Ancora sulle api: danza e odori

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

di Gianfranco Scorrano, già Presidente della SCI

apisc1

Karl von Frisch. Zoologo (Vienna 1886 – Monaco di Baviera 1982)

Ho letto recentemente l’articolo Virgilio e le api: Uno studio sulle antiche credenze sull’apicultura di B.G.Whitfield su Greece and Rome, 1956, Vol.3 pp.99-117, disponibile sul sito https://www.jstor.org/stable/641360?seq=8#page_scan_tab_contents

in cui si discutono molti degli autori che hanno scritto sulle api: Aristotile (Historia Animalia), Teofrasto, Eliano, Plinio, Columella, Virgilio (Georgiche) tra gli altri. Naturalmente vi è poco di scientifico nei loro studi, però ad esempio viene citato che, credenza comune, l’ape di riferimento era considerata il re (non la regina) dell’alveare. Viene anche notato da Aristotele qualcosa di simile a quanto molto più avanti sarà discusso da von Frisch: “le api stanno di regola dentro l’arnia; quando escono, si innalzano nell’aria ruotando in circolo in un tipo di esercizio ginnastico; quando finiscono, rientrano nell’arnia e si cibano in maniera vorace del miele”. http://classics.mit.edu/Aristotle/history_anim.mb.txt cap.40

Allora vediamo chi era Karl von Frisch. Zoologo austriaco (Vienna 1886 – Monaco di Baviera 1982), professore nelle università di Rostock, Breslavia, Graz e Monaco di Baviera. I suoi studî più importanti si sono rivolti all’indagine della fisiologia sensoriale dei pesci e delle api. Ha compiuto esperimenti di grande interesse sul linguaggio, il riconoscimento dei colori e l’orientamento nelle api. Per tali fondamentali ricerche ha ottenuto nel 1973, insieme a K. Lorenz e a N. Tinbergen, il premio Nobel per la fisiologia. Ha pubblicato: Aus dem Leben der Bienen (1927, trad. it. 1951), sulla vita delle api; Bienenfibel (1954), sul linguaggio delle api; Tanzsprache und Orientierung der Bienen (1965), orientazione delle api e linguaggio della danza. apisc2

Esaminiamo quest’ultimo passaggio seguendo in particolare quanto descritto dallo stesso Frisch nella conferenza di accettazione del Nobel. http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/medicine/laureates/1973/frisch-lecture.pdf

Secondo Frisch l’ape, al ritorno da una fruttifera spedizione verso i fiori, ha a disposizione due tipi di movimento: uno circolare e l’altro a otto, con uno scuotimento dell’addome, usati rispettivamente per suggerire una distanza dall’arnia piccola (50 metri) o più grande (150 e più) rispettivamente.

Tali movimenti vengono realizzati all’interno dell’arnia: dobbiamo ricordarci che nell’arnia le api sono molto ammassate, raggiungendo spesso numeri di 10-30000. Possiamo vedere una rappresentazione di uno di questi movimenti così come avvengono nell’arnia:

L’elevata densità di api mal si concilia con la possibilità che il semplice movimento dell’addome dell’ape messaggera si possa trasmettere all’insieme delle api dell’arnia.apisc3

Peggio ancora se si vuole prendere per riferimento anche l’ulteriore passaggio proposto da von Frisch: l’ape si orienta prendendo come riferimento l’arnia e il sole e l’arnia e il campo di raccolta proposto: descrive quindi, nella sua dimostrazione attraverso lo scuotimento dell’addome, quale è l’angolo tra le due direzioni, oltre alla distanza dall’arnia al campo attraverso l’intensità dello scuotimento. Naturalmente l’angolo varia con l’ora della giornata…..

apisc4

L’insieme della “danza” è chiaramente un segnale per le altre api dell’esistenza di un campo contenente fiori. Però mi sembra esagerato chiamare questo un linguaggio delle api. Qual è la grammatica e la sintassi? Sorprendente è anche l’affermazione che le api http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/medicine/laureates/1973/frisch-lecture.pdf per orientarsi percepiscono anche la luce polarizzata e utilizzano per orientarsi anche il campo magnetico terrestre. A me sembra impossibile che tali animali (vi ricordo che le operaie sono lunghe 12-13 millimetri!) abbiano tutte queste percezioni. In effetti anche von Frisch cita tra gli altri dissidenti il prof. Werner, il quale combattè una lunga battaglia http://www.beesource.com/point-of-view/adrian-wenner/ cercando di dimostrare come le api fossero guidate dall’odore.

Piuttosto, un lavoro un po’ più recente di Corinna Thom e collaboratori, dal titolo “The Scent of the Waggle Dance” ci dà un’altra prospettiva (PLoS Biol.2007 Sep. 5(9) e228): utilizzando tecniche di microestrazione in fase solida e analisi gas-cromatografica con spettrometria di massa hanno potuto rilevare che le api che danzano la danza della coda, al ritorno dall’approvvigionamento producono nell’addome e rilasciano nell’aria due alcani, il tricosano e il pentacosano, e due alcheni, Z-9-pentacosene e Z-9-tricosene tricosano

pentacosano apisc5C25H52

CH3(CH2)21CH3                 tricosano

apisc6

Z-9-tricosene

CH3(CH2)7CH==CH(CH2)14CH3       cis-9-pentacosene

Questi prodotti hanno la capacità di eccitare molti altri imenotteri. Gli autori pensano di aver dimostrato che gli odori dei prodotti su indicati possano attrarre le api attorno alla danzatrice e quindi aumentino il numero delle api che poi seguono la danzatrice verso i campi fruttiferi.

C’è forse, come accennato su wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Waggle_dance il tentativo di conciliare le due visioni “waggle dance” e odori. Le api comunque continuano nel loro massacrante lavoro.

One thought on “Ancora sulle api: danza e odori

  1. Pingback: Sulle api e gli insetti sociali in genere: collaborazione stigmergica e intelligenza collettiva | il blog della SCI

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...