Analisi chimica oggi.

Luigi Campanella, ex Presidente SCI

Generalmente chi ricorre all’analisi chimica per un problema nuovo ritiene che, tra i tanti, esista già un metodo adatto per i suoi scopi, lo ricerca e talvolta lo adatta e lo applica personalmente; da questa acritica propensione, come si è già rilevato, possono derivare molti danni.

La chimica analitica, ben conscia di questo, ha fortemente sviluppate, e ampiamente e soddisfacentemente applicate, una filosofia e una prassi che le permettono di affrontare con sistematicità nuovi problemi conoscitivi e nuovi campi di committenza; come può essere rilevato:

  • nella cura con cui vengono affrontati i problemi del linguaggio e delle definizioni;
  • nel cosiddetto iter analitico, cioè nel percorso logico e procedurale che ogni analisi deve seguire senza omissioni e alterazioni, ossia nell’insieme coerente dei mezzi e delle operazioni che partono dalla definizione dei problemi e giungono alla soddisfacente soluzione di essi;
  • nell’organizzazione internazionale per le analisi di qualità (v. oltre).

L’iter analitico consta delle seguenti parti nel seguente ordine:

  • approccio analitico ai problemi e ai sistemi,
  • prelievo dei campioni,
  • trattamenti e separazioni,
  • taratura,
  • calibrazione,
  • misurazione,
  • valutazione dei dati sperimentali,
  • elaborazione dei dati sperimentali,
  • classificazione,
  • immagazzinamento e recupero delle informazioni.

Il risultato è la caratterizzazione chimica (compositiva, strutturale, correlativa e alterativa); ove l’operazione sia finalizzata ad una diagnosi,come ad esempio in archeologia spetterà a quest’ultima disciplina la sua utilizzazione per diagnosi e interventi, in armonia e in accordo con la caratterizzazione umanistica.

L’analisi chimica ha per oggetto un sistema, la determinazione chimica di un analita (componente o proprietà del sistema), la misurazione di una grandezza fisica del sistema. Il risultato della misurazione, la misura, è dipendente sia dall’analita che dalla matrice; una o più misure concorrono a una determinazione; una o più determinazioni costituiscono un’analisi. Si suole distinguere anche tra tecnica, metodo, procedimento e protocollo.

Per tecnica analitica si intende lo studio (con prospettive di applicazioni) delle correlazioni tra quantità di sostanza e grandezza fisica relata misurabile; essa descrive i principi e la teoria delle interazioni, le apparecchiature per generare e per definire qualitativamente e quantitativamente le energie in gioco, i rivelatori e i sensori. Esempi: tecniche ottiche e spettrali, elettrochimiche, termiche, separative, cromatografiche, isotopiche, chimiche, biologiche.

Un metodo è l’adattamento di una tecnica a una categoria di problemi e deve comprendere tutto l’iter analitico (spesso però viene riduttivamente inteso come la sua parte centrale che va dai trattamenti dei campioni alla valutazione dei risultati sperimentali); un metodo analitico descrive e prescrive le caratteristiche del laboratorio e degli operatori, i reattivi e i materiali di riferimento, le apparecchiature e i procedimenti. Un metodo (o parte di esso) con l’adeguamento a situazioni specifiche diventa procedimento; protocollo è l’insieme di istruzioni da seguire alla lettera nell’applicazione di un procedimento elevato a norma ufficiale.

Metodo non va confuso con metodologia, che è il discorso globale comprendente tutti e quattro i termini; da scoraggiare è anche l’uso dei termini metodica (si tratta di un aggettivo) e procedure (termine giuridico).

Per meglio chiarire la differenza tra misurazione e analisi si tenga presente che sei delle sette grandezze di base del Sistema Internazionale di Unità di Misura (SI): lunghezza, massa, tempo, intensità di corrente elettrica, temperatura termodinamica e intensità luminosa, sono grandezze fisiche, la settima, la quantità di sostanza è grandezza chimica. L’analisi chimica coinvolge sempre la settima grandezza e, a seconda dei casi, una o più delle altre sei; pertanto essa è sempre dipendente da grandezze fisiche e dal tipo di energia da queste definito.

Da questa premessa si può trarre ragione della classificazione dei metodi analitici basata sul tipo di energia in gioco, di cui qui appresso si riportano esempi.

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