Futuro e chimica.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Luigi Campanella, ex Presidente SCI

Ho letto con interesse un pezzo di Nicola Bruno dedicato al ns futuro. Secondo l’autore. il futuro non è un evento inaspettato, che un giorno arriverà all’improvviso e ci sorprenderà. Il futuro è fatto di tanti segnali che stanno già entrando dentro di noi e ci stanno già trasformando.

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La definizione è arrivata da Keiichi Matsuda, artista e regista che da anni indaga il tema della realtà aumentata (o hyper-reality).

Matsuda ci ha dato un assaggio con i suoi fantastici video che fanno comprendere alla perfezione come l’hyperself sia prolungamento del nostro sé con altri mezzi. Una estensione che comporta molte perdite, ma anche un potenziamento che mette i brividi.Al panopticon che tutto prevede l’autore preferisce il non-opticon: nessuno sa mai se è osservato o no, da chi, quando e per cosa.

Questa condizione rinforza l’autocensura.

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https://vimeo.com/72695667

Con il futuro benvenuti nell’era della Publy-cy (altro bel neologismo,una crasi di Public+Privacy): il pubblico e privato si fondono in una nuova dimensione in cui bisognerà rinegoziare di continuo quali informazioni vogliamo condividere e quali no.

Gli schermi sono sempre più dispositivi di comunicazione, proiezione, memoria. Anche per questo motivo, nei prossimi 10 anni-con buona pace delle opposizioni reale vs. virtuale-la dimensione materiale diventerà sempre più centrale.

 

Il futuro sarà anche l’era dell’internet delle cose, in cui i dispositivi tecnologici perderanno del tutto la loro identità fisica: la tecnologia sarà costretta a diventare sempre più assente e invisibile. Senza forma, appunto. E questa è una sfida non da poco per i designer.

La fiducia diventerà il prossimo tema caldo in materia economica. Proprio per questo nei prossimi anni avremo bisogno di crypto-designer in grado di progettare sistemi valutari liquidi, estremamente ramificati e al tempo stesso con altissimi livelli di sicurezza.Anche qui si tratta di fare un salto dal designer come ideatore di prodotti o di interfacce utente, a uno in grado di manipolare i dati per produrre non solo visualizzazioni, ma anche esperienze.

Nei prossimi dieci anni andremo oltre il dibattito uomo vs. macchine.Quando lo capiremo meglio, il boom dei robot diventerà inarrestabile. E questa rivoluzione ci porterà anche a dover scrivere una nuova etica per l’era dei robot.

Il 1900 è stato il secolo dell’elettricità. Il nuovo millennio sarà quello della fotonica,sottolineando il ruolo cruciale che la luce sta assumendo nelle nostre vite,non solo nel design, ma anche nell’intrattenimento, la medicina, le telecomunicazioni.

 

Il futuro dovrà cercare anche di più inclusivo e più uguale se vogliamo evitare che diventi un campo di battaglia nelle forme di protesta e disobbedienza civile.

Cosa si può dire per la nostra disciplina rispetto al futuro come evento inaspettato. A distanza di mezzo secolo dal trionfo di Natta dobbiamo porci  delle domande ,la prima delle quali non può che essere perché nessun altro italiano da allora ha raggiunto gli stessi luminosi traguardi?

Un’altra : la chimica conserva la sua capacità di innovazione,ovvero di produrre nuove idee e nuovi oggetti?

Una terza: prepariamo i giovani rispetto al futuro inaspettato-e quindi anche possibilmente privo di preavvisi- della chimica?

Ha scritto John W. Moore, direttore sia del Journal of Chemical Education sia dell’Institute for Chemical Education presso la University of Wisconsin, ove è anche W. T. Lippincott Professor of Chemistry– che il futuro ci riservi “nuova chimica”.

newchemistry

Anche se oggi è difficile individuare, ammesso che ci siano, quei minuscoli dettagli attraverso cui potrebbe passare la rivoluzione che rimodellerà la chimica. Quello che si può fare  è indicare ,i challenging problems, i problemi che più sfidano i chimici.

E discutere i mutamenti concettuali – o, persino epistemologici – che possono portare i chimici a vedere il mondo con nuovi occhali.

Il blog della SCI in fondo cerca di contribuire allo sviluppo di questo processo che è al tempo stesso scientifico-tecnico,sociale ed economico

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