Oggi 27 gennaio.

Oggi 27 gennaio 2016, Giorno della Memoria; in tutto il mondo si ricordano gli eventi della Shoah, l’Olocausto; non è stato purtroppo l’unico massacro di massa nella storia dell’Umanità. E’ stata preceduta e, purtroppo, seguita da altri eventi che hanno avuto lo stesso tragico carattere di uccisioni di massa.

Tuttavia la Shoah ha dei caratteri che la rendono, se non unica nella storia, tale da rappresentare un evento da non dimenticare mai.

Si stima che circa 15 milioni di persone tra cui 6 milioni di ebrei e vari milioni di altre “categorie” indesiderate furono uccise in appositi campi di sterminio organizzati dalle autorità tedesche naziste del tempo che esprimevano la dittatura del terzo Reich: fra gli altri i prigionieri di guerra sovietici, polacchi non ebrei, slavi, Rom e Sinti, disabili, omosessuali, pentecostali, testimoni di Geova, massoni, dissidenti politici.

I chimici devono ricordare queste cose: chimico fu uno dei metodi scelto per la distruzione di massa: Zyklon B; un agente fumigante a base di acido cianidrico, prodotto da due società Degesh e Tesch, allora parte della IG Farben; al campo di Auschwitz furono fornite fra il 42 e il 44 quasi otto tonnellate di Zyklon B.

Un chimico, Primo Levi, ha raccontato quel che ha visto e vissuto nel campo di Auschwitz ed è diventato nel tempo uno dei più famosi narratori di quegli avvenimenti:

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

KZ Auschwitz, Einfahrt

Primo Levi oggi è per noi il simbolo di chi ha vissuto e ha resistito a quegli eventi, abbastanza da raccontarceli; e con la sua tragica morte ci testimonia anche che sono avvenimenti che lasciano il segno.

Per sempre.

Ma Primo Levi rappresenta anche la forza di reagire ad avvenimenti che si ripropongono nella storia, attorno a noi, quando meno ce lo aspettiamo; e di reagire proprio attraverso un uso diverso della nostra mente e del nostro cuore.

“La nobiltà dell’uomo, acquisita in cento secoli di prove e di errori, era consistita nel farsi signore della materia, e io mi ero iscritto a Chimica perché a questa nobiltà mi volevo mantenere fedele. Vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere l’universo e noi stessi: e quindi il Sistema Periodico di Mendeleev […] era una poesia.”

(Il sistema periodico, Ferro, Primo Levi)

PrimoLevi

Levi è dunque un uomo, che ha conosciuto sulla sua pelle le due cose più importanti scoperte dall’uomo e che le simbolizza: la violenza e il suo rifiuto, e la bellezza della Natura scoperta dalla scienza; e questo comprende anche il rifiuto di usare la scienza per fare violenza.

La scienza deve essere per tutti gli uomini un mezzo di liberazione non di violenza; in questo senso la tavola periodica è di tutti!

E’ anche per questo che abbiamo raccolto l’invito di Philip Ball a dare il nome di Levio ad uno dei nuovi elementi superpesanti, per ricordare per sempre queste due cose, attraverso il nome di chi ha vissuto e raccontato quel che ancora è successo e può succedere.

Per non dimenticare, oggi, 27 gennaio 2016 giorno della Memoria.

(cdv)

3 thoughts on “Oggi 27 gennaio.

  1. Sono chimico e giornalista e ho avuto la possibilità di poter intervistare Primo Levi
    con la premessa che avremmo parlato non di campi di sterminio ma di chimica, quella chimica che gli aveva salvato la vita ad Auschwitz. E questo grande uomo mi ha accolto gentilmente nella sua casa di Torino e ho passato con lui un intero indimenticabile pomeriggio; senza esagerare posso dire che anche a Levi il colloquio ha fatto piacere
    Oltre che nella rivista tecnica che allora dirigevo l’intervista è stata pubblicata anche in un libro dedicato a Levi di Mondadori

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