Il mare, le schiume, le alghe e gli zucchini S.Pasquale

Raffaele Attardi*

Secondo il mito, Venere sarebbe nata dalla schiuma del mare, è quindi è noto da tantissimi anni che nel mare si formano delle schiume , ovvero un aggregato instabile di bolle d’aria in acqua .

Nel Golfo di Napoli , e non solo lì , da alcuni anni le schiume si formano sempre più frequentemente , vagano spinte dalla corrente  ed è facilissimo incontrale . Le foto seguenti, disponibili su internet,   documentano, la formazione di schiume di eccezionali dimensione , che talvolta si formano.

Figura 1 Sorrento Località Capo di Sorrento

 

Figura 2 Sorrento località Marina Grande

Purtroppo nessuno più crede nel mito di Venere anzi le schiume destano preoccupazione, perché molti ipotizzano che siano dovute a scarichi abusivi di varia natura e viene attribuito alternativamente a carenze nel sistema fognario, o a sversamenti dovuti alle navi da crociera e\o allo sversamento di scarichi abusivi provenienti da abitazioni e alberghi che affacciano sul mare. E c’è anche chi ritiene che la presenza di schiume sia dovuta al fatto che in taluni periodi la popolazione residente aumenta in maniera esponenziale e quindi si scaricano a mare tonnellate di detersivi provenienti da strutture ricettive e ristoranti.

Per smentire queste ipotesi allarmanti sono venute più volte rassicurazioni dalle Autorità, che hanno precisato che queste schiume sono dovute a fenomeni naturali, e che non costituiscono un pericolo, ma ci sono pochi riferimenti a studi fatti per approfondire lo studio delle cause di questo fenomeno, e ancor meno le ipotesi di lavoro per determinare le misure più idonee per contrastarlo .

Eppure questo aspetto è di grande rilevanza perchè , fare il bagno nella schiuma , consente forse di uscire più puliti dall’acqua, ma non è cero gratificante .

Sorrento con le sue terrazze affacciate sul mare, offre un osservatorio privilegiato per studiare questo fenomeno, perché talvolta , invece di chiudersi in laboratorio e mettersi al microscopio, le cose si vedono meglio guardandole dall’alto.

La prima evidenza che si può trarre studiando l’evoluzione del fenomeno è che si tratta di un fenomeno stagionale : inizia pressappoco con la prima luna di primavera, aumenta durante tutta la primavera, raggiunge il breack even point in estate e finisce poi con lo ridursi in autunno , per poi scomparire durante l’inverno.

La seconda evidenza è che la comparsa delle schiume non è casuale: le schiume si generano durante le giornate con elevato modo ondoso, quando le onde sbattono contro gli scogli , o nella scia degli aliscafi Gli aliscafi infatti sono spinti nella quasi totalità dei casi da idrogetti , ovvero da turbine che producono forti getti d’aria e determinano la formazione di bolle d’aria: le schiume cioè si formano a mare né più ne meno come quando si sbatte una saponata in una vaschetta o si avvia la vasca idromassaggio . Le foto che seguono danno evidenza in modo chiaro come si forma la schiuma .

Figura 3 schiume formate dal moto ondoso

Figura 4 schiume formate dagli idrogetti

Ma dove derivano le sostanze tensioattive che si trovano a mare e determinano l’abbassano della tensione superficiale, consentendo la formazione della schiuma?

Il fatto che la presenza di schiume sia stagionale e non direttamente legata al variare delle presenze turistiche sembra contraddire che possano derivare dai detersivi scaricati direttamente a mare. E c’è anche anche una considerazione stechiometrica che mi porta a questa conclusione : per produrre cambiamenti significativi nella formazione di schiume, tali da giustificare la variabilità delle fenomeno delle schiume, in un recettore così grande, come è il mare profondo della penisola sorrentina occorrerebbero variazioni consistenti e repentine della concentrazione dei detersivi nel mare , cosa che comporterebbe variazioni altrettanti consistenti e repentine nella quantità di detersivi scaricati a mare, incompatibili con la pur elevata variazione dovuta ai flussi turistici

Si deve perciò presumere che le sostanze tensioattive che si trovano in mare siano di origine naturale, prodotte cioè dal microalghe costituenti il fitoplancton .

Questa ipotesi trova conferma nel fatto che non solo la presenza di schiume è variabile con le stagioni, ma anche con le fasi lunari. In più occasioni si verifica infatti che la scia lasciata dallo stesso aliscafo, sia più o meno consistente a seconda della fase lunare . Il fitoplancton sembra cioè comportarsi come una specie vegetale diffusamente coltivata in penisola sorrentina, lo zucchino S. Pasquale , che ha un periodo di produzione che inizia in primavera e finisce ad estate in inoltrata, e che cresce vista d’occhio durante la luna crescente. Le immagini seguenti evidenziano la diversa formazione di schiume, a parità di condizioni, a seconda della fase lunare. E l’ipotesi che i tensioattivi siano prodotti dalle alghe spiegherebbe anche perché si verificano nella stessa stagione variazioni così significative – Le microalghe del microplancton non crescono in maniera lineare, ma seguono una legge esponenziale , si raddoppiano di volte in volta : impiegano un certo tempo per occupare la metà di un bacino idrico , poi però, raddoppiandosi ancora una volta , solo un attimo per colonizzarlo completamente.

