Recensione. Energia per l’astronave Terra. 3 ed.

Claudio Della Volpe

Energia per l’astronave Terra. Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani. Terza edizione. Zanichelli maggio 2017 296 pag. 13.90euro

 

La prima cosa da dire su un testo che in 10 anni ha già visto un’altra riedizione e numerose ristampe è che è un testo di successo; e lo è a ragion veduta.

Scritto in modo leggibilissimo, semplice, ma nel contempo rigoroso, completo ed aggiornato; se analizzate con un minimo di sguardo critico le edizioni vedrete che si è passati dalle 217 pagine della prima alle quasi 300 della terza; il corredo delle citazioni e dei documenti è diventato amplissimo, il che presuppone un intenso lavoro di aggiornamento personale e professionale, ma anche una passione travolgente. Nel 2009 ha vinto il premio Galileo per la divulgazione scientifica.

Il titolo è rimasto immutato, ma il sottotitolo ha segnato quell’aggiornamento di prospettiva che gli autori giustificano pienamente nell’introduzione alla terza edizione.

Si è passati da un testo essenzialmente illustrativo della situazione ad un approfondimento delle prospettive italiane e infine con questa terza edizione a quelle mondiali; come giustamente dicono gli autori:

…”le cose cominciano a cambiare e a dirlo sono i numeri. Da qualche anno il contributo relativo dei combustibili fossili alla domanda energetica mondiale ha iniziato a diminuire…….Nel 2016 la potenza da eolico e fotovoltaico ha sfiorato 800GW, coprendo il 5% della domanda elettrica globale.”

Dunque la transizione è iniziata, “è un processo inevitabile e ormai irreversibile”.

Gli autori sono anche convinti di una cosa basilare che avevano già espresso altrove:

Per fissare la barra verso l’unico futuro possibile occorrono anche buon senso, sobrietà, collaborazione e responsabilità”.

In altri termini non è questione solo di tecnologia, ma di cambiamenti sociali per realizzare quell’era delle rinnovabili che fa da sottotitolo all’ultima edizione.

Il libro è diviso in 10 capitoli ed è arricchito da un paragrafo sulle fonti dei dati, da uno intitolato “15 miti da sfatare” e concluso da una serie di informazioni puntuali ma non così ben conosciute; infine c’è un indice analitico che potrebbe risultare utile in un uso didattico del testo.

1 edizione pag. 217 Agosto 2008

2 ediz. pag. 288 Ottobre 2011

 

 

 

Quali sono i punti principali?

La prima parte introduce il concetto di energia e fa una stima molto accurata della situazione attuale dei consumi e delle risorse, come dei limiti nella stima dei combustibili fossili.

Segue un capitolo dedicato all’analisi dei danni climatici ed ambientali dovuti a questo uso ed al fallimento mondiale ormai acclarato del settore nucleare.

Dal 6 capitolo si affronta il tema delle energie rinnovabili e delle loro caratteristiche e dei loro limiti mentre negli ultimi due si affronta invece il tema della transizione energetica e dei problemi tecnici e sociali che tale transizione pone sul tappeto.

Alcuni punti che mi hanno colpito e vi riporto qui alcune frasi chiave:

State leggendo un libro; chiudete gli occhi e rimanete immobili per qualche secondo. Forse, penserete, in queste condizioni non si consuma energia. Non è vero:…..”

 

“Quanti candidati mettono al primo punto dei loro programmi elettorali la creazione di piste ciclabili sicure? Sarebbe un investimento straordinario per la qualità della vita e le casse pubbliche (ma non per il PIL) : meno inquinamento, meno obesità, meno strade rotte, meno costi per il sistema sanitario nazionale”.

 

“La transizione energetica richiede un cambiamento parziale dei nostri stili di vita, ma questo non significa che vivremo peggio: semplicemente vivremo in modo diverso. I cambiamenti maggiori riguarderanno probabilmente l’alimentazione e il nostro modo di muoverci e di viaggiare. Per intenderci: meno carne, meno frutta fuori stagione e più trasporti pubblici.”

 

“A livello internazionale le disuguaglianze , le guerre per le risorse e i cambiamenti climtici stanno causando migrazioni epocali. La nostra è la prima generazione che si rende conto di questa situazione di crisi e quindi è anche la prima – qualcuno dice che potrebbe essere l’ultima- che può e deve cercare rimedi.”

