Anelli al naso.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Claudio Della Volpe

La parola bufala secondo il dizionario della Accademia della Crusca (http://www.lessicografia.it/pagina.jsp?ediz=5&vol=2&tipo=3&pag=307, Pagina:307 – Volume:2 – Edizione:5) viene dall’espressione “Menare altrui pel naso come una bufala” oppure ancora “Non vedere una bufala nella neve”, ossia non vedere cosa facilissima da vedere.

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Non ho trovato un bufalo con l’anello al naso, ma in compenso di bufale se ne trovano parecchie.

In inglese il termine equivalente è hoax, da non confondere con oaks (quercie);sembra che hoax venga da hocus, a sua volta abbreviazione di hocus pocus, incantesimo in latino maccheronico usato da maghi e illusionisti che cercavano di trarre in inganno gli spettatori.

Oggi la bufala è resa ancor più potente da Internet; e sulle bufale, da entrambi i lati della cosa, crearle e sbufalarle si esercita la fantasia e la capacità, educativa o diseducativa, di molti.

I comuni oggetti da bufala sono le cose che ci danno preoccupazione, l’ambiente o l’energia per esempio.

Le famose “scie-chimiche” sono di fatto una gigantesca bufala ma creduta vera da milioni di persone, ne abbiamo parlato più volte. (https://ilblogdellasci.wordpress.com/2014/06/06/sciecomiche-e-scietragiche-scienza-e-credulita-popolare/).

Anche l’energia è oggetto di ripetute bufale, ma qui si sconfina addirittura nella truffa; abbiamo di recente accennato al tubo Tucker e ai risparmiatori intelligenti (https://ilblogdellasci.wordpress.com/2015/05/18/bufale-energetiche-truffe-italiche-e-fregature-cosmiche/).

Ma non finisce qui, ce ne sono molte altre; e oggi vi vorrei accennare al gas di Brown o gas di Klein o HHO, sul quale perfino Nature ha avuto tempo, in passato di indignarsi (http://www.nature.com/news/2007/070914/full/news070910-13.html), ma che straborda dalla rete e da Youtube e mi risulta faccia anche vittime illustri, aziende serie che credono alla bufala e ci investono.

Su wikipedia c’è una pagina dedicata al tema: http://it.wikipedia.org/wiki/Ossidrogeno#cite_note-US_patent_4014777-4.

Dunque la ricetta è la seguente: prendete dell’acqua, fatene l’elettrolisi, mescolate i prodotti (idrogeno ed ossigeno) e poi sottoponeteli ad alcune procedure (arco elettrico per esempio) o non sottoponeteli a niente e mescolateli con un normale combustibile; ne avrete un effetto miracoloso su qualche aspetto: riduzione dei consumi, riduzione dell’inquinamento. Ora come si possa ottenere più energia dividendo e ricostituendo la molecola di acqua (cioè tornando al punto di partenza) non è dato sapere; certo non si potrebbero escludere effetti catalitici, ma non ne sono stati trovati di significativi a parte qualcosa che documento dopo.

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Il modello con celle in serie di Yull Brown.

Ci sono aziende nel mondo che vendono siffatti dispositivi, che sono stati d’altronde brevettati sotto vari nomi, come poterte vedere su Wikipedia o leggere sui siti delle aziende che vendono questi dispositivi (http://www.eagle-research.com/browngas/whatisbg/watergas.php oppure http://fuel-efficient-vehicles.org/energy-news/?page_id=96). Le ultime pubblicità “virali” (questo è l’aggettivo moderno) le trovate su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=6OQwiOWwVqQ&list=PLTPuqKeKVFnVVP0jFuk57thyevCJC70jo

Il simbolo HHO (8.890.000 citazioni su Google) indica appunto che di fatto si tratta di acqua ma in realtà “diversa” dalla solita acqua; una miscela di ossidrogeno, ossia di idrogeno ed ossigeno in proporzione 2:1, ma contenente “qualcosa altro” allo stato “nascente” è l’interpretazione corrente.

