Bufale energetiche, truffe italiche e fregature “cosmiche”.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Claudio Della Volpe

L’amico e collega Gianni Comoretto, astronomo in Arcetri, ci racconta un paio di storie degne di essere conosciute sul suo blog (http://giannicomoretto.blogspot.it/2015/05/ho-sbagliato-mestiere.html)

Di che si tratta? Cominciamo dalla bufala energetica.

Se cercate su internet troverete un numeroso gruppo di venditori (ce ne sono almeno tre o quattro al momento con nomi e marchi diversi) di un “riduttore di consumi intelligente”, un gentile apparecchietto dalle dimensioni di un comune alimentatore da cellulare o da computer e dal costo di 130 euro che promette di ridurre i vostri consumi elettrici fino al 35%.

Non si sa bene come funzioni, ma i vari siti non lesinano le promesse.

Ve ne proponiamo un assaggio:

bufala1

altre volte le obnubilanti promesse vengono tradotte in italiano, ma la sostanza è la medesima; la questione energetica è talmente al centro della nostra attenzione che siamo molto suscettibili alla bufala.

Non esistono modi di “migliorare il voltaggio”, “ridurre i picchi di voltaggio”, ossia stabilizzare la tensione che non passino attraverso un robusto (e costoso) impianto di stabilizzazione; ci sono altri aspetti coperti dai cosiddetti rifasatori, ossia apparecchi che riducono il cosiddetto fattore cosφ, che dipende dall’uso di dispositivi come i motori elettrici che funzionano grazie al fenomeno dell’induzione magnetica, (in sostanza che introducono un ritardo nel flusso della corrente) ma anche in quel caso un rifasatore, che tra l’altro è d’obbligo quando l’effetto è marcato, ha un costo notevole e soprattutto è una applicazione trasparente dei principi dell’elettromagnetismo.

D’altronde se fosse possibile ridurre del 35% i consumi agendo sui parametri invocati dalla pubblicità menzognera, sapete quante aziende sarebbero interessate? Invece guardacaso i venditori di questi apparecchi miracolosi non si rivolgono ai consumatori principali di energia elettrica, ossia a coloro che usano motori elettrici (che come abbiamo detto altrove sono i principali utenti dell’energia elettrica in Italia (https://ilblogdellasci.wordpress.com/2014/08/21/noterelle-sullenergia-elettrica-parte-4/), ma limitano il loro mercato a consumatori sotto i 12kW; probabilmente perchè chi consuma di più ha anche conoscenze tecniche personali o dei suoi tecnici in grado di reagire velocemente a promesse del genere con il gesto dell’ombrello! In effetti sui siti i riferimenti alle aziende ci sono solo per convolgere altre aziende nella vendita, non nell’uso del prodotto.

Questi “risparmiatori intelligenti” sono delle grandi bufale e la cosa che mi stupisce è che possano vantarsi di brevetti europei e di dichiarazioni ministeriali sulla loro sicurezza senza che ci sia un controllo sociale e giuridico sulle false promesse che fanno ai consumatori.

Siamo un paese in cui la bufala è di casa d’altronde, specie se condita di lingua inglese; basti pensare a cose come quelle segnalate da Altroconsumo sui carburanti:

http://www.altroconsumo.it/auto-e-moto/automobili/news/prodotti-che-promettono-risparmi-di-carburante

qui la truffa è basata sull’ignoranza della chimica e della biologia (i magneti spacciati per antibatteri) così come nel caso del “riduttore intelligente” è basata su quella della fisica, ma tant’è questo non è il paese con la minore percentuale di laureati d’Europa e dove un ministro della ricerca, famosa per la riforma della scuola e dell’Università ha creduto che si potesse scavare un tunnel di 700 km (fra l’altro con pochi milioni di euro) per scopi scientifici e siede ancora in Parlamento come vicecapogruppo di uno dei partiti maggiori?

(http://www.repubblica.it/scuola/2011/09/24/news/gaffe_gelmini-22159174/)

In passato abbiamo avuto il famoso “tubo Tucker”, una catena di S. Antonio di venditori di un altro oggetto parente di questi ma per il quale come per questi lo scopo essenziale era oltre che vendere qualcosa a piccoli consumatori disattenti o sprovveduti soprattutto coinvolgere venditori entusiasti anche con mezzi coercitivi, pensate un po’.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/01/11/news/tubi-tucker-maxitruffa-e-nessuno-paga-1.8448051

La ditta produttrice dei tubi Tucker è riuscita persino ad avere uno scarico IVA di milioni di euro, ma non ha ripagato i truffati.

bufala2

Come funzionano queste truffe il cui lato più importante è quello nascosto, la truffa verso i rivenditori è spiegato qui (http://www.piramidedoro.it/pagine/tucker.htm).

