Dalle bolle alle…… balle

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Claudio Della Volpe

I grandi giornali nazionali rapppresentano una sorgente inesauribile dello sciocchezzaio scientifico, stampi e riflessi contemporaneamente della incultura scientifica (ahimè ben comune nel paese con meno laureati d’Europa) che da una parte spettacolarizza e dall’altra mortifica ogni scoperta.

Su queste pagine ho più volte citato articoli degni dell’avanspettacolo e nemmeno stavolta verremo meno al massimo livello di divertimento.

Sentite qua.

Il giornale è LaStampa del 20 luglio 2015, l’autore il vice direttore, Vittorio Sabadin; mica un povero free-lance imberbe.

(http://www.lastampa.it/2015/04/17/societa/mistero-risolto-le-dita-scrocchiano-grazie-alle-bolle-nelle-nocche-nNdMWO9Hhj30rbW0YSnLIJ/pagina.html)

Il tono dell’articolo è tra il serio e il faceto, ma il lavoro originale è di fatto ottima ricerca.

Kawchuk GN, Fryer J, Jaremko JL, Zeng H, Rowe L, Thompson R (2015) Real-Time Visualization of Joint Cavitation.

PLoS ONE 10(4): e0119470. doi:10.1371/journal.pone.0119470

scaricamento gratuito (http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0119470).

balle1

Vi siete mai scrocchiati le dita? Da dove viene quel rumore così tipico?

L’autore dell’articolo su PLOSOne ha risolto usando la risonanza magnetica una querelle su questo fenomeno in auge da decenni. che si crede possa dare risposta anche ad altri interrogativi sulle articolazioni umane e le loro malattie; il rumore viene dalla distruzione di bolle di gas o dalla loro formazione? Sembra una domanda da IgNobel, ma non lo è; capire questa cosa può aiutare a capire come funzionano le articolazioni; secondo l’articolo il rumore viene dalla espansione veloce di microbolle di gas sciolte nel liquido sinoviale; dall’immagine potete vedere che le articolazioni si estendono e creano una zona di depressione in modo molto veloce; questa espansione veloce genera una trazione sul liquido, come avviene nella cavitazione sulla faccia “posteriore” delle eliche per esempio, (che spiega perchè l’ossidazione sia maggiore su di essa che sulla faccia opposta). In questo caso l’espansione si trasforma in uno schiocco sonoro.

Questo tipo di fenomeno è stato studiato nel passato e c’è un bel libro dedicato editato da Attila Imre, un collega magiaro che ho avuto il piacere di conoscere anni fa (Liquids under negative pressure, Nato Science Series 84, 2002)); la trazione genera un campo di pressioni negative IN ASSOLUTO; le pressioni negative, come le temperature negative, ed altre grandezze intensive negative in modo assoluto (tensione superficiale, potenziale elettrico, potenziale chimico, etc) sono un argomento molto stimolante (prometto che ci farò un post serio nel futuro). balle2

Fra l’altro uno schiocco analogo ha dato filo da torcere all’esercito americano perchè è prodotto, a scopo di caccia, da alcuni invertebrati marini (gamberi pistolero, Alpheus heterochaelis) che disturbano in questo modo la ricerca dei sommergibili nemici. Ma nulla di tutto ciò entra nel racconto della Stampa.

balle3

Nella prima parte del breve articoletto Sabadin, dopo aver fatto la storia della ricerca, si attiene ai risultati del lavoro originale:

balle4

Ma come potete leggere nella seconda si lancia in un volo pindarico eccezionale: le bolle sarebbero formate da idrogeno e ossigeno che si combinano e tornano nel loro stato precedente dopo che il dito è stato scrocchiato, una interpretazione elettrochimica del tutto campata in aria e di cui ovviamente non vi è alcuna traccia nel lavoro originale. Il fenomeno sarebbe forse dovuto alla elettrolisi dell’acqua? e alla sua riformazione? E come si genererebbe idrogeno e scomparirebbe nel volgere di un secondo? Una cosa mai udita da orecchie chimiche, perlomeno umane. Ovviamente il lavoro originale non parla affatto di ossigeno o idrogeno ma di vapori e aria e la frazione gassosa che si può formare dal liquido sinoviale non può che contenere o i gas dell’aria o vapor d’acqua. Fenomeni elettrochimici nelle articolazioni scrocchianti non rientrano nel novero del plausibile e idrogeno gassoso non ce n’è AFFATTO nella bolla.

Ma non basta; il tocco di classe del vicedirettore Sabadin, che non a caso ha vinto il premio Igor Man assegnato dal suo giornale ai migliori giornalisti, è alla fine, come un colpo di coda: la tribonucleazione dei piatti di vetro nel lavello.

balle5

Ora cosa intende Sabadin con questa frase? Ci ho perso parecchio tempo.

