La Chimica di Pirandello.

Claudio Della Volpe

(Il Gioacchino Genchi di cui si parla in questo post non è da confondere con il Gioacchino Genchi, avvocato ed esperto informatico diventato famoso per il caso SIATEL.)

Qualcuno ricorderà la storia di Adolfo Parmaliana, l’eroico collega di Messina la cui valorosa lotta contro la mafia abbiamo ricordato pochi mesi fa sul nostro blog. Ma a quanto pare la chimica siciliana non è seconda a nessuno nella lotta per una cultura ed una società diverse; oggi vi raccontiamo un’altra storia che ha come protagonista un chimico siciliano (anzi due), che per sua fortuna e nostra, a differenza di Adolfo, è vivo non solo nei nostri cuori: Gioacchino Genchi. E se la storia di Adolfo è una storia tragica ed eroica, quella di Gioacchino è pirandelliana. Infatti un tema molto caro a Pirandello è l’inconoscibilità del reale, di cui ognuno può dare una propria interpretazione che può non coincidere con quella degli altri.

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Gioacchino Genchi, chimico.

Genchi si laurea in Chimica a cavallo fra gli anni 60 e 70, come ricorda lui stesso, in occasione della proiezione del film su farmacia di Costanza Quatriglio ( il caso Catania ) andato in onda anche su Raitre nel 2014 (Con il fiato sospeso) e forse proprio in polemica con quel modo di fare la Chimica diventa dirigente chimico della Regione Sicilia.

Nei primi anni duemila si oppone, insieme con il collega Alessandro Pellerito, con successo ad una serie di tentativi di “importare” in Sicilia metodi e procedure altamente inquinanti; fa chiudere per 5 anni la distilleria Bertolino di Partinico che inquina l’ambiente non rispettando i criteri delle leggi ambientali (si veda qui), blocca le industrie che impastavano laterizi con fanghi tossici del Petrolchimico di Siracusa (la Guglielmino Group di Misterbianco e la DB Group di Adrano),  ma soprattutto imperdonabilmente si oppone alla costruzione di 4 inceneritori o termovalorizzatori tra il 2005 e il 2006, un affare da 4-5 miliardi di euro; limpidi gli argomenti che condividiamo anche noi contro la logica dell’incenerimento, illustrati in una bella presentazione scaricabile in rete. Da notare che il governo regionale si è poi vantato di aver interrotto quei progetti, ma allora perché chi lo ha fatto tecnicamente è stato poi punito?

Dopo questi episodi inizia per i due dirigenti (e anche per altri due ad essere completi) una storia infinita veramente pirandelliana e tutta siciliana. Nel gennaio 2007 i due dirigenti vengono sospesi dal loro incarico con la scusa di scarso rendimento, ma con motivazioni così poco credibili (fra l’altro con un errore numerico nelle motivazioni) da portare a una trafila legale e alla condanna della regione Sicilia da parte della magistratura del lavoro e al loro ripristino nel posto e nell’incarico; tuttavia tale ripristino non viene mai attuato e ormai da quasi 8 anni (!incredibile ma vero) nonostante abbiano avuto ragione da parte della magistratura attendono l’attuazione della sentenza; uno dei due, Pellerito, è emigrato in Canadà e l’altro svolge un non-lavoro per il quale però viene pagato, ma di fatto è stato estromesso dal posto di dirigente che occupava; Genchi ha ripetutamente protestato per questa situazione che compare regolarmente sulle pagine dei principali quotidiani come esempio di un malgoverno imperante.

In pratica questa azione di vero e proprio mobbing nei confronti dei due dirigenti chimici è stato attuato per avere realizzato in modo tecnico il blocco delle attività inquinanti, che in alcuni casi, almeno a parole, venivano poi rivendicate dal governo regionale, ma nei fatti non erano nei desiderata effettivi dei politici.

E’ doveroso notare che entrambi i governi siciliani di quel periodo Cuffaro e Lombardo si sono dovuti dimettere per motivi legati a coinvolgimenti mafiosi; anche il governo in carica (Presidente Crocetta) non è stato capace di risolvere il problema che ne è conseguito.

genchi2Al di là delle questioni legali questo è un esempio di come la chimica può diventare una spina nel fianco e un modo di difendere gli interessi dei cittadini, ma di fatto questa cosa non viene poi rivendicata; lo facciamo su questo blog perchè noi siamo invece interessati a difendere ed esaltare proprio questo ruolo della chimica, la chimica come strumento di risoluzione dei problemi dell’Antropocene. Per fare questo ci vogliono dei Chimici che la mettano in pratica con etica e coerenza e dunque il nostro ringraziamento e il nostro appoggio vanno a Genchi e Pellerito che stanno pagando di persona la resistenza delle classi dominanti ad un uso razionale e corretto della chimica.

Ci auguriamo che presto i siciliani non abbiano più bisogno di eroi come Parmaliana e nemmeno di strenui difensori della legalità e di un uso corretto della Chimica come Genchi e Pellerito. E PIrandello meglio goderselo a teatro.

Per documentazione si vedano anche:

(http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/07/sicilia-sullisola-la-matematica-e-relativa-lo-strano-caso-del-dottor-genchi/3299042/)

https://www.scribd.com/doc/93765017/Genchi-Dirigente-Regione-Sicilia-PAGATO-PER-NON-LAVORARE-Lia-on-line-del-13-marzo

http://isoladellefemminepulita.blogspot.it/2015/07/presentazione-gioacchino-genchi.html

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