Attinio, con rimpianto.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

Continuiamo la serie di post sugli elementi con il medesimo numero atomico dell’età di chi ne parla, da un’idea di Gianfranco Scorrano.

a cura di Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

nebbiaSono proprio sfortunato; l’elemento che mi tocca per i miei 89 anni non solo è quasi insignificante, ma è anche dotato di sgradevolissime proprietà.

L’attinio avrà pure un nome accattivante e luminoso, quello di “raggio”, ma è quanto di peggio si possa pensare; per la sua elevata radioattività è nocivo quasi quanto il plutonio. L’attinio abita nel Viale degli attinidi al numero 89, in una grande villa insieme a 30 fratelli che però non stanno mai a casa perché muoiono pochi giorni o ore dopo la nascita. Di questa numerosa famiglia in natura si trovano due isotopi quello 227 e quello 228. L’attinio-227 si forma per decadimento dell’uranio-235; si trova nella pechblenda in concentrazione di pochi decimi di milligrammi per tonnellata, ha un tempo di dimezzamento di poco più di venti anni e decade a torio-227con emissione di radiazioni beta.

L’attinio-228 si forma per decadimento del torio-232 nei cui minerali si trova in concentrazione di pochi nanogrammi per tonnellata, ha un tempo di dimezzamento di circa 6 ore e quindi in natura si ha a che fare sostanzialmente soltanto con l’attinio-227.

Gli altri 28 isotopi dell’attinio sono tutti artificiali.

L’attinio è stato isolato dalla pechblenda dal chimico francese André-Louis Debierne (1874-1949), amico e collaboratore dei coniugi Curie, lavorando sulla pechblenda da cui i Curie avevano estratto il polonio e il radio. Nel cercare di isolare le terre rare presenti si è imbattuto in questo nuovo elemento che ha descritto nel 1899 e chiamato “attinio”.

Debierne

André-Louis Debierne (1874-1949)

In Germania, contemporaneamente e indipendentemente, il chimico Friedrich Oskar (talvolta indicato erroneamente come Otto) Giesel (1852-1927) nel 1902 ha isolato lo stesso elemento 89 che chiamò “emanio”, non sapendo che era già stato descritto da Debierne; è stato poi ufficializzato il nome dato dal primo scopritore. Era l’età dell’oro della radioattività, quel decennio fra il 1895 e il 1905 in cui si sono aperte le porte della conoscenza della struttura intima della materia.

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Friedrich Oskar  Giesel

L’attinio è un metallo di aspetto argenteo, del peso specifico di circa 10 g/cm3, con punto di fusione di 1050°C, trivalente con comportamento chimico simile a quello del lantanio che lo precede nello stesso gruppo. Si conoscono dei derivati come l’ossido o il fluoruro di attinio.

Dal punto di vista pratico l’attinio non serve quasi a niente, se si eccettua qualche applicazione come fonte di neutroni; ne è stato proposto l’uso come generatore termoelettrico.

Di qualche interesse commerciale l’attinio-225, ottenuto artificialmente dal torio-229 (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15763472 (2005);

http://researchdirect.uws.edu.au/islandora/object/uws%3A72/datastream/PDF/view (2007);

http://www.osti.gov/scitech/servlets/purl/1032445/ (2011)).

L’attinio-225 presenta una attività di circa 59.000 curie per grammo, ha un tempo di dimezzamento di circa 10 giorni e viene impiegato in radioterapia come emettitore di particelle alfa, in equilibrio con il bismuto-213, nella cura di tumori. La richiesta mondiale è di alcune migliaia di millicurie all’anno, maggiore della produzione che negli Stati Uniti ha luogo nell’Oak Ridge National Laboratory e in Russia è fatta dalla società Rosatom.

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Oak Ridge National Laboratory

Il suo prezzo si aggira su alcune centinaia di dollari per millicurie.

Molte utili cose sull’attinio si trovano nel documento

http://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compound/actinium#section=Radiation-Limits-a

nd-Potential

Se questa iniziativa del Blog della SCI

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2015/09/11/un-cammino-tra-gli-atomi/

fosse cominciata l’anno venturo, almeno mi sarebbe toccato il torio che è un elemento meritevole di un po’ più di riguardo.

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