Professore di scienze e matematica cercasi

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Claudio Della Volpe

E’ di poche ore fa la notizia che i 267 abitanti dell’isoletta di Tristan da Cunha, nel mezzo dell’Atlantico del Sud ad almeno 2816 chilometri dalla città più vicina e in effetti ad almeno una settimana di viaggio da qualunque altro posto cercano un professore o una professoressa per i loro 23 studenti. La città capitale si chiama Edinburgo dei settemari e il clima è molto piovoso oltre che essere tipico dell’emisfero Sud; adesso si va verso l’estate.

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Un’occasione per insegnare in una comunità unica e fare una reale differenza per la nostra scuola”, recita l’annuncio. “Il viaggio sarà epico e sarete accolti da una comunità amichevole. Richieste eccellenti capacità relazionali e apertura all’avventura, che vi aiuteranno a integrarvi e adattarvi a vivere in un luogo così remoto“.( http://www.tristandc.com/)

In effetti come al solito le notizie dei giornali sono molto semplificate; la cosa è più complessa.

Nel sito dell’isola si cercano 5-6 persone, un primary teacher, quindi un insegnante della scuola elementare (o una coppia) con un contratto biennale e 2-5 insegnanti GCSE ossia per la scuola secondaria per insegnare, per intervalli più brevi (3-6 mesi), scienze, matematica, geografia e inglese.

Gli interessati possono leggere il testo completo dell’offerta su http://www.tristandc.com/jobs.php.

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Perchè commento questa notizia? Beh a parte che mi ha incuriosito c’è un’ottima ragione; Primo Levi fu affascinato dall’isola e scrisse uno dei racconti del Sistema Periodico ambientandolo nell’Isola della Desolazione; il racconto è “Mercurio”, uno dei due racconti inclusi nel Sistema periodico scritti prima della seconda guerrra mondiale. E un racconto fantastico sulle vicissitudini del caporale Daniel K. Abrahams che viene mandato con la moglie Maggie e una guarnigione in un’isola  oceanica «Desolazione», dove viene scoperto il mercurio. E’ ambientato nella prima metà del XIX secolo.

Nel Sistema periodico più o meno tutti i capitoli  riguardano situazioni di vita quotidiana o di lavoro nelle quali allo scrittore è capitato di dover avere a che fare con un determinato elemento, che appunto dà nome al capitolo. Ci sono solo tre casi in cui non è così, ed in due di questi (piombo e mercurio) Levi ci fa subito capire la differenza, stampando questi racconti in un carattere diverso da tutto il resto del libro, usando una tecnica molto in voga oggi e di cui Levi è stato un antesignano.

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dalla mia copia personale dell’edizione Repubblica L’espresso delle opere complete di Levi(2 vol pag 822); l’immagine è volutamente sfocata e serve a mostrare il carattere italico diverso dal corsivo normale degli altri capitoli, oltre che il disegno dell’isola Desolazione

 

Levi non precisa mai la corrispondenza fra l’isola immaginaria e Tristan da Cunha ma la storia che racconta ha una quantità di appigli con la effettiva storia dell’isola atlantica e nonostante esista un’altra isola con questo effettivo nome nelle Shetland del Sud (in Antartide) ci sono pochi dubbi che “Mercurio” faccia riferimento a Tristan. Il primo appiglio è la posizione geografica, 1200 miglia a sudovest di S. Elena e la scelta si restringe parecchio. La mappa disegnata di suo pugno non è tondeggiante, ma l’isola è certamente  vulcanica come effettivamente è Tristan.

Scoperta nel 1506, questa isoletta, con meno di 100km2 di superficie, fa parte di un arcipelago di varie piccole isole, ancora più remote, su una sola delle quali, Gough, esiste un’altra ancora più piccola comunità, una stazione meteorologica sudafricana (6 persone). L’isola è stata anche abbandonata a causa di una eruzione nel 1961; ma quando l’eruzione terminò, nel 1963 gli abitanti vollero tornare a casa loro, soprattutto perchè erano stati sbalorditi dalla violenza esistente nel resto del mondo.

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Perchè Levi si interessò a questa comunità quasi unica? Dalle notizie che si possono trovare (https://it.wikipedia.org/wiki/Tristan_da_Cunha) la cosa è forse comprensibile. In effetti l’Italia ha a che fare con Tristan da Cunha; il primo ad abitarvi stabilmente nel 1811 fu un pirata americano Johnatan Lambert insieme a due compagni uno americano ed uno di Livorno, Tommaso Corri. La cosa ebbe breve durata perchè pochi anni dopo , quando gli inglesi occuparono l’isola soprattutto per evitare che potesse funzionare da base francese per la liberazione di Napoleone detenuta nella “vicina” S. Elena (solo 2430 chilometri di oceano) trovarono solo Corri e con la scusa che non sapeva spiegare cosa fosse successo agli altri due lo arrestarono ed annessero l’isola.