Il post di Comoretto si conclude con l’altra faccia del problema culturale italiano; il caso del progetto SKA (Square Kilometer Array).

Siamo il paese dove una martellante iniziativa giornalistica (che ha visto in prima fila alcune firme “accademiche” del Corrierone) e politica ha dipinto l’Università come il regno dei baroni ignoranti e ha supportato una iniziativa fantasmagorica e costosa di abilitazione nazionale a cui ora non può dare seguito se non in minima parte visti i colossali tagli di bilancio cui i vari governi hanno sottoposto Scuola e Università PUBBLICHE (quelle private stanno ancora sghignazzando dato che hanno avuto incrementi).

Ora lungi da me difendere i gattopardeschi baroni (che dove esistono sono ben seduti sullo scranno del “settore disciplinare”, una istituzione tutta italica che ha diviso la cultura universitaria in poco meno di 400 loculi a proprietà limitata e che non è stata modificata seriamente da alcuna riforma) ma mi aspetterei che almeno poi i governi fossero coerenti nel difendere la visione efficientistica e meritocratica della scienza.

Invece cosa accade?

Progetto SKA; perfino Nature si indigna (http://www.arcetri.astro.it/~sperello/Nature12mar15.pdf) .

bufala3

In effetti siamo un paese dove si fa ancora ottima scienza e di punta anche e abbiamo partecipato alla gara per scegliere la base operativa del progetto SKA, ossia un radiotelescopio da un chilometro quadrato che costituirà uno dei nostri occhi futuri sull’universo; la sede di Padova se l’è vista due volte con la proposta inglese di lasciare tutto a Jodrell Bank e per due volte l’ha sconfitta nelle sedi internazionali; ma il primo ministro inglese attuale, il conservatore Cameron, ha esercitato una pressione politica enorme ed è riuscito a spuntarla su tutte le raccomandazioni di efficienza e di qualità sortite dalle commissioni puramente tecnico-scientifiche; la base operativa resterà in Inghilterra a scorno di tutte le considerazioni di efficienza e qualità che valgono solo per i fessi.

Il presidente della cultura “umanista” e la sua ministra dell’Università incassano una cocente sconfitta di cui fra l’altro non fanno mai menzione pubblica.

https://www.skatelescope.org/news/decision-on-ska-headquarters/

Forse ha ragione Gianni Comoretto, abbiamo sbagliato mestiere, e questo è un paese per furbi ed ignoranti dove la scienza nonostante le tradizioni fa fatica.

Ma noi non ci arrendiamo!

14 thoughts on “Bufale energetiche, truffe italiche e fregature “cosmiche”.

  1. potresti evitare l’autorazzismo di default? Le sciocchezze e l’ignoranza sono caratteristiche dell’intera popolazione globale.

  2. Si è mai visto uno scienziato tedesco o americano che usa un tono canzonatorio nei confronti dei propri concittadini o del proprio paese? Ovviamente il nostro Claudio direbbe che non avrebbero motivo!

  3. Cara Rosa, anzitutto quando si critica ferocemente uno scritto su una pagina pubblica come questa, ci si mette la faccia, cosa che tu non fai perchè non ti firmi; io so chi sei perchè essendo gestore del sito vedo gli indirizzi; questo non è proprio corretto. In secondo luogo io non ho denigrato nessuno; la denigrazione consiste nel raccontare falsità su qualcuno e ti sfido a trovare delle falsità in quel che scrivo; ho raccontato o citato fatti, spiacevoli, ma fatti; infine tu dici che negli altri paesi gli scienziati non criticano? Ti sbagli; negli USA per esempio gli scienziati americani si schierarono apertamente contro la guerra del Vietnam e di recente uno di loro, uno dei più famosi climatologi del mondo, R. Hansen, è stato arrestato ripetutamente per aver criticato in piazza, partecipando a manifestazioni molto dure la politica sbagliata dei governi americani sul clima. Tu invece mi critichi per aver fatto autoironia (che è ben diversa dalla denigrazione) sul nostro paese? Beh per fortuna che c’è ancora libertà di critica. E me la prendo tutta.

    • Ma al di là, non è tanto l’essere o meno anonimi a fare di un commento qualcosa di discutibile, quanto il commento stesso: Rosa parla di autorazzismo? Intanto ci indichi dove sta anche solo il razzismo qui, poi ci spieghi cosa ci sarebbe di sbagliato nell’indicare una bufala come tale, poi – se proprio ci crede – che ci spieghi quale o quali, tra quelle citate, non sarebbe una bufala, evitando affermazioni tipo “perché l’ho visto coi miei occhi” o “perché l’ha detto mio cuggino” o “perché lo afferma il bufalaro di turno”…

      E’ il commento che fa del nick Rosa un personaggio discutibile, non l’anonimato.