Prima di tutto c’è una questione di linguaggio: la tribonucleazione è il fenomeno per cui in un liquido o in una fase sovrassatura l’attrito fra superfici o fra superfici e liquido può generare dei microcambiamenti di fase, cioè la formazione di microbolle, un pò come il perlage dello champagne, ma su una scala e con un meccanismo diversi; come può riferirsi la tribonucleazione non al liquido mai ai piatti di vetro? E’ la fase gassosa che tribonuclea, non il vetro.

E cosa questo c’entri con l’adesione fra due superfici bagnabili come il vetro dovuta ad un film liquido, uno dei classici fenomeni che si tirano in ballo per introdurre il concetto di adesione sfruttando la elevata curvatura del film lungo la direzione perpendicolare alle lastre, dio solo lo sa; o Sabadin forse. La tribonucleazione qui non c’entra. Una confusione non banale di concetti e di fenomeni.

La domanda seria è: ma come ci si può fidare di un giornale dopo aver letto una cosa del genere scritta peraltro da uno dei più brillanti giornalisti della testata?

Noi conosciamo la chimica e capiamo la “vongola”, ma quante altre “vongole” di politica od economia ci saranno di cui non siamo capaci di accorgerci? Consigliamo a La Stampa di assumere un team di giovani laureati che diano una mano al settore scientifico, che di fatto non è nuovo a cadute di stile di questo tipo; per esempio per lunga pezza La Stampa ha lanciato l’allarme glaciazione (http://www.climalteranti.it/tag/la-stampa/); riconosciamo che probabilmente il miglior contributo attuale viene da Luca Mercalli che ogni tanto interviene(http://www.lastampa.it/cultura/opinioni/secondo-me), ma è ancora troppo poco; che dire?

Dalle bolle alle…balle.

Il presente commento è stato spedito al giornale e all’autore e qualunque risposta sarà qui ospitata.

Egregio Direttore,
le scrivo  per informare lei e il vicedirettore Sabadin che nel commento a firma di Sabadin stesso comparso su La stampa del 20 luglio sulle bolle che si formano nelle articolazioni umane e sui risultati pubblicati a riguardo su PlosOne sono scritte molte cose del tutto inesatte; sul blog della Società Chimica Italiana è comparso un mio contro commento fortemente critico sulle …..inesattezze scritte a riguardo dal Sabadin che si è ahimè inventato di sana pianta una interpretazione chimica del fenomeno mai pensata da mente umana e tantomeno dall’autore dell’articolo originale; il testo compare qui:
https://ilblogdellasci.wordpress.com/2015/07/23/dalle-bolle-alle-balle/
Come si può credere ad un giornale che consente di scrivere delle cose simili non so; dato che stimo lei ed altri che scrivono sulla Stampa come Luca Mercalli mi sento in dovere di renderle nota la cosa;
forse qualcosa si potrebbe fare per evitare figuracce ad una delle più antiche e famose testate nazionali.
Distinti saluti

************************************************************************

Claudio Della Volpe- Università of Trento

3 thoughts on “Dalle bolle alle…… balle

  1. La Repubblica non è da meno. Lo strafalcione più comune è la formula Co2 spacciata per Anidride Carbonica. Ho proposto al direttore Ezio Mauro una supervisione gratuita degli articoli a contenuto scientifico in tempo reale prima della pubblicazione. Non ho ricevuto risposta. Ho sempre scritto ai giornalisti autori degli strafalcioni ma, raramente mi hanno risposto. Ormai sono rassegnato, non contesto più. Il 2 scritto grande invece che piccolo, come indice in basso, purtroppo compare a volte anche in questo blog. Eppure programmi di video scrittura, con caratteri scientifici, sono da tempo alla portata di tutti.
    Bruno Fontani

  2. Caro Fontani se trova errori del genere sul blog lo faccia notare che correggo subito; a volte scappa, ma ammetterà che c’è un po’ di differenza fra l’errore di scrittura involontario e l’errore sistematico o l’invenzione; uno dei motivi per cui sul blog può apparire una imprecisione del genere è che worpdress non è fatto per scrivere formule chimiche e quindi devo fare tutto il lavoro di revisione fuori del programma il che è duretto perchè sono anche di fatto l’unico che entra nel meccanismo di pubblicazione e ho anche il mio lavoro da fare; comunque ripeto lo faccia notare io ho sempre corretto gli errori quando me li hanno segnalati; a volte come nel caso del logaritmo/algoritmo su L’espresso abbiamo avuto fortuna; spero in bene anche adesso.

  3. A proposito di articolazioni, depressione e gas che si liberano da liquidi, sarebbe interessante saperne qualcosa da chi si occupa d’immersioni subacquee respirando differenti tipi di miscele in relazione alla profondità da raggiungere. So che proprio le articolazioni dei sub e dei palombari sono tra i punti critici che possono subire danni invalidanti che sono caratteristici di questa professione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...