Il muro di Trombe.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Giorgio Nebbia

Se leggete un trattato sull’energia solare, nell’indice, alla lettera “T” trovate il nome di Trombe associato al celebre ”muro” che da lui ha preso il nome. Si tratta di una ingegnosa forma di riscaldamento solare “passivo”, differente dai sistemi che richiedono dei pannelli esterni. Trombe propose di inserire, nella parete rivolta a sud degli edifici, una grande finestra di vetro dietro la quale è posto un “muro” con una faccia nera esposta al Sole. La radiazione solare, passando attraverso la lastra di vetro, scalda la parete nera del muro e resta “intrappolata” dentro la parete sotto forma di calore; la parete calda a sua volta scalda facilmente l’aria interna delle stanze. Negli anni cinquanta del secolo scorso il “muro di Trombe” diventò famoso in tutto il mondo e ancora oggi gli edifici con riscaldamento solare “passivo”, sempre più diffusi, utilizzano lo stesso principio, magari dimenticando chi ne è stato l’inventore mezzo secolo fa.

Se andate a vedere meglio, il Felix Trombe del “muro di Trombe” era … un chimico.

felixtrombe

Félix Trombe 1906-1985

Sembra che ci sia una attrazione fatale dei chimici per l’energia solare. Se andate a vedere meglio, il Felix Trombe del “muro di Trombe” era … un chimico. Sembra che ci sia una attrazione fatale dei chimici per l’energia solare. Erano chimici Giacomo Ciamician, il noto pioniere dello studio degli effetti fotochimici dell’energia solare; Farrington Daniels, https://en.wikipedia.org/wiki/Farrington_Daniels, a cui si devono studi pionieristici sull’energia solare nell’Università di Madison, nel Wisconsin; Maria Telkes, di cui si è parlato in questo blog https://ilblogdellasci.wordpress.com/2015/06/10/anche-la-regina-del-sole-era-una-chimica/; è un chimico il nostro collega Vincenzo Balzani, altra autorità internazionale della fotochimica solare https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Balzani; nel mio piccolo sono un chimico anch’io e come tale mi sono occupato, tanti anni fa, della costruzione di distillatori solari per ottenere acqua dolce dal mare coi l’energia solare.

Nel mio piccolo sono un chimico anch’io e come tale mi sono occupato, tanti anni fa, della costruzione di distillatori solari per ottenere acqua dolce dal mare con l’energia solare.

2015-06-07 Telkes figura 1

Università di Bologna, 1953, un distillatore solare sul tetto costruito da Giorgio Nebbia.

Felix Trombe (1906-1985) si era laureato in chimica industriale con una tesi sui metalli rari lantanidi e, dopo la laurea, per molti anni condusse ricerche di speleologia studiando e analizzando la circolazione delle acque in molte grotte fino allora inesplorate; i risultati sono raccolti in un noto “Trattato di speleologia”. Dopo il 1945 Trombe tornò ad occuparsi di metalli e, per migliorare le conoscenze sul comportamento dei metalli ad alta temperatura, costruì nel 1949 un “forno solare” della potenza di 50 kW a Mont Louis, sui Pirenei orientali, nel Sud della Francia; la cittadina in alta montagna era stata scelta perché offriva per molti mesi un cielo limpido. La radiazione solare era concentrata con un grande specchio parabolico, azionato da un meccanismo che poteva “seguire” il Sole nel suo “moto apparente” nel cielo. Nel “fuoco” dello specchio si raggiungevano temperature altissime con le quali era possibile osservare le modificazioni e le proprietà dei metalli e dei materiali senza i disturbi e le contaminazioni che si hanno nei forni tradizionali: una temperatura altissima e “pulita”.

800px-Four-solaire-odeillo-02

Forno solare di Odeillo

I successi del primo forno solare indussero le autorità francesi a finanziare la costruzione, sempre sui Pirenei, a Odeillo, di un secondo forno della potenza di 1000 kW che attrasse — erano ormai gli anni della prima crisi energetica del secolo scorso — anche l’attenzione dell’ente elettrico francese il quale abbinò al forno solare una centrale termoelettrica, chiamata Themis, che funzionò del 1982 al 1986. Funzionò male perché, anche nelle condizioni migliori, il flusso di calore proveniente dal Sole è irregolare e discontinuo, nei vari mesi dell’anno e nelle varie ore del giorno, mentre una centrale termoelettrica ha bisogno di un flusso continuo di vapore a temperatura elevata e costante. D’altra parte il calore di origine solare ad alta temperatura, non può essere “immagazzinato” in maniera soddisfacente.

I forni solari sono invece di grande utilità per la preparazione di leghe e metalli ad altissima temperatura, per reazioni chimiche speciali, da condurre al di fuori del contatto dell’aria, come del resto Trombe aveva ben intuito all’inizio delle sue ricerche; in questa direzione continuò a lavorare il laboratorio di Odeillo, anche dopo la chiusura della centrale Themis. Tanto più che nelle prove sui materiali ad altissime temperature c’è ancora moltissimo da scoprire con ricadute importanti nel campo meccanico, aeronautico ed elettronico.

Col suo lavoro con i forni solari Trombe era diventato una celebrità nel campo dell’energia solare di cui intuì la grande importanza sia nei paesi industrializzati sia in quelli emergenti. Col Sole si poteva diminuire il consumo di combustibili per il riscaldamento invernale col “muro” prima ricordato; Trombe condusse molte altre ricerche sull’energia solare; progettò distillatori solari di acqua marina per fornire acqua dolce ai paesi aridi, essiccatoi solari per le derrate alimentati deperibili, frigoriferi solari. Trombe morì nel 1985, in un periodo in cui sui mercati stavano scorrendo di nuovo fiumi di petrolio a basso prezzo — e inquinante — e l’energia solare era in declino. Non fece quindi in tempo a vedere la ripresa dell’interesse per l’energia solare sollecitata dalle nuove crisi energetiche e dai movimenti ambientalisti. Dopo il 1990 a Odeillo, accanto al grande forno solare, è stato creato un centro di informazione del pubblico, “Héliodyssée” per diffondere, specialmente fra gli studenti, le conoscenze sulle energie rinnovabili e sul Sole.

************************************************************************************************

E’ APERTA LA RACCOLTA DI FIRME PER LA PETIZIONE ALLA IUPAC per dare il nome Levio ad uno dei 4 nuovi elementi:FIRMATE!

https://www.change.org/p/international-union-of-pure-and-applied-chemistry-giving-name-levium-to-one-of-the-4-new-chemical-elements

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...