La chimica italiana ha lo stesso valore del Milan?

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Claudio Della Volpe

Durante il 2015 anche su C&I si è ripetutamente parlato di Versalis ed è giusto perchè Versalis è la maggiore azienda chimica italiana, il ramo chimico di ENI, che è a sua volta una multinazionale del petrolio e dell’energia in genere.

Versalis è una azienda chimica che nel 2014 aveva un capitale investito dell’ordine di 2.9 miliardi di euro ed un ricavo di circa 5.3 miliardi di euro (erano oltre 6.2 nel 2012) (dal bilancio 2014 approvato nell’aprile 2015, https://www.versalis.eni.com/irj/go/km/docs/versalis/Contenuti%20Versalis/IT/Documenti/Documentazione/Bilanci/Bilancio%202014.pdf).

Lo stesso bilancio ci informa che

Versalis gestisce la produzione e la commercializzazione di prodotti petrolchimici (intermedi, polietilene, stirenici ed elastomeri). Nella Business Unit Intermedi, l’obiettivo principale è quello di garantire l’adeguata disponibilità di monomeri a copertura delle necessità dei business a valle del processo: in particolare le olefine (etilene e butadiene) sono integrate con i business degli elastomeri e del polietilene, gli aromatici sono integrati con i business fenolo/derivati idrogenati e stirene.

Versalis è tra i principali produttori europei di polistiroli e di polietilene, il cui maggiore impiego è nell’ambito dell’imballaggio flessibile, e tra i leader mondiali di elastomeri, dove è presente in quasi tutti i principali settori (in particolare nell’industria automobilistica).”

Perchè parliamo di questo? Perchè a fine ottobre la stampa finanziaria era piena di commenti su una esclusiva di Bloomberg, un sito specializzato che riportava che Versalis è sul mercato e anche per una cifra ridicola, circa 1.1 miliardi di euro.

versalis22

http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-10-20/italy-s-eni-said-to-explore-sale-of-chemical-division-versalis

La notizia era riportata con spazio e si faceva notare che dopo qualche anno in rosso la Versalis è ora in attivo.

versalis21

http://www.ragusanews.com/articolo/57909/eni-la-chimica-di-versalis-venduta-ai-privati-di-polynt

Ovviamente la notizia ha causato domande e polemiche.

Un miliardo di euro? Così poco vale la chimica di Stato per Eni? 6.000 dipendenti e 7 stabilimenti produttivi solo in Italia e joint venture in tutto il mondo? Un miliardo di euro è la stima del Milan calcio, allora è vero che è meglio fare il giocatore che studiare chimica?

Nonostante siano passati quasi due mesi nulla sembra essere stato fatto; pochi giorni fa (vedi il Sole 24 ore- venerdì 4 dicembre) il numero uno dell’ENI Claudio Descalzi in margine di un convegno di Confindustria sulle prospettive del mercato italiano del gas ad una domanda sui rumors relativi alla possibile vendita del 70% della Versalis ad un fondo Usa (Polynt) ha detto:

«non è ancora stato fatto nulla. Stiamo discutendo con vari potenziali soggetti, ma non esiste ancora un compagno di viaggio» «Dobbiamo trovare qualcuno che investa con noi. L’alternativa è che non riusciamo a mettere i soldi per questo sviluppo. Se non ci svegliamo e investiamo, la chimica andrà ad esaurimento». Se la vendita andasse a buon fine ci sarebbero delle condizioni«Seguire il nostro piano industriale per i prossimi due anni, mantenere il contesto industriale intatto per cinque anni, non toccare le persone per tre anni, mantenere la società italiana, con nome italiano». Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo, e i segretari generali di categoria, hanno chiesto«un incontro urgente» al Presidente Renzi.

Nessuna cifra è stata fatta nè sono state negate le indiscrezioni di ottobre.

valore-milan-2

Ora la questione è banale:

  • ma veramente si sta pensando di vendere il 70% di un assett che vale di solo capitale investito 3 miliardi per un solo miliardo?
  • se è una questione di soldi quale modo migliore di investire da parte delle grandi banche italiane che sono sempre alla ricerca di un buon investimento? Perchè dobbiamo ricorrere a fondi di altri paesi e rinunciare alla sovranità su una azienda che ha fatto la storia recente del nostro paese?
  • Che fine faranno effettivamente gli investimenti e i posti di lavoro e le capacità e il know-how che Versalis rappresenta?

Il management di ENI sostiene che si deve concentrare sul proprio core business, il fossile, e lo fa proprio in contemporanea con la COP21 di Parigi che sta cercando un accordo per mettere un paletto ai consumi fossili e spingere verso le energie rinnovabili, un settore che non può fare a meno della chimica moderna; che strategia è concentrarsi su un core business a corto respiro quando lì fuori c’è un intero mondo nuovo da costruire, svendendo proprio lo strumento per partecipare in prima linea a questa epocale rivoluzione?

Decisamente la situazione di monopolio in cui sono cresciuti i grandi capitalisti italiani fa male e dimostra ancora una volta che i tempi sono maturi per cambiare le politiche industriali del nostro paese, mettendole sotto il controllo trasparente e democratico dei cittadini.

La (s)vendita di Versalis, azienda oggi a prevalente carattere pubblico ad un fondo estero privato per nemmeno un terzo del suo valore sarebbe la ciliegina sulla torta di una storia della grande chimica in Italia piena di geniali idee e di drammatica incapacità, di inattesi suicidi e di grandi processi quasi più in tribunale che nei reattori industriali.

Speriamo che C&I, che è stata molto presente quest’anno nel raccontare le strategie di Versalis per “salvare la chimica italiana” (nei numeri di gennaio, maggio e luglio 2015), trovi spazio e tempo per analizzare questa delicata e, a quanto pare, inattesa situazione .

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