Ritrovamenti

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Mauro Icardi

Il senso dello scrivere su un blog che si occupa di chimica, è quello di divulgare la disciplina cercando di farla apprezzare a chi non la conosce, oppure toccare temi che riscuotano interesse per chi invece lavora nel settore sia come insegnante o docente, oppure direttamente in laboratorio o nell’industria.
Alcuni libri di divulgazione chimica sono dei long sellers. Uno fra tanti è per esempio “I bottoni di Napoleone” dove con rigore scientifico e capacità di scrittura viene raccontata la storia di diciassette molecole che hanno cambiato le nostre abitudini, la nostra vita quotidiana e addirittura la storia.

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Tra le abitudini che ho c’è quella di girare per librerie e bancarelle di libri alla ricerca di qualche libro magari fuori catalogo, oppure interessante per il lavoro che svolgo.
Spesso questa ricerca è infruttuosa, altre volte invece si trovano delle piccole chicche.
Negli anni ho salvato dal macero due volumi, una ristampa anastatica del 1948 del trattato di chimica analitica del Prof Villavecchia. Interessante perché mostra una chimica analitica ormai scomparsa, fatta di tanta manualità ormai sostituita dalla strumentazione moderna. Ma leggendo quei volumi negli anni ho scoperto che alcune tecniche possono essere utilissime ancora oggi, come ho già avuto modo di raccontare.
https://ilblogdellasci.wordpress.com/2016/05/16/ritorno-alla-titolazione/
Oggi molto spesso le librerie chiudono con allarmante frequenza, e trovare libri che interessano assume quasi il significato di un salvataggio. La sensazione di preservare la cultura che oggi sembra quasi dimenticata a favore di argomenti più frivoli come per esempio il gossip.
Soltanto pochi giorni fa la mia attenzione è stata immediatamente attratta da un libro che volevo da tempo e che ho trovato a metà prezzo in una libreria di Varese.
Il libro è “La chimica di tutti i giorni” di Gunter Vollmer e Manfred Franz.

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E’ un libro ormai fuori catalogo quindi averlo trovato è stata una piacevolissima sorpresa. A parte le condizioni ottime del volume (praticamente come nuovo) è importante per me averlo perché è un utile prontuario per conoscere i prodotti che usiamo ogni giorno, ma soprattutto perché la mia curiosità per la chimica nacque proprio da questo. Capire cosa c’era in prodotti comuni come il dentifricio o nei profumi.
Erano le curiosità di quando frequentavo la scuola elementare, e non sempre trovavo chi le potesse soddisfare.
Conoscere è il primo passo da fare per apprezzare. So che questo libro ritrovato mi sarà utilissimo per le molte domande che spesso mi vengono rivolte. Per esempio un collega che voleva sapere cosa contenesse la schiuma da barba che usa per radersi. Immancabile il tema acqua che viene trattato anche in relazioni ai filtri per uso domestico e al loro utilizzo e funzionamento.
Mi fa tornare in mente un episodio ormai lontano nel tempo risalente a circa trent’anni fa.
Una piccola azienda produttrice di lacca per capelli e prodotti per la cura del corpo mi contattò per un colloquio di lavoro. Oggi sembra quasi una cosa impossibile vista la perdurante crisi economica. Ma allora succedeva abbastanza frequentemente. Mi presentai al colloquio con molte speranze pensando mi venisse proposto un lavoro in laboratorio oppure in un reparto produttivo. In realtà scoprii che avrei dovuto fare l’agente di commercio presso i negozi di parrucchiere o le estetiste. A loro il chimico serviva perché utilizzare qualche formula chimica nella presentazione del prodotto, oppure fare digressioni sulla struttura proteinica dei capelli sarebbe stata la chiave di volta per vincere le resistenze dei possibili clienti che si riteneva non avessero alcuna nozione anche basilare di chimica.
Ma non mi sentivo portato per fare il venditore, e  da questo punto di vista mi sembrava di dover fare l’imbonitore, quasi fossi il professor Dulcamara dell’Elisir d’amore di Donizetti. La cosa finì con un nulla di fatto.
Adesso ho a disposizione il mio libro salvato. E anche se molte curiosità sono ormai soddisfatte lo sto leggendo con molto piacere e perché no, anche con un pizzico di nostalgia pensando ai miei primi tentativi di ingresso nel mondo del lavoro.
E mi viene anche in mente che come diceva Primo Levi “Siamo chimici, cioè cacciatori”.
Anche di libri.

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Nonostante le proposte siano state fatte si è aperta la fase di discussione publica ed E’ APERTA LA RACCOLTA DI FIRME PER LA PETIZIONE ALLA IUPAC per dare il nome Levio ad uno dei 4 nuovi elementi:FIRMATE!

https://www.change.org/p/international-union-of-pure-and-applied-chemistry-giving-name-levium-to-one-of-the-4-new-chemical-elements

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