Stiamo campando a credito.

Nota: si ricorda che le opinioni espresse in questo blog non sono da ascrivere alla SCI o alla redazione ma al solo autore del testo

a cura di Luigi Campanella, ex Presidente SCI

La campagna globale #pledgefortheplanet chiede a tutti noi di agire per il cambiamento climatico. Entro l’8 agosto l’umanità avrà esaurito le risorse che la natura le mette a disposizione per tutto l’anno: è quanto afferma il Global Footprint Network, GFNun’organizzazione di ricerca internazionale che sta cambiando il modo in cui il mondo gestisce le sue risorse naturali e reagisce ai cambiamenti climatici.Quanto volte abbiamo letto di un giorno dell’anno a partire dal quale guadagniamo per moi stessi,essendo quanto ottenuto prima assorbito da tasse ed imposte.Il discorso in questo caso si inverte visto dalla natura.Il giorno del sovrasfruttamento della Terra (Earth Overshoot Day) evidenzia la data in cui la domanda annuale di risorse naturali da parte dell’umanità supera le risorse che la Terra può rigenerare in un anno.

bioc1960bioc1984bioc2012Questo è possibile perché emettiamo più anidride carbonica nell’atmosfera di quanto gli oceani e le foreste siano in grado di assorbire, deprediamo le zone di pesca e le foreste più velocemente di quanto possano riprodursi e ricostituirsi,cementiamo il verde ben oltre quanto può riprendersi,immettiamo sostanze estranee a concentrazioni per le quali i processi naturali non sono in grado di rimediare.Il nostro blog vuole ricordare questa giornata nella convinzione che i cittadini,e quindi tutti noi, prendendo coscienza e conoscenza di come stanno le cose,possano contribuire a migliorarle attraverso comportamenti più responsabili ed indicazioni conseguenti al potere politico, responsabile delle scelte di politica ambientale, alimentare,energetica

numeri

5 thoughts on “Stiamo campando a credito.

  1. Per quanto riguarda l’Italia, dato che la produzione industriale è scesa nell’ultimo decennio del 25% (con scia di disoccupati e problemi sociali) e la produzione di cemento è scesa al livello del 1961 (in tempo di pieno boom economico) col fallimento della filiera del settore edile, suggerirei che la giornata dovrebbe essere spostata almeno a fine Agosto!
    Fuori ironia, perché anche questo sito deve essere un acritico megafono di campagne di propaganda e di intimidazione di associazioni di dubbia origine e finanziamenti? Basta indagare e si scoprirebbero cose molto interessanti su queste associazioni internazionali che promuovono campagne di impoverimento delle masse ad uso e consumo delle politiche neo-liberiste ormai diffuse capillarmente anche nelle “democrazie” europee. Il vero grosso problema dell’umanità è la redistribuzione delle ricchezze e delle risorse, “allocate efficientemente presso una ristretta minoranza”, la stessa che finanzia le associazioni internazionali. Che tristezza!
    Rosa Di Maggio

    • Rosa condivido l’analisi politica ma il dato di fatto citato da Luigi e dall’Overshoot institute è innegabile; d’altronde anche se eliminassimo dall’oggi al domani l’organizzazione “neoliberista” rimarrebbero sia 7.3 miliardi di persone che le abitudini e i modi di vivere che il “neoliberismo” ci obbliga ad usare a proprio uso e consumo; ne segue che il richiamo di Luigi è del tutto giusto perchè la spontaneità del nostro modo di vivere è questa: consumi eccessivi (perchè mal distribuiti e finalizzati) e non circolari; ne segue che dobbiamo acquisire coscienza del problema E cambiare organizzazione sociale (ed applicare tanta chimica) per realizzare un ciclo sostenibile di vita. L’idea che basti tornare all’antico, al pre neoliberismo (chessò uscire dall’euro) per risolvere tutto è fasulla perchè la maggior parte di questi problemi era stata già prevista e in parte era già attuale PRIMA dell’attuale fase di globalizzazione la quale espande ma non snatura processi in atto da due secoli e mezzo ormai. Nel campo ambientale basti ricordare che in Italia il grosso dei 10.000kmq attualmente così inquinati da essere persi ad ogni uso è stato realizzato PRIMA della fase di globalizzazione, prima degli anni 2000.

