10 regole di sicurezza nel laboratorio chimico.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Claudio Della Volpe

La sicurezza è uno degli aspetti più importanti ma forse più trascurati della nostra attività; e dico questo perchè vivo in un laboratorio universitario; forse in un laboratorio industriale penserei diversamente, visto che in effetti il numero degli incidenti sul lavoro in Italia dà qualche segno di diminuzione specie nel  comparto chimico. sicurezza1

Diciamo che la questione sicurezza chimica nella ricerca e nell’università avrebbe bisogno forse di maggiore attenzione e certamente non si deve abbassare la guardia.

Ho cercato allora di fare un breve vademecum, una lista dei punti caldi nell’atteggiamento da tenere in un laboratorio di chimica; sottolineo che questa classifica è del tutto personale:

  • Prima di iniziare, e sottolineo PRIMA di iniziare, occorre procurarsi le informazioni riguardo i prodotti e le procedure da seguire nella reazione o nel procedimento che vogliamo attuare; sia questa una cosa che ci procuriamo dalla letteratura, da altre persone, che sono i nostri preposti, ossia che sono il nostro riferimento lavorativo (c’è una legge la legge 81 del 2008 che definisce esattamente le figure del laboratorio e di ogni altro luogo di lavoro); e mi raccomando che queste informazioni siano AGGIORNATE!

Secondo me questa è la prima regola e la più basilare; non basta essere esperto di una materia per stare al sicuro!

  • Prima di iniziare rendersi conto di dove sono le apparecchiature per la sicurezza che potremmo dover usare: la doccia oculare, la doccia, l’estintore, le vie di fuga, ma anche semplicemente gli occhiali di protezione, i guanti di ricambio o gli interruttori della energia elettrica o le valvole del gas e non ultime le bende, i disinfettanti le maschere di sicurezza; dobbiamo sapere prima di iniziare dove sono posizionate le cose e organizzare il nostro lavoro tenendolo presente
  • Andiamo in laboratorio vestiti opportunamente; duole dirlo ma la moda specie femminile non è assolutamente adatta; in alcune stagioni come quella estiva l’abbigliamento è inadatto allla frequentazione del laboratorio: i sandali aperti, le camicette che lasciano scoperta la pancia, il petto o le braccia, la mancanza di un camice, i capelli tenuti lunghi e non legati, la mancanza di occhiali di sicurezza sono elementi non secondari di certi incidenti di laboratorio. Certi elementi di vestiario poi, una volta terminato il lavoro in laboratorio devono essere tolti; con gli stessi guanti usati per manipolare polveri non ci si va a prendere il caffè alla macchinetta. E poi come ci si tolgono i guanti? Chi sa rispondere?
  • In laboratorio non si mangia nè si beve comunque; spiace dire che spesso questa regola viene infranta proprio da coloro che dovrebbero farla rispettare e spesso ciò avviene perchè i locali delle nostre università non sono adeguati, sono vecchi e non sono minimamente all’altezza della situazione. Ciò è dovuto anche alla pluridecennale operazione di compressione della spesa universitaria. Molti dipartimenti anche nuovi o situati in nuovi edifici sono stati il frutto di operazioni edilizie lunghe e complicate dove i progetti sono cambiati decine di volte e dove una notoria proprietà dei docenti universitari (è nota la similitudine dei docenti con i gas ideali che occupano TUTTI gli spazi a disposizione) ha deciso le divisioni degli spazi più della logica della sicurezza. Nel vostro Dipartimento c’è un locale per mangiare qualcosa o prendere il caffè?Lab-safety
  • Nonostante faccia parte della tradizione dei chimici, assaggiare o annusare i prodotti non è una buona pratica! Alcune sostanze sono pericolose anche a basse concentrazioni e toccarle o annusarle le fa venire in contatto con le nostre mucose corporee. Questa pratica viene spesso rinverdita dai colleghi o studenti che provengono da paesi in via di sviluppo dove le buone pratiche possono essere meno presenti che da noi.
  • Una nota dolentissima: i rifiuti di laboratorio! Come smaltire le piccole quantità dei numerosissimi prodotti usati nei nostri laboratori? Qua può aiutare l’apporto dei tecnici e soprattutto una operazione SISTEMATICA di analisi dei rifiuti prodotti, dei quali a volte non ci si rende conto.
  • Prima o poi gli incidenti avvengono, o almeno è possibile che avvengano; siamo preparati alle evenienze possibili? Cosa faremmo se avvenissero? Una esplosione, un incendio, una fuga di gas? Siamo preparati? Cosa fare se uno studente si versa addosso un acido forte? Effettuare dei test pratici di sicurezza o delle simulazioni è utile.
  • Ed infine non portate fuori dal laboratorio le sostanze che usate perchè all’esterno non ci sono gli stessi meccanismi di sicurezza che ci sono all’interno.
  • PS Mi ero dimenticato: i vostri frigoriferi sono a norma?

simpson_safety_chemical

Ovviamente non pretendo di avere alcuna regola d’oro, solo buonsenso; inoltre occorrerebbe che TUTTI noi docenti, studenti, tecnici fossimo adeguatamente FORMATI! Ossia che avessimo seguito PRIMA di entrare in laboratorio un più o meno breve corso relativo alla sicurezza come d’altronde recita la legge 81 e come richiedono oggi tutte le imprese che assumono i nostri laureati o dottori di ricerca. Sarebbe il caso di mettere dei crediti di questo tipo in OGNI carriera universitaria di tipo tecnico-scientifico.

