Un uomo solo in mezzo all’Oceano

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Giorgio Nebbia

Mentre state leggendo c’è, in mezzo all’Oceano Pacifico, un uomo solo su un
aereo che vola utilizzando soltanto l’energia solare. E’ partito lunedì 29
giugno mattina alle 4, col buio, e sta percorrendo gli 8300 chilometri che
separano la base di partenza a Nagoya, in Giappone, dall’aeroporto di arrivo
nelle isole Hawaii. Per il pilota, André Borschberg, è l’ottava tappa del
giro del mondo sull’aereo Solar Impulse 2, un volo senza carburante iniziato
a Dubai e che finirà a Dubai. Questa è la tappa più lunga e difficile: il
pilota volerà per 120 ore, cinque giorni e cinque notti, dormendo 40 minuti
al giorno in due turni di venti minuti ciascuno. Da solo. Sarebbe facile
ricordare l’ingenuo entusiasmo del Parini (ricordate: “Quando Giason dal
Pelio, spinse nel mar gli abeti”, quel Giasone che aveva costruito la prima
nave di legno per affrontare le onde tempestose del mare e scoprire nuovi
paesi) per onorare il nuovo esploratore dell’ignoto, Étienne Montgolfier,
che nel 1783 per primo si sollevò nel cielo appeso ad un pallone gonfiato di
aria calda. O ricordare l’entusiasmo che accolse nel 1927 Charles Lindbergh
al suo arrivo a Parigi dopo un volo solitario di 33 ore attraverso i 5800
chilometri dell’Atlantico su un fragile aereo ad elica.

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La nuova sfida riguarda oggi la possibilità di percorrere i cieli usando
l’energia solare al posto degli inquinanti carburanti derivati dal petrolio.
L’energia solare ha l’inconveniente di avere una bassa densità, sufficiente
per coltivare frumento nei campi e per coprire di foglie gli alberi, ma
troppo poca rispetto al fabbisogno energetico delle macchine umane abituate
al carbone o al petrolio. In termini di elettricità un metro quadrato di
pannelli fotovoltaici fornisce, in un giorno d’estate, al massimo circa 1
chilowattora di elettricità e niente di notte e quasi niente quando il cielo
è coperto.

All’impresa di costruire un aereo capace di fare il giro del mondo soltanto
con l’energia solare si è dedicato l’ultimo, in ordine di tempo, dei
Piccard, una famiglia di pionieri del volo e delle esplorazioni oceaniche.
Nel 1932 August Piccard (1884-1962) ha stabilito il primato di altezza
(17.000 metri) a bordo di un pallone aerostatico; il figlio Jacques Piccard
(1922-2008) nel 1953 ha costruito, in collaborazione con i cantieri
italiani, il batiscafo “Trieste”, un sottomarino abitato che nel 1960 ha
stabilito il primato di profondità raggiungendo 11.000 metri nella fossa
delle Marianne, nel Pacifico, il punto più profondo degli oceani. Bertrand
Piccard, figlio di Jacques, dopo aver effettuato nel 1999 il giro del mondo
in pallone senza scalo, si è dedicato alla costruzione di aerei alimentati
con l’energia solare, capaci di volare sia di giorno sia di notte.

L’aereo Solar Impulse 2 è il risultato di molte innovazioni
tecnico-scientifiche: si tratta infatti di un aereo molto leggero, circa
2300 chilogrammi, più o meno il peso di una auto di grossa cilindrata, con
sottili ali lunghe 72 metri e aventi una superficie di circa 270 metri
quadrati, ricoperta di 17.000 speciali celle fotovoltaiche capaci di
produrre circa 350 chilowattore di elettricità solare al giorno. Di giorno
tali celle azionano quattro motori a elica elettrici, appesi sotto le ali,
della potenza di circa 13 chilowatt ciascuno, più o meno quella di una
grossa motocicletta. Per poter volare di notte, quando è assente la
radiazione solare, una parte dell’elettricità prodotta di giorno dalle celle
fotovoltaiche viene accumulata in quattro batterie a ioni di litio con
elettrolita di speciali polimeri, del peso di 630 chilogrammi con una
capacità di circa 150 chilowattore, in grado di erogare una potenza di 15
chilowatt, che fanno funzionare di notte i motori dell’aereo.

Nei voli lunghi, come quello adesso in corso, l’aereo vola a 9000 metri di
altezza di giorno, per catturare la massima quantità di energia solare, e a
circa 2000 metri di altezza di notte, ad una velocità variabile fra 50 e 100
chilometri all’ora. Per il velivolo sono stati utilizzati nuovi materiali da
costruzione in fibre di carbonio capaci di alta resistenza meccanica con il
minimo peso e sono stati risolti problemi di aerodinamica.

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Con questo volo si stanno aprendo nuove strade le cui ricadute avranno
effetti tecnici, economici e ambientali, sulla strada della liberazione dai
combustibili fossili e dalla crescente emissione di gas responsabili dei
mutamenti climatici.

http://info.solarimpulse.com/en/our-adventure/solar-impulse-2/#.VZN2pqap97Z

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