Filosofia chimica

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Mauro Icardi

Recensione. “Filosofia chimica” di Ermanno Bencivenga e Alessandro Giuliani, Ed. Riuniti Univ. press, 2014 pag. 138 – 12.75 euro

E’ il titolo di un interessante libro che ho trovato sugli scaffali della biblioteca di Varese. Da sempre sono ovviamente attirato ed incuriosito da ogni libro che si occupi di chimica, e negli anni sono stati diversi quelli che ho letto, a partire dal “Sistema periodico” di Primo Levi fino “Zio Tungsteno” di Oliver Sacks.

filosofiachimicaQuesto però mi ha colpito perché parla di chimica con un approccio diverso ed originale. Gli autori Ermanno Bencivenga e Alessandro Giuliani non sono chimici. Il primo è ordinario di filosofia presso l’università della California, il secondo biologo e ricercatore presso l’istituto superiore di sanità.

L’origine del libro parte da una domanda che uno dei due autori fece nel lontano 1976 ad una dottoranda in Chimica dell’università di Toronto. Cioè di cosa si occupasse la ricerca chimica. La risposta spiazzante e lapidaria fu che in sostanza ci si occupava di meccanica quantistica. La cosa certamente può sembrare strana detta da una persona che intendeva dedicare la propria vita professionale alla chimica. Quasi a significare che, dopo l’affermazione e lo sviluppo di questa teoria fisica, la chimica fosse stata come assorbita, inglobata nella fisica senza riuscire a trovare più una propria identità. A pensarci bene quando si parla del proprio lavoro molto spesso ai chimici viene affibbiata l’immagine di persone poco brillanti. L’immagine del chimico può essere associata ad attività poco nobili ed edificanti. Nell’immaginario di molte persone il chimico è visto come un rimestatore o un diffusore di veleni. Qualche volta si associa la sua professione a pratiche non molto lecite di raffinazione di sostanze stupefacenti per conto della criminalità organizzata. Per molti chimica significa esclusivamente Seveso e Bhopal.

Probabilmente la chimica porta su di se il ricordo delle proprie origini oscure,come molto ben descritto da Primo Levi nel “Sistema Periodico”.

Le origini della chimica erano ignobili, o almeno equivoche: gli antri degli alchimisti, la loro abominevole confusione di idee e di linguaggio, il loro confessato interesse all’oro, i loro imbrogli levantini da ciarlatani o da maghi; alle origini della fisica stava invece la strenua chiarezza dell’Occidente, Archimede e Euclide’.

Questo libro invece aiuta a ridare a questa scienza il giusto riconoscimento. Ricordando la storia della tavola periodica. Che si trova in tutti i laboratori di chimica nelle università e nelle scuole. Ma che è tra le acquisizioni più stupefacenti della scienza. Ricorda come Mendeleev avesse un animo profondamente musicale essendo un ottimo pianista. La tavola periodica quindi nasce ispirandosi anche alle leggi dell’armonia musicale. Gli autori ci ricordano che i grandi mutamenti della scienza del XX secolo ed in particolare la teoria della relatività di Einstein e la meccanica quantistica con i modelli atomici di Rutheford e Bohr non hanno intaccato la struttura e la validità della tavola periodica ipotizzata a metà ottocento.

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La lettura prosegue con i capitoli dedicati alle forme. Le formule di struttura come altri elementi di un alfabeto chimico che la tavola periodica già rappresenta.

La lettura prosegue con rimandi alla filosofia di Platone, Hegel e Kant e ripercorre le tappe della conoscenza chimica nel tempo. Tutto il libro di non moltissime pagine (sono 133) è una scoperta. Riporta nel lettore la voglia di scoprire la chimica se non ne ha mai avuto l’opportunità, e ridà al chimico la sensazione di ritrovare una sorta di sapore della chimica. Definisce anche la termodinamica “il più affascinante terreno di gioco comune di fisica e chimica” ricordando i contributi ad essa di un fisico come Enrico Fermi e di un chimico come Ilya Prigogine.

Alla fine della lettura il concetto che ne esce è che la chimica ha un suo personale linguaggio, una sua medietà. Una concretezza che impegna il chimico nel suo giornaliero lavoro che può essere di produzione di materie plastiche, di formulazione di nuove molecole o materiali. Aiuta a superare il paradosso che vede la chimica ed i chimici quasi destinati ad un ruolo secondario, mentre molte delle nuove frontiere di scienza e tecnologia (ambiente, nuovi materiali e farmaci) sono “cose da chimici” anche se nessuno sembra ricordarsene. Ma allo stesso tempo cerca complicità più che contrapposizioni tra le diverse discipline.

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Il libro che nasce come una critica al riduzionismo finisce per diventare un bellissimo libro divulgativo di chimica. Ne rinnova l’immagine per troppo tempo legata a stereotipi negativi.

Ed entrerà a far parte dei libri che occorre per forza avere nella libreria di casa.

4 thoughts on “Filosofia chimica

  1. Caro prof. Icardi,
    Ho saputo di questa recensione del nostro libro dal mio amico Lorenzo Stella…che dire grazie, grazie, grazie la più grande soddisfazione per chiunque scriva qualcosa è trovare un lettore che, magari per caso, per una pura contingenza si imbatta nel tuo libro e ne colga il senso, quello che si voleva trasmettere. Proprio perchè non sono un chimico ho un amore profondo per questa disciplina che, proprio per essere lonatana dai riflettori, ha mantenuto un livello culturale e una profondità che altre scienze (tra cui ahimè la biologia) hanno perso da tempo.
    Si parla tanto di pensiero sistemico e, almeno in biologia, la cosa sta diventando una specie di moda, la chimica è sistemica dalla nascita e nessuno lo sa….

    • Sono davvero contento che le recensione le sia piaciuta. Il libro è stato per me una gradevolissima scoperta, e entrerà prestissimo a far parte dei libri indispensabili che devo avere in casa. La mia strenna natalizia.

  2. Concordo pienamente non ostante sia un ingegnere chimico e quindi soggetto a inquinamenti di vario tipo dovuti alle tendenze moderne. La chimica è la scienza tra le scienze e affonda le sue radici all’origine del pensiero scientifico, nella filosofia. ” è solo una mia opinione”

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