E si verifica repentinamente anche il fenomeno inverso: una volta terminato il loro periodo di crescita, muoiono tutte insieme e cadono sul fondo, come le foglie degli alberi in autunno . Finiscono così con il soffocare tutte le specie che vivono sul fondo, causando l’impoverimento dei fondali. E quando questq gelatina viene gonfiata dai gas di putrefazione , sale a galla , dando origine alla mucillagine. Questo fenomeno non si evidenzia molto nel Golfo di Sorrento, a causa della tipologia dei fondali, ma basta andare in giro con una maschera per notare come in certi periodi, una specie di lanugine copra il fondale e le poseidonie .

Nelle immagini sottostanti si evidenzia come lo stesso in periodi diversi la scia lasciata dallo stesso aliscafo sia completamente diversa, fenomeno che dimostra come sia repentina la variazione di concentrazione dei tensioattivi contenuti nelle acque

Conclusioni

Le considerazioni semiempiriche esposte in precedenza devono trovare conferma in studi sulla natura chimica delle schiume e sulla natura delle microalghe che producono i tensioattivi naturali e sui fenomeni che ne regolamentano la crescita.

Ma nel frattempo che il Chimico ed i tanti professionisti coinvolti in questa tematica studiano, bisogna evitare che il malato muoia .

Quando si parla del mare l’attenzione dell’opinione pubblica e quella dei media è largamente concentrata su di un solo indicatore: la balneabilità o meno dello specchio d’acqua. Ma la balneabilità dipende prevalentemente solo dalla presenza o meno di batteri patogeni nelle acque. E per di ottenere la balneabilità si fa largamente ricorso alle condotte sottomarine, che consentono di allontanare i liquami dalla costa .

Ma questa soluzione equivale a scopare e mettere i rifiuti sotto il tappeto: si ottiene il risultato di diluire e distruggere i batteri , ma tutto il carico chimico e biologico presente nei liquami viene scaricato a mare ed alimenta il fitoplancton. E’ del tutto evidente che questo fatto sta contribuendo, insieme alle mutate condizioni climatiche ad un grave rottura degli equilibri naturali .

Pochi pongono attenzione alla formazione sempre delle schiume e un numero ancora minore di persone cerca di risalire alle cause di questo fenomeno e a spingere per fare in modo che vengano attuate le azioni correttive necessarie per rimuoverle .

In penisola sorrentina è nato un movimento Facebook ‘La Grande Onda’ che sta cercando di fare proprio questo . E pur rimanendo aperto il dibattito sulle cause di questo fenomeno e più in generale , sulle cause dell’inquinamento del mare, continuamente sposta l’attenzione sulle azioni che bisogna fare per ridurre l’impatto dell’inquinamento .

E ha ottenuto, senza marce, senza flash mobing, senza manifestazioni eclatanti, ma stimolando attraverso una lunga e continua ‘ chiacchierata ‘ via internet , che ha coinvolto più di 10.000 persone , che si mantenesse concentrata l’attenzione sul completamento di un’opera l’impianto di depurazione di Punta Gradelle, che oggi dopo 40 anni di attesa è stato finalmente avviato. Questo impianto separa oltre 1000kg al giorno di solidi sospesi che prima finivano a mare ( e guardano la tipologia dei rifiuti separati , nella foto sottostante, ci sarebbe tanto da dire su quanto contribuiscono le fogne a far crescere le isole di plastica e la concetrazione di microplastiche nel mare ) e che tratta tutti i liquami dei comuni della penisola, abbattendo drasticamente il carico chimico biologico scaricato a mare .

Si tratta solo il primo del primo passo a cui devono far seguito, parlando solo dei fatti nostri, analoghi interventi nel Golfo di Napoli, e nell’area Sarnese Vesuviana .

La ‘chiacchierata’ sta continuando e sta mettendo in evidenza come in altre zone non solo ci siano impianti di depurazione non ancora completati, ma che ci siano situazioni ancor più gravi, conosciute da anni, ma non sufficientemente portate all’attenzione dell’opinione pubblica e che accanto a poche situazioni di eccellenza ci sia un vero e propri museo degli orrori in cui è possibile trovare Città di decine di migliaia di abitanti senza fogne, e dove i liquami vengono scaricati in canali che scorrono fra le case a cielo aperto , opere idrauliche realizzate dai Borboni per risanare paludi e favorire lo sviluppo agricolo e industriale, trasformate in collettori fognari largamente fuori controllo, taluni senza sbocco, luoghi in cui si utilizzano invasi naturali per scaricarvi le fogne, e perfino Città, che pur avendo sul proprio territori impianti di depurazione non lo utilizzano per mancanza di collettori di collegamento e scaricano le acque fognarie direttamente nel fiume .