Lo sanno i direttori di Dipartimento di essere dirigenti (e spesso anche preposti)? Lo sa il Rettore che è datore di lavoro? Lo sapete voi di essere preposti dei vostri studenti in laboratorio? Lo sanno gli studenti che sono “lavoratori” quando entrano in laboratorio? E sapete quali sono le conseguenze anche legali (penali e civili) oltre che etiche della trascuratezza? Dimenticavo oltre la legge 81 la legge 125/2001 contro l’abuso di alcool che stabilisce che i docenti universitari non possono bere nell’esercizio della professione (e nemmeno gli studenti); e allora come la mettiamo con quei bar o mense che servono alcoolici DENTRO le strutture universitarie (da me ce ne sono)?

Ci sono di sicuro altre cose da ricordare e sottolineare; spero che gli interventi su questo post siano numerosi.

 per approfondire:

http://www.chimica.unibo.it/it/risorse/files/lezione-sulla-sicurezza-nel-laboratorio-chimico

5 thoughts on “10 regole di sicurezza nel laboratorio chimico.

  1. In oltre trent’anni di lavoro in ricerca farmaceutica industriale ho seguito parecchi cicli di formazione OBBLIGATORIA, sia pratica (es. esercitazioni anti-incendio) che teorica, in particolare con lo studio approfondito del TU 2008 seguito da esamini finali, e sono stata a lungo preposto (il che comporta la controfirma di un documento di assegnazione del ruolo), anche di studenti in tesi: la sicurezza sul lavoro è una questione fondamentale di consapevolezza e di responsabilità… Dal post del prof. Della Volpe ricavo l’impressione che tutto ciò in accademia sia ancora un po’ di là da venire, ma è proprio così? Spero di no.

    • No, tranquilla, non e’ cosi’.
      Stiamo tutti seguendo i corsi obbligatori di sicurezza previsti dalla legge 81/2008, da anni abbiamo capito di essere responsabili della sicurezza nei nostri laboratori e cerchiamo di adeguare le strutture e i nostri comprtamenti alle norme.

      Certo che non si fanno le nozze con i fichi secchi e mettere davvero a norma moltissimi dei nostri Dipartimenti universitari richiederebbe semplicemente abbatterli a ricostruirli.
      Qualche idea ?

  2. Grazie dott. Della Volpe del pro-memoria e subito una informazione in merito: nella scuola media dove insegno quest’anno, mi hanno detto dall’inizio che “dovevo” portare in laboratorio gli studenti del tempo prolungato, ed ho cercato di ….ubbidire! nonostante io sia da sola a gestire i ragazzi perché non c’è un tecnico e “non si può assumere un tecnico neanche part- time”, alla mia richiesta di far venire un genitore mi hanno detto che “non si può”, alle motivazioni di sicurezza che ho addotto mi è stato osservato “vedremo se il Regolamento (quale?) prescrive l’obbligo della presenza di un altro adulto oltre l’insegnante”.
    Qualche considerazione o suggerimento?

    • Tanto per cominciare La scuola ha l’obbligo di avere un “Documento di valutazione dei rischi” in cui, presumibilmente, dovrebbe esserci la valutazione dei rischi del laboratorio in cui sei chiamata ad insegnare.
      Comincia a vedere quali sono le prescrizioni previste nel documento e quale tipo di rischi specifici sono presenti.
      Comunque, in generale, suggerirei di condurre le attività che ritieni compatibili con le condizioni del laboratorio, strutte e organizzazione oltre che numerosità allievi e situazione comportamentale della classe. Insomma fai le cose che ritieni “sicure”.
      Infine puoi rivolgerti al tuo RLS per vedere cosa e come fare come pure all’RSPP (nominato dal dirigente) che oltre a fornirti (se non viene già fatto di regla nella tua scuola) il documento di valutazione di “tutti” i rischi”, può fornirti indicazioni appropriate sulla questione che poni.
      All’atto dell’assunzione e quando ti hanno assegnato il laboratorio (aule) in cui insegnare, il datore di lavoro è obbligato a fare una formazione sui rischi specifici del “nuovo” posto di lavoro assegnato al lavoratore (in questo caso tu).
      Come vedi ci sono varie possibilità che devono essere messe in atto contemporaneamente perché tutte previste dalle norme vigenti.

      Ciao

      Giuseppe Poeta Paccati

  3. In realtà la mia impressione è che, da quando lavoro in Università (cioé dal 1979), i progressi siano stati moltissimi. Ora, per esempio, nel mio laboratorio, si fa tutto sotto cappa, compreso il lavaggio della vetreria e ogni studente ha almeno mezza cappa a disposizione. Non usiamo assolutamente sostanze cancerogene (visto che siamo ricercatori cerchiamo piuttosto delle alternative) e non abbiamo neanche il gas metano in laboratorio. I frigoriferi sono di sicurezza e i freezer li teniamo addirittura in altre stanze. Riguardo all’istruire gli studenti, questo è certo un problema critico. Noi cerchiamo di farlo già a livello dei laboratori didattici. Ciò che va evitato è che gli studenti apprendano queste nozioni non da chi è veramente esperto, ma magari dallo studente più anziano che potrebbe avere delle abitudini sbagliate.
    Una cosa che vorrei però proporre alla SCI è questa: perché non tenere e rendere pubblico un archivio con gli incidenti accaduti ed un esame critico di tutti gli errori commessi? Ciò potrebbe essere utile per evitare tali errori in futuro. Tempo fa sul Chem. Eng. News avevano pubblicato degli articoli su incidenti mortali occorsi in laboratori di ricerca universitari. Io li avevo presentati in un group meeting spiegando ai miei tutti gli errori che erano stati commessi. Potremmo tutti fare tesoro di esperienze brutte passate perché nessuno è così esperto da poter aver assistito a molti incidenti (almeno lo spero!).

    Luca Banfi

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