La Noce…… moscata

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

di Gianfranco Scorrano

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Noce moscata

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                                        Noce moscata aperta (il seme; il rosso è una spezia, il macis)

La noce moscata è il frutto dell’albero Myristica Fragans , una pianta di 15-20 metri di altezza che vive in climi tropicali: il frutto è simile a una albicocca e quando maturo si apre per mettere in evidenza il seme (la noce moscata) coperto da macis rosso, che viene separato e seccato: a questo punto si rompe il guscio del seme e si recupera la noce. Questa può essere tritata oppure venduta intera e grattugiata al momento di trattarla nel piatto a cui si pensa di aggiungerlo (torte, gelati, carne, etc).

L’uso della noce moscata risale al secolo 11 quando veniva importata in Europa dagli arabi passando per Venezia. Non si sapeva da dove veniva né dove fosse l’isola Run dove nascevano le alte piante che avevano le noci moscate come frutto. Solo nel 1511 un’esploratore Portoghese scopri che l’isola di Run faceva parte delle isole della attuale Indonesia ed i portoghesi conquistarono il monopolio della noce moscata per circa 150 anni. In questo periodo vi furono grosse battaglie tra l’inglese East India Company e l’olandese Dutch East India Company per il possesso delle isole indonesiane, concluse con vari trattati di pace, tra cui citiamo quello del 1664 che si concluse con il seguente accordo: gli olandesi mantennero il controllo dell’isola Run e delle altre isole Banda mentre cedettero agli inglesi la proprietà della lontana, e poco utile, colonia New Amsterdam.

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Gli inglesi immediatamente rinominarono il nuovo possedimento New York : la maggioranza delle colonie della America del nord erano inglesi e così la lingua, il sistema legale, il linguaggio furono tutti derivati per quella parte del mondo dalla cultura inglese. E tutto ciò avvenne per le guerre delle noci.

Gli olandesi mantennero il monopolio della noce moscata per altri 150 anni finchè nel 1817 gli inglesi guadagnarono il controllo della isola Banda Besar e delle altre isole Banda e provvidero a trapiantare i semi della noce moscata a Ceylon, Grenada, Singapore e altre colonie inglesi. Questo ovviamente distrusse il monopolio delle isole Banda : anche il prezzo della noce moscata divenne più accessibile. Nei tempi moderni il paese che più ne produce è Grenada che nella sua bandiera riporta, a sinistra lo schema di una noce moscata appena aperta.

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Nei tempi moderni la noce moscata è usata come additivo di cibi: in piccole quantità, grattata al momento, viene addizionata sia a paste con ripieni di carne (tortellini, ravioli…) che per insaporire carni, patate e uova e anche punch e vin brulé.

Figura 1- Miristicina

Dal punto di vista chimico, l’olio ottenuto per spremitura della noce moscata contiene, in piccola quantità, la miristicina (contenuta anche in quantità minori in spezie come l’aneto e il prezzemolo): è un anticolinergico. Sopprime cioè l’azione del neurotrasmettitore acetilcolina, prevenendo così l’eccitazione dei nervi, in particolare quelli che controllano i movimenti dei muscoli presenti nell’intestino, nel tratto urinario, nei polmoni e in altre parti del corpo. Se questi muscoli non funzionano, si può arrivare a disordini come gastriti, diarrea, cistiti, asma, bronchiti, etc.

E’ questa la ragione delle raccomandazioni nella medicina popolare per l’olio della noce moscata per curare nausea, indigestione e anche mal di denti. Naturalmente nessuno di questi rimedi ha trovato una conferma medicale, tuttavia l’olio di noce moscata è usato in qualche sciroppo per la tosse, in qualche bibita (per esempio Coca Cola) e in dolcetti.

Il secondo composto che si può isolare dall’olio di noce moscata è l’elemicina: se si consumano i due composti insieme, diventano più potenti dei singoli composti assunti separatamente.

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Figura 2-Elemicina

La elimicina è stata usata come precursore per sintetizzare la mescalina mentre la miristicina è il precursore tradizionale per preparare la droga psichedelica MMDA (3-metossi-4,5-metilendiossi-amfetamina).

Ci sono note che suggeriscono che nel corpo la miristicina può essere trasformata in MMDA, ma non è ancora confermato.

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Figura 3- MMDA

Fortunatamente, quando la noce moscata viene usata per cucinare la quantità di ingredienti psicoattivi è troppo piccola per avere alcun effetto su chi la usa. Tuttavia, per illustrare il concetto che “è la dose che fa il veleno”, alte dosi (almeno due noci moscate) dopo almeno due ore dalla somministrazione producono allucinazioni, distorsioni visuali, paranoia, con persone che provocano stati di eccitazione, nausea e perdita di memoria. E questi effetti possono durare parecchi giorni.

One thought on “La Noce…… moscata

  1. Il nome della noce moscata non ha a che fare con le mosche, ma con la città di Mascate, capitale dell’Oman, luogo dove avvenne la prima commercializzazione verso l’Europa della noce che era prodotta altrove, come spiegato nel testo.

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