Ora “nascente” è un aggettivo mutuato dalla alchimia e che nella scienza moderna viene usato per indicare (a volte) la esistenza di specie atomiche di un elemento; se si fa passare idrogeno in un arco elettrico si ottiene una quota di idrogeno atomico; tuttavia se ci si fa passare una miscela stechiometrica di idrogeno ed ossigeno si ritrova (magia della chimica) l’acqua di partenza e un po’ di calore/energia, in quantità tuttavia inferiore a quello speso EFFETTIVAMENTE nella produzione della miscela (magia del 2 principio); se si operasse in modo ideale se ne ritroverebbe la medesima quantità (1 principio), ma ahimè la cosa è veramente impossibile. Quindi qualcosa si perde per forza.

Ciò detto è chiaro che se HHO è diversa da una semplice miscela stechiometrica di idrogeno e ossigeno si può avere di tutto: le molecole di magnegas (Ruggero Maria Santilli, Ascar Kanapievich Aringazin, Structure and Combustion of Magnegases in Hadronic Journal, nº 27, 20 dicembre 2001, pp. 299-330.) per esempio.

In queste ipotesi fantasiose non c’è niente. A parte una enorme fantasia, appunto.

Tuttavia dietro questa fantasia ci sono dei fenomeni veri; per esempio che usando una emulsione di acqua e carburante o additivando idrogeno ad un carburante normale si possono avere dei risultati anche interessanti nella corrispondente combustione; alcune di queste tecniche sono sfruttate in casi reali e dipendono probabilmente dalla semplice riduzione di temperatura della miscela di combustione.

Un articolo serio a riguardo lo trovate qua (http://www.econologie.info/share/partager/1251395965azE1K3.pdf).

o qui (http://en.wikipedia.org/wiki/Water_injection_%28engine%29); si chiama water injection e alcune volte funziona.

E’ chiaro che queste modifiche sono conosciute dai grandi produttori di motori a scoppio o diesel, ma comportano dei problemi nella gestione del motore, come l’infragilimento dei metalli da parte dell’idrogeno aggiunto, oppure la corrosione del motore stesso, tanto è vero che oggi qualunque motore diesel che si rispetti ha un filtro per il carburante che separa l’acqua la quale specie con le aggiunte di bio-diesel, ossia di oli di origine naturale, tende a raggiungere valori non previsti nella miscela di combustione con effetti negativi.

Ora a parte che modificare la composizione del carburante presenta aspetti legali non banali, considerate che modificarla ha anche effetti negativi sul motore il quale, specie quello delle auto moderne, ha una centralina elettronica che potrebbe andare in tilt se arrivano cose impreviste ai suoi sensori.

Il problema dell’energia c’è, ma non lo risolveremo con l’acqua, o forse si, ma non con quella magica.

Ci vorrà tanta chimica e olio di gomito, probabilmente idrogeno, ma certo non HHO. Comunque se chi usa HHO è contento….., e come dice la pubblicità “fa girare l’economia”……

(http://www.ingannati.it/2013/07/05/io-ce-lhho-lauto-ad-acqua-un-anno-dopo/#comments)

Alla fine cosa mi manca? Perchè protesto?

Secondo me al fondo c’è la sfiducia per la scienza vista come una attività che è gestita da altri e che occorre fare da se; se usassimo la voglia di fare da se a scuola incrementando l’approccio scientifico e la comprensione del metodo, più che far imparare a memoria la struttura degli orbitali, non ci troveremmo poi con i blog pro-HHO o perfino le aziende (non sono autorizzato a dirne il nome) che ne usano qualche equivalente e sono come il nostro amico blogger convinte, anzi convintissime, di risparmiare; si sa il complotto è sempre in agguato, dalle sciecomiche ai persuasori occulti!

Ma dico io, con tutti problemi veri che abbiamo mette conto “inventarsene” di ulteriori? E’ questo che mi fa rabbia più di tutte, mentre stiamo andando a sbattere qualcuno si preoccupa di oliare il finestrino, qualcun altro di oliare le rotaie, c’è chi racconta barzellette, ma nessuno che tiri il freno.