Dopo qualche anno nel 1892 sul brigantino Italia, che trasportava carbone dalla Scozia a Città del Capo, divampò un incendio per autocombustione in pieno Atlantico. Il suo comandante, Rolando Perasso, riuscì a governarlo in un viaggio durato sei giorni fino a farlo arenare sui fondali dell’isola di Tristan, unico approdo possibile in mezzo all’oceano, il 3 ottobre 1892. Tutto l’equipaggio della nave si salvò, e dopo il fortunoso sbarco gli uomini furono ospitati dagli abitanti di Edinburgh. Tre dei sopravvissuti (i camogliesi Gaetano Lavarello e Andrea Repetto, più il marchigiano Nazzareno Marcianesi detto “Ancona”) decisero di rimanere sull’isola. Marcianesi dopo quattro anni lasciò i compagni e si trasferì a Città del Capo. I due camogliesi rimasero per sempre, ebbero numerosi figli, e i loro cognomi sono ancora oggi presenti a Tristan.

Probabilmente l’interesse di Levi discendeva dalle condizioni particolarissime di vita dell’isola che è dotata di uno statuto particolare. Il denaro è poco usato nell’isola, i prodotti sono divisi fra tutti gli abitanti in base a criteri non economici, ma di solidarietà, non esistono ladri, si vive come una volta nelle nostre campagne, con le porte aperte (http://www.doppiozero.com/materiali/cartoline-da/tristan-da-cunha-fuori-dal-mondo   questo post di Adriano Valerio è assolutamente magnfico!).

Il 28 novembre 1815 sbarcarono sull’isola 38 militari, sette civili, 10 donne e 12 bambini che costruirono degli edifici sullo stesso posto dove ora sorge il villaggio. Il 5 maggio 1817 la nave inglese Conqueror riportò in Gran Bretagna quasi tutti gli abitanti sull’isola, tranne William Glass, sua moglie (che si possono considerare i fondatori della comunità isolana) e due scalpellini che rimasero sull’isola fino al 1819 e al 1822.

Nel 1826 William Glass chiese al Duca di Glouchester di portare sull’isola delle donne per i suoi compagni scapoli (tra cui il sessantaquattrenne Thomas Swain che disse che avrebbe sposato la prima donna che avrebbe messo piede sull´isola), l’anno seguente l’impegno fu mantenuto grazie ad alcune donne di colore di Sant’Elena e del Sud Africa tra cui una grassa quarantenne nera che si sposò con Swain: dalla loro unione nacquero diversi bambini. (da Wikipedia)

Questi due episodi sono riportati di fatto nel racconto di Levi ovviamente con elementi più fiabeschi; il mercurio è un elemento importante perchè, prodotto in quantità notevole da una eruzione (Levi sapeva del fatto che l’isola era un vulcano attivo) costituisce sia il materiale il cui scambio permette l’arrivo nell’isola di alcune donne che bilancino la popolazione dell’isola della Desolazione che l’occasione di rottura del legame matrimoniale fra i primi due abitanti dell’isola.

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In fondo il mercurio è liquido e quindi gli scambi e le rotture sono certamente più facili sotto il suo influsso!

Tristan mi affascina perchè è una comunità che può facilmente rappresentare tutto il nostro pianeta; un’isola tonda, isolata, delicata e difficile da vivere ma splendida e che attira i suoi abitanti irresistibilmente; ma riusciranno a rimanervi in modo stabile nonostante le difficoltà? C’è una differenza importante fra Tristan da Cunha e la Terra; gli abitanti di Tristan possono sempre andar via se succede qualcosa, ci starebbero male, ma possono farlo; noi no, noi abbiamo solo la nostra isola cosmica e dobbiamo trattarla bene, meglio di quanto abbiamo fatto finora. Non abbiamo un “outside”, sia pur più brutto e violento, dove fuggire.

Voi che ne dite?

Si veda anche:

http://digilander.libero.it/fratbigio/Riviste/focus_tristan_da_cunha.pdf

https://it.wikivoyage.org/wiki/Sant’Elena,_Ascensione_e_Tristan_da_Cunha

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