      • Caro Claudio, il problema è proprio il grande ritorno (post-caduta del muro di Berlino) della globalizzazione (che è sempre esistita in realtà e a cui si era cercato di porre freno nel dopoguerra con la spartizione delle zone di influenza). Con la globalizzazione si è ritornati all'”efficiente allocazione delle risorse” propugnata sin dagli anni 50-60 da circoli di politiche maltusiane (Club di Roma per cominciare) e di gente che odia l’umanità, guarda caso quella più povera. Sono gli stessi che, con molta raffinatezza retorica a dir il vero, propugnano guerre o comunque politiche di controllo demografico gestito dall’alto, migrazioni di massa et similia. Forme di colonizzazione in tutti i sensi. L’Africa e l’Asia non erano sovrappopolate prima della colonizzazione e delle varie guerre (la guerra dell’oppio finanziata dalla Compagnia delle Indie ti ricorda qualcosa?). I 7,3 miliardi di persone sono proprio il risultato delle politiche liberiste, sempre vincenti perché sostenute da un apparato industrial-militare (sappiamo bene di che paesi, che spadroneggiano nel globo asservendo i politici locali). Questi appelli sono la nuova frontiera di propaganda delle multinazionali, che innervano e sono tra i supporter maggiori delle associazioni ambientaliste. Alle multinazionali sì che mancherebbero le risorse, se venissero distribuite tra tanti.
        Ciao rosa

    • Non voglio entrare nel merito delle differenti tesi politiche spesso solo artatamente e strumentalmente in contrapposizione.L’impronta ecologica è un dato oggettivo- ormai internazionalmente accettato- ed i valori 4 ed 8,tanto per fare un esempio,validi per Italia ed Usa denunciano chiaramente quale sia il divario fra quanto dovremmo consumare e quanto consumiamp

  2. Senti Rosa ci sono leggi del rapporto fra umanità e risorse e all’interno della storia umana e delle componenti sociali da esplorare; il resto è, scusami, forse sono duro, complottismo e null’altro; se i corpi cadono verso il basso la risposta di uno scienziato non è, non può essere che ci sono degli ometti invisibili che ce li portano; idem per il resto: ci sono leggi da esplorare nel nostro rapporto con ambiente e risorse e all’interno delle relazioni fra classi sociali, tali leggi in parte le conosciamo già da quello che vediamo nella biosfera; e l’overshoot è un accadimento frequente per le altre specie animali; in parte sono leggi da esplorare; e noi non siamo speciali, solo animali con le mani. Si veda per esempio qui:
    http://www.ara.cat/2014/03/17/1103369655.pdf?hash=b90f05f23014116328a7f768c19a96bee5d1b733

    o qui

    http://bioimita.it/i-segreti-dellisola-di-san-matteo/
    per non fare la fine delle renne dell’isola di San Matteo occorrerà sia aggiornare la nostra organizzazione sociale che il nostro modo di produrre; la chimica ha un grande ruolo in queste cose. Ricordo sempre la frase che chiude uno dei libri di Vincenzo Balzani e Nicola Armaroli e ne condivido se non la lettera l’approccio:
    “Per vivere nel terzo millenio abbiamo bisogno di paradigmi sociali ed economici innovativi e di nuovi modi di guardare ai problemi del mondo. Scienza, ma anche coscienza, responsabilità, compassione ed attenzione, devono essere alla base di una nuova società basata sulla conoscenza, la cui energia sia basata sulle energie rinnovabili, e che siamo chiamati a costruire nei prossimi trent’anni. L’alternativa, forse è solo la barbarie.”

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