Voi che ne dite?

9 thoughts on “Anelli al naso.

  1. Il “trucco” di iniettare acqua nei cilindri dei motori endotermici per aumentarne la potenza, sia pure al costo di effetti collaterali negativi, ha 150 anni poiché è stato usato per la prima volta nel 1865, stando a Wikipedia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_ad_iniezione_d'acqua ). Personalmente ne avevo sentito parlare per la prima volta durante l’ultima guerra mondiale: un “segreto militare” tedesco non so come allora trapelato. Wikipedia conferma che lo adottarono, in Germania, BMW e Daimler Benz e, in USA, Pratt & Whitney.

  2. Ciao,
    Visto che chiedi cosa ne pensiamo, vorrei dire che è vero che su internet ci sono un sacco di bufale, ma visto che insieme ad altri cittadini abbiamo fondato un’Associazione, Comunità Energetica x promuovere le energie rinnovabili e io stesso faccio laboratori nelle scuole facendo costruire a bambini e ragazzi generatori ad energia rinnovabile usando materiale riciclato, collaboriamo con università e liberi professionisti e penso avendo fatto anche prove pratiche e condivise con altri, di poter permettermi di dire che nel tuo articolo ci sono delle inesattezze riguardo “all’ossidrogeno”, infatti alcune delle caratteristiche di questo ” gas” ma in particolare dell’idrogeno sono conosciute come gia scrotto da altri dalla fine dell’ottocento, e cioè che tende a legarsi e reagire con moltissimi materiali in quanto lo ione che si genera con l’elettrolisi nn solo ha numero atomico uno ma può perdere facilmente l’elettrone rimanendo un protono con un neutrone. Il fatto che aggiungendone una piccola parte all’aria di aspirazione di un motore faccia bruciare meglio i combustibili nn ha nulla di strano in quanto il carburante nn brucia mai al 100% (si veda ad rsempio il nero che esce da un vecchi Diesel) e il poco ‘idrogeno immesso favorisce semplicemente la combustione migliorando il rendimento (alcune migliaia tra auto e camion già girano con questi sistemi), inoltre nn consiglierei di far passare la miscela in un arco elettrico in quanto ha un potere detonante molto alto e avendo separato l’O dall’H ci sono già 2 delle 3 C che servono per incendiare o come in questo caso esplodere, comunque se si vuole provare a fare una fiamma (attenzione però al ritorno) in effetti succedono cose particolari, in quanto viste le proprietà dell’idrogeno la fiamma cambia la sua temperatura in base al materiale con cui è a contatto e perciò se proverete sul legno farà qualche centinaio di gradi, mentre sull’acciaio oltre un migliaio, fondendo sempre il materiale e questo a parità di consumo elettrico (x chi nn vuole costruire una saldatrice di questo tipo, gli orafi la usano normalmente in quanto non inquina i metalli preziosi). Penso che queste sole due cose dovrebbero spingere a studiare di piu questi fenomeni invece di negarli a priori e chi nn si fida può provarli prima di negarli, la sperimentazione scientifica è anche questo e Gallilei ne sapeva qualcosa…. Comunque nel nostro Blog potete trovare anche dei link a questi ed altre prove/esperimenti fatti da noi e da altre associazioni con cui collaboriamo, se qualcuno vorrà provare e testare con mano può contattarci e comunque se riusciremo cercheremo di creare in futuro altri eventi pubblici (uno lo abbiamo già fatto). Sperando di nn aver offeso nessuno ringrazio per aver letto fino a qui, a disposizione per chiarimenti. Riccardo T.