      Imho, ovvio.E non sono per nulla di parte nella storia dell’anonimato, eh?

  4. Condivido in toto le considerazioni di Claudio. Il fatto è che siamo ancora alle corporazioni medioevali, se si attaca certo giornalismo ecco la levata di scudi di tutta la corporazione anche a difesa di impresentabili, guai a attaccare i notai ch guadagnano cifre, subito la corporazione a difesa della categoria, guai a sollevare sospetti di scarsa professionalità docente a un professore universitario, tutta la categoria a difenderlo a testuggine, ecc. ecc. Sulla cultura umanista (non si dovrebbe dire umanistica?) di cui Renzi vanta il secondo punto della sua riforma, ricordo che poco è cambiato dalla riforma Gentile che ridusse gli insegnamenti scientifici a poca cosa nei licei classici e scientifici (?) con le conseguenze di cui scrive in parte anche Claudio.

    • Gentile Rinaldo, ho già risposto a Claudio per meglio chiarire il mio punto di vista. Rinnovo la mia tristezza di trovare in questo blog (o nella sezione commenti) molti “luogocomuni”. Io non difendo gli impresentabili, ma non accuserei tutta la categoria a causa di un impresentabile, semmai critico con nome e cognome l’impresentabile. Cosa poi c’entri Renzi (che non voto e non stimo), non riesco proprio a capire.
      Cordialmente
      Rosa Di Maggio

  5. Caro Claudio, sai benissimo chi sono e solo per dimenticanza non ho messo la firma. Contestavo non il fatto di criticare o denunciare fatti precisi e circostanziati. Diverso è irridere aggiungendo “italico” ed altre amenità del genere, facendo intendere che basti la nazionalità per creare pregiudizio. Osservo con tristezza che in un blog come questo dove non pensavo di trovare “luogocomunismi”, se ne fanno eccome (vedi commento sopra) e solo a questo mi riferivo.
    Rosa Di Maggio

    • “Diverso è irridere aggiungendo “italico” ed altre amenità del genere”

      “Italico” invece rende bene – è un aggettivo che è entrato nel parlare comune e che indica un particolare modo di essere (altrimenti detto “di una furbizia cialtronesca”, ben rappresentata, ad esempio, in tanti film del grande Totò [e non solo] ) che non ha niente a che fare col razzismo – tant’è che lo diciamo proprio noialtri italiani e spesso ne rileviamo anche in alcun circostanze (ma non certo nel contesto di tante, troppe bufale) aspetti positivi – come quando si arrivi all’arte di arrangiarsi che consente di convivere nonostante le avversità incontrate.

      A prescindere, qui ci stava eccome.

  6. Rosa io non ho capito di cosa stai parlando; ripeto: i miei testi e in genere quelli del blog sono discussi e sottoposti ad una redazione; tutto ciò che ho scritto è documentato o documentabile; chiedi cosa c’entra Renzi; è semplice: sulla questione Università in generale (cui fa riferimento Rinaldo e tu stessa fra le righe) c’entra perchè dal 2014 al 2015 ha ridotto l’FFO di 87 milioni di euro; altri 87! dal 2009 grazie ai governi del centrodestra (Gelmini in testa) la riduzione è stata di 800 milioni di euro; adesso l’FFO è lo 0.42% del PIL contro valori doppi in altri paesi europei; sulla questione specifica dello SKA Renzi c’entra; non ha risposto a Cameron, non ha nemmeno tentato di difendere Padova, abbiamo avuto due giudizi positivi e poi dopo l’abbaiata di Cameron il vento è cambiato; Renzi e la sua ministra han messo la coda tra le gambe e via; lo SKA è un questione enorme che avrebbe portato in Veneto lavoro e attività tecnoscientifica di primo ordine; non sto parlando di alcuna cosa “comunista” che qui non c’entra NULLA, ma anzi di cose di “mercato”; Nature NON IO scrive: “Sotto la pressione dell’UK …….ci si è allontanati da una scelta trasparente verso scelte basate su criteri oscuri”. Sulla questione delle truffe con cui ho aperto il post: ma scusa se in Italia si è liberi di ripetere la truffa del tubo Tucker, divenuta tristemente famosa, a parte la stupidità di chi ci casca, l’autorità costituita non ha alcuna responsabilità?

