia che sta alla base del libro è quella divulgata nel corso degli anni dall’autore ed é fondata sull necessità di realizzare processi più intrinsecamente sicuri, sfruttando la chimica e l’ingegneria, proprio per eliminare negli impianti anche gli effetti negativi di eventuali errori umani.

2 thoughts on “Come diminuire gli incidenti sul lavoro?

  1. Una cosa mi sfugge: come si può considerare errore dovuto a mancanza di abilità fisica e mentale dell’operatore “la presenza di valvole di sicurezza che non si riescono ad aprire perché troppo dure o inaccessibili”? Grazie,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...