  3. Ma dove avrei scritto che “non si sa” come è fatto l’ossiidrogeno? l’ossiidrogeno si sa perfettamente come è fatto, è una miscela equimolare di idrogeno ed ossigeno molecolari; lei piuttosto che fa lezione nelle scuole e collabora con le università saprebbe dirmi da dove esce fuori il deuterio cui fa cenno, visto che il suo idrogeno, dopo aver perso l’elettrone (ma dove e come poi lo perde?), rimane con un protone ed un neutrone? spero che lei non si offenda se le dico che avrebbe bisogno di studiare un po’ di più la chimica prima di andare nelle scuole a raccontare che l’idrogeno comune è fatto di deuterio. Aggiungo che dire che un po’ di idrogeno aiuta la reazione di ciò che non brucia, che l’idrogeno cioè aiuta l’ossidazione del combustibile è esattamente quello che chi ha provato a testare il sistema in laboratorio non è riuscito a dimostrare. D’altronde che l’idrogeno che serve a ridurre in genere, sia l’elemento che in questo caso aiuterebbe ad ossidare presenta qualche difficoltà per qualunque chimico. A mio parere il fatto che ci siano decine o più di persone che usano questo sistema non prova nulla, c’erano anche decine di utenti del tubo Tucker e ce ne sono certamente dei “risparmiatori” intelligenti, ma questo non li rende dispositivi efficaci, piuttosto impoverisce i loro proprietari.

    • Non volevo offendere nessuno, nn mi sembrava di aver scritto che “non si sa” come è fatto l’ossidrogeno e sicuramente nn ho scritto che vado nelle scuole a spiegarlo e nn mi offendo visto che essendo un elettronico e nn chimico, sicutamente avrò scritto inesattezze, anzi mi sembra di aver rimarcato la pericolosità di questo gas, figurarsi spiegarlo nelle scuole.
      Volevo solo invitare chi è interessato a nn fermarsi a leggere o guardare siti in internet ma anche a fare prove e misurazioni precise per rendersi conto come sanno alcuni chimici che ci sono comportamenti fisici che nn sono spirgabili con la fisica classica. Grazie.

      • non so cosa lei intenda con comportamenti “non spiegabili” con la fisica classica; in realtà TUTTA la chimica moderna non è spiegabile con la fisica classica; la struttura atomica e le leggi della chimica vengono DIRETTAMENTE dalla meccanica quantistica; concordo che occorra fare prove ma senza aspettarsi chissà che; i parametri di impiego e i test fatti in letteratura non propendono per risultati eclatanti ma per eventuali effetti di piccole quantità di catalizzatori come ozono o acqua ossigenata che possono forse produrre ossigeno atomico; e in questo senso la inviterei a leggere il post successivo che parla proprio di un caso reale di uso del gas di brown in un vecchio diesel e dei risultati ottenuti oltre che di ipotetici meccanismi; ma non ci sono notizie di NUOVE scoperte epocali, forse piccoli vantaggi (qualche percento in un vecchio diesel) cose che i nuovi diesel hanno anche sorpassato.

  4. Se ne era occupato anche il CICAP, dopo che un apparentemente serio sperimentatore aveva fatto un po’ di esperimenti sulla sua auto. L’articolo si trova in http://www.queryonline.it/2013/03/20/hho-generator-ennesima-bufala-o-funziona-davvero/

    Sottolineo subito che non si parla di cose “miracolose”. L’idrogeno viene ricavato dall’elettrolisi utilizzando l’energia elettrica prodotta dal motore stesso, e quindi per definizione corrisponde ad una frazione trascurabile (attorno allo 0,2%) dell’energia bruciata nel motore. Inoltre il sistema sperimentato era piuttosto complesso, comprendendo una modifica dei parametri della centralina che sovraintende alla carburazione. Soprattutto quest’ultima modifica cambia il rendimento del motore e, a detta dello sperimentatore, la miscela di ossigeno ed idrogeno semplicemente eviterebbe alcuni problemi legati a questa modifica.

    La cosa ha un suo senso. La carburazione dei motori viene impostata per ridurre il più possibile le emissioni, NON per ridurre i consumi. Una miscela più “grassa” aumenterebbe l’emissione di CO, una più “magra” (più efficiente) quelle di NOx. Non potendo fare misure, non so se aggiungere un pochino di idrogeno possa consentire di ridurre gli NOx anche con una miscela un po’ più magra, mi chiedo comunque se il rischio valga la candela.

  5. Pingback: Anelli al naso. 2: la vendetta. | il blog della SCI

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