  7. Cari lettori del Blog, vi informo che ho rassegnato le dimissioni dalla Redazione del medesimo.
    Ringrazio tutti coloro che hanno avuto la bontà di leggermi in passato e di incoraggiarmi con i loro commenti. Chiedo scusa se non sono sempre stato all’altezza delle vostre aspettative e della stima che mi avete manifestato.
    Un saluto a tutti, Marco Taddia

  8. Pingback: Anelli al naso. | il blog della SCI

  9. Sono d’accordo con l’autore , troppe bufale energetiche, basta non se ne può più!, basta andare su youtube e cercare “free energy” troverete decine di video con dispositivi che violerebbero il secondo principio dell termodinamica, in realtà con un attenta osservazione si scopre che il trucco c’è ( batterie nascoste, fili nascosti , magneti nascosti , ecc, ; in ogni caso replicare il loro esperimento è quasi sempre impossibile, manca l ‘ingrediente segreto , o la formula segreta che per uno strano complotto internazionale non può essere rivelato e tutte le insinuazioni circa la non validità delle loro teorie sono complotti delle lobbies e dei politici.
    Chiudo citando un collega blogger
    “Un risultato se non è ripetibile non esiste” (qqcreafis)
    qui una teoria smontata pezzo per pezzo dai simpatici amici di energiaalternativa
    http://www.energialternativa.org/Public/NewForum/Discussione.php?52724430.

  10. E’ la prima volta che accedo a questo blog per cui non sono cosciente dell’entità del tono autodenigratorio, tuttavia per quanto riguarda le bufale energetiche mi sembra giustificato.
    Ho iniziato a interessarmi di questa categoria di bufale in seguito alla puntata di REPORT del 26 Maggio 2014, disinformativa fino al grottesco, nella quale si esponevano dubbi e inconvenienti dei filtri antiparticolato e si proponeva il prodotto Dukic Day Dream, discendente da Tucker rispetto al quale non ha differenze sostanziali (tanto che i due produttori si scambiano accuse a vicenda in vari siti internet). SI badi bene che l’italicità deriva non tanto per la nazionalità della bufala dei tubi elettromagnetici (che esiste in tutto il mondo) ma per come è stata trattata ed alimentata nella penisola, infatti…
    Cercando in rete scoprii che il servizio del 26 Maggio di Luca chianca era praticamente identico a un’altro (di Giuliano Marrucci) trasmesso nel 2011! e più recentemente nel 2015 il settimanale di approfondimento ambientale Ambiente Italia (sempre RAI3) ha dedicato AltreTTANTE puntate alla stessa s.r.l. Ditemi in quale altro paese una rete nazionale dedica 4 puntate di programmi quotati (evidentemente a sproposito) a una bufala (senza contare svariati telegiornali regionali e escludendo trasmissioni generaliste o considerate d’intrattenimento più che d’informazione) praticamanete analoga a un’altra sulla quale sono stati versati fiumi d’inchiostro (Tucker).
    Riguardo il prodotto, privo di fondamento scientifico, quindi, naturalmente non funzionante, ditemi dove riuscirebbe a iniziare un maldestro tentativo di omologazione ai sensi di un D.M. (il N° 42 del 2008) essendo rappresentati tecnicamente da un Consigliere del Consiglio Nazionale dei Chimici (nonché ex Presidente) che ha firmato certificati (ancorché di parte) come questo:

    http://www.econotruck.com/IT/documenti/tre_d_car_cooling/Documenti_CertificazioneEmissioni_anno2011.pdf

    contenente inesattezze o errori grossolani madornali ma protetto dal suddetto Consiglio, che ha sostanzialmente fatto spallucce difronte alle osservazioni sulla deontologia professionale di un suo illustre membro.
    Ditemi dove successivamente a questo ‘mostro amministrativo’ il Ministero si limita a ‘dibattere’ con le sedi periferiche senza venirne a capo, costringendo la Direzione Generale della Motorizzazione a emettere annualmente circolari per ribadire che il prodotto non è omologato…
    Ditemi dove svariati Onorevoli si prendono la briga di scrivere interrogazioni parlamentari a risposta scritta per promuovere una bufala (Francesco Aracri http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=35794&stile=6&highLight=1
    e Di Pietro/Povia rimasta priva di risposta), e sopratutto ditemi dove schiere di Senatori della Repubblica (ma populisti questa volta) a distanza di anni ripresentano la stessa solfa:

    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=35794&stile=6&highLight=1

    arrivando a chiedere (per via parlamentare!) un risarcimento per la parte lesa (loro amica).
    Ditemi dove, con questi presupposti la ditta riesce anche a fatturare decine di migliaia di EUR allo stato (Parco Nazionale del Gran Paradiso con il quale è in vigore un accordo promozionale), Rete Ferroviaria Italiana (che scopriamo tenere in questo modo alle emissioni di particolato delle sue motrici Diesel), Comune di Troina.

    Grazie. ing. Francesco Buffa

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