In ricordo di Francesco Dondi

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Luisa Pasti, Maria Chiara Pietrogrande, Catia Contado, Maurizio Remelli, Alberto Cavazzini *

dondiFrancesco Dondi è venuto meno il 30 Ottobre 2015, all’età di 72 anni. Francesco ha dedicato la sua lunga carriera scientifica alla ricerca nel campo delle scienze delle separazioni. In particolare, Francesco si è dedicato allo sviluppo di modelli matematico-statistici per la descrizione e l’interpretazione dei processi chimico-fisici, sia nei loro aspetti cinetici che termodinamici, che sono alla base dei fenomeni separativi. Tra questi, possiamo menzionare: lo sviluppo della teoria stocastica per descrivere a livello microscopico-molecolare il processo di separazione; lo studio delle isoterme di adsorbimento; l’interpretazione di sistemi complessi multicomponente tipici dell’analisi cromatografica di miscele reali.

In questi ambiti Francesco ha assunto un ruolo di primo piano nella comunità scientifica nazionale ed internazionale coordinando progetti di ricerca nel campo delle Scienze delle Separazioni, della Chimica dell’Ambiente e della Teoria della Cromatografia; organizzando come chairman numerosi convegni nazionali ed internazionali; come membro di numerose società scientifiche e dell’editorial board di importanti riviste specializzate del settore.

Francesco Dondi ha sempre interpretato il suo ruolo di scienziato con serietà e spirito di servizio verso il mondo accademico e la società. Ha svolto con costanza e assiduità gli incarichi a lui affidati dall’Ateneo di Ferrara, tra cui ricordiamo l’incarico di Pro-Rettore per la ricerca scientifica; il ruolo di Presidente del Corso di Laurea in Chimica e Direttore del Dipartimento di Chimica; la direzione del Master in Scienza Tecnologia e Management dell’Università di Ferrara; la partecipazione come membro dei  Consigli di Amministrazione e degli organismi di assistenza agli studenti (Opera Universitaria, Azienda per il Diritto allo studio).

Negli ultimi dieci anni della sua attività accademica, il suo senso di responsabilità e di servizio lo hanno spinto a sviluppare tematiche di etica e sostenibilità per stimolare e spronare gli scienziati ad assumere un ruolo attivo nella salvaguardia del pianeta.

In questa fase, Francesco si è confrontato con colleghi in ambito nazionale ed internazionale organizzando congressi e conferenze per disseminare questi concetti nell’intera comunità. Tra le sue iniziative vogliamo solo ricordare l’organizzazione, nel 2007, del primo Forum Internazionale “Ethics and Science for the Environment” in collaborazione tra le Università di Ferrara, in particolare con l’allora Rettore prof. Patrizio Bianchi, e quella di Bayreuth soprattutto nella figura del professor Harmut Frank che ha visto la partecipazione di studiosi di numerose aree quali l’economia la filosofia, la teologia, oltre a scienziati illustri tra cui il premio Nobel 1991 per la Chimica Richard R. Ernst.

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Una delle caratteristiche di Francesco cui siamo più affezionati è la sua visione aperta e multidisciplinare degli argomenti che andava trattando e la sua capacità di comunicarli alle generazioni più giovani e ai suoi studenti per fornire alle future classi dirigenti l’educazione e gli strumenti necessari ad affrontare una società (sempre più) complessa. Questa attività, più di altre, ha fatto comprendere alle persone a lui meno vicine che Francesco era persona di grande cultura con molteplici interessi che spaziavano dalla musica alla pittura, dalla letteratura alla filosofia, ed era uomo di grande Fede che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca del significato più profondo del valore delle cose. Il suo intervento nell’ambito della sostenibilità e dell’etica non si è limitato allo sviluppo di concetti, seppure molto innovativi ed importanti, ma anche alla disseminazione concreta collaborando attivamente con le Istituzioni riguardo a temi molto discussi quali l’inquinamento dell’aria dovuto ad impianti industriali.

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http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/ecoscienza/ecoscienza2013_4/pdf4_2013/dondi_moser_es4_2013.pdf

Francesco ha avuto il coraggio di affrontare tematiche controverse e discusse nella moderna società conservando al tempo stesso il rigore e l’onestà propri dello scienziato e per questo, come sanno quelli che hanno avuto la fortuna di collaborare con lui, si è dimostrato poco incline a compromessi al punto da risultare talvolta eccessivamente rigido e decisionista. Chi lo conosce bene però sa anche come, dietro ogni sua decisione, ci fosse un lungo percorso di riflessione che non lasciava nulla al caso con la consapevolezza che prendere decisioni fà parte delle responsabilità di chi deve dirigere, anche quando queste possono essere dolorose a livello personale.

Francesco è stato amato da suoi studenti di diverse generazioni proprio per la sua generosità, la disponibilità e per il suo entusiasmo nell’insegnamento e nella ricerca.

Ai propri allievi Francesco ha insegnato la passione per il lavoro del ricercatore, il rigore metodologico, l’onestà intellettuale e il rispetto per la scienza che non deve mai trascurare il valore dell’essere umano e della società.

*alcuni degli allievi di Francesco Dondi

Nota del postmaster:

http://www.tessischool.eu/wp-content/uploads/Acqua-risorsa_sostenibile.pdf

ecoscienza Numero 4 • Anno 2013
L’UniVeRsiTà e La RiceRca
neLLa socieTà DeL Rischio

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