 

“E sembra quasi che la Natura si diverta a far dipendere le tecnologie energetiche più avanzate da risorse poco abbondanti, in particolare metalli rari ……Occorre perciò un cambiamento radicale del paradigma economico e industriale: infatti i “rifiuti” devono diventare preziose “risorse secondarie”.

 

“…la transizione non può essere guidata soltanto dal mercato e dallo sviluppo tecnologico: servono anche scelte politiche illuminate e tecnicamente fondate, che stanno faticosamente iniziando a emergere.”

 

Ovviamente nessun libro è perfetto; tutto è perfezionabile, ma diciamo che dopo due update questo testo mantiene e migliora le proprie qualità: chiarezza, completezza, semplicità, difficile trovare di meglio.

Come altri libri questo è un testo che considero contemporaneamente scientifico e militante. Non vi sembri questo un ossimoro, una contraddizione.

Oggi la scienza è in campo: deve schierarsi, anche socialmente, se vuole mantenere la propria coerenza e la propria immagine di strumento di liberazione umana. Se le scienze naturali arrivano a conclusioni che sono conflittuali con alcuni dei più frequenti luoghi comuni della ideologia economica, se le scienze naturali falsificano le ideologie della crescita continua e del libero mercato, che farebbe ricchi tutti, le loro conclusioni acquistano un dirompente significato sociale.

E questo è uno dei più importanti risultati di questo libro.

2 thoughts on “Recensione. Energia per l’astronave Terra. 3 ed.

  1. “…la transizione non può essere guidata soltanto dal mercato e dallo sviluppo tecnologico: servono anche scelte politiche illuminate e tecnicamente fondate, che stanno faticosamente iniziando a emergere.”

    Un esempio che mi sembra molto calzante con questa affermazione è quello delle tecniche di ingegneria genetica che, frutto della curiosità scientifica, illimitata, non possono essere prese per sostenere che solo con esse si può sfamare il mondo. Per farlo, infatti, basterebbe solo un po’ più di giustizia sociale che porterebbe a una più giusta distribuzione delle risorse, prima fra tutte, quelle alimentari.
    Molto poche sono le persone che si rendono conto che la Terra è un precario granellino di roccia anche se ricco di tesori: i viventi, i suoi paesaggi, la sua meteorologia e clima, la sua geologia che contribuiscono a creare straordinarie opere d’arte, le mutevoli nubi, le minacciose ed esaltanti tempeste, l’acqua del mare, le distese del deserto, affreschi mirabili e dinamici di ciò che solo la Terra può creare e, (forse), solo la Terra, e, mentre il pianeta viaggia nell’universo, potrebbe essere annichilito da eventi incontrollabili incontrati sul suo percorso.
    Eppure, nella più totale cecità e arroganza, guerre, sofferenza, ingiustizia imperversano! Però, “piccole prove della fine del mondo”, secondo l’antropologo Jared Diamond, sono già avvenute, queste, al contrario delle precedenti, per mano diretta dell’uomo.

    Io insegno in una scuola secondaria superiore e quando si rifletto con gli allievi su questi temi noto nel loro sguardo lo stupore di chi, forse, scopre ciò che è talmente evidente da sentirsi un po’ offeso per non averlo saputo prima. O, almeno, a me così sembra.

    Un cordiale saluto

  2. ________________________________ Da: Raffaele Attardi Inviato: lunedì 3 luglio 2017 12:22 A: La Chimica e la Società Oggetto: Re:

    Caro Claudio sono Raffaele Attardi e ho frequentato l’Università , pressappoco nel tuo stesso periodo. Facevo parte del primo gruppo d’interni del Prof Del Re che penso tu abbia conosciuto . prima di tutto vogli congratularmi con te per la rubrica che curi. io nel frattempo non ho perso la passione per le analisi ‘semiempiriche’ a cui Del Re ci avvicinava , né lo spirito sessantottino fdi voler cambiare la Società. ti allego un mio articolo che cerca di fare il punto su di un fenomeno molto diffuso nel Golfo di Napoli ( ma non solo lì), quello delle presenza di schiume e che cerca di fare lo stato dell’arte sulle azioni correttive in atto per ridurre questo fenomeno e più in generale l’inquinamento nel Golfo . ti prego farmi sapere se ritieni che possa essere pubblicato e comunque gradirei un tuo commento. Nel frattempo fatti un giro nel nostro gruppo La Grande Onda e vedrai che ci sono molti articoli della tua rubrica che ho condiviso.

    Cordiali Saluti

    Raffaele Attardi

    ________________________________

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