Bisogna rimuovere le cause di questo disastro e ognuno può collaborare a questo risultato ,il mondo scientifico che non può limitarsi a sollecitare nuovi studi, ma che deve contribuire ad una corretta divulgazione scientifica,   gli organi di informazione che devono porre costantemente all’attenzione questo problema e diffondere corrette informazioni sui procedimenti in corso per risolverli . Bisogna far crescere il coinvolgimento dei Cittadini e sono i Cittadini che devono impegnarsi in prima persona e costantemente sollecitare Città per città i loro Amministratori provvedimenti da adottare. L’inquinamento è un mostro dai mille tentacoli , ci vogliono mille braccia per combatterlo. Ognuno deve mettere a disposizione le sue.

Bisogna smetterla di sollecitare grandi progetti e pensare che tutto si risolva costruendo impianti di depurazione : non si può disinquinare un fiume in cui ci finisce di tutto alla foce .

Per risolvere questo problema bisogna costruire una visione comune : neanche una goccia di liquame non trattato deve finire in invasi naturali , canali , fiume o a mare .

Unitevi a noi nel gruppo Facebook ‘ La grande Onda ‘ per portare un vostro contributo e continuare questa chiacchierata.

*Raffaele Attardi, chimico, iscritto all’Ordine dei Chimici di Napoli, fondatore del gruppo FaceBook La Grande Onda

15 thoughts on “Il mare, le schiume, le alghe e gli zucchini S.Pasquale

  1. Tutto interessante. Però, leggere su un blog gestito da chimici che “lo zucchino S. Pasquale cresce a vista d’occhio durante la luna crescente” mi infastidisce: davvero anche gli scienziati credono che le fasi lunari possano influenzare lo zucchino, i capelli, il parto e chissà cos’altro? E in che modo questo accadrebbe? Sull’argomento suggerisco di ascoltare il CICAP: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=100020 .

    • Cara Alessandra ho chiesto all’autore di rispondere personalmente; io non ho avuto difficoltà a pubblicare il testo perchè ho interpretato la frase come una posizione letteraria, non letterale; una sorta di licenza poetica e spero vorrai fare lo stesso; comunque apprezzo molto il tuo link che peraltro conoscevo

      • Potrei anche accettare come “licenza poetica” la frase sullo zucchino, o come un omaggio alle secolari tradizioni contadine della propria terra. Ma l’autore attribuisce anche al fitoplancton un comportamento analogo a quello dello zucchino, affermando che le schiume mostrano un andamento dipendente dalle fasi lunari, e questo mi sembra poco razionale e poco scientifico. Attendo chiarimenti direttamente dall’autore, allora. Grazie per la risposta!

      • Beh, mentre sullo zucchino potrei avere dificoltà anch’io sul plancton la cosa è diversa; se cerchi “moon cycle plankton” troverai decine e decine di lavori pubblicati; il mare non è la terra, e nel mare l’effetto della luna è molto forte, fosse solo attraverso le maree; c’è una lunga lista di lavori sul tema che sono del tutto scientifici

        Posso dedicarti questa poesia?
        (Louis MacNeice – Snow (traduzione) di Q.)
        D’improvviso la stanza era sontuosa, ed il bovindo
        
vi deponeva contro neve e rose rosa

        senza suoni secondari e incompatibili: inatteso

        è il mondo più di quanto noi ci figuriamo.
        Folle il mondo e più del nostro immaginario
        
e multiforme incorreggibilmente. Sbuccio
        
un mandarino, lo spartisco, sputo i semi e avverto

        l’ubriachezza delle cose farsi varia.
        E il fuoco arde ribollendo poichè l’universo

        è dispettoso e dissoluto più di quanto si supponga
        –
sulla lingua e sopra gl’occhi e sulle orecchie e dentro ai palmi
        –
più che il vetro c’è, tra la neve e queste rose enormi.

      • Le maree sono un fenomeno completamente diverso: non dipendono dalle fasi lunari, ma dalla posizione della Luna rispetto a un certo punto della Terra; e infatti non hanno una periodicità di 27 giorni, ma di 12 ore! La posizione della Luna determina cambiamenti della forza di attrazione gravitazionale esercitata sulla Terra, mentre durante le fasi lunari cambia solo la “quantità di Luna” che possiamo vedere dalla Terra: come fa questo a influenzare un qualunque fenomeno quaggiù? Questa era la mia perplessità iniziale, per la quale chiedevo spiegazioni.
        Comunque mi sono informata un po’ sul plancton, e da quel che ho capito gli articoli non dicono che cresce di più o di meno durante la diverse fasi lunari; sostengono invece che la sua concentrazione alle varie profondità dipende dalla fase lunare, ma indirettamente: ne dipende solo perchè negli strati superficiali la predazione notturna da parte di organismi più grandi è agevolata dalla luce della luna. Questa è una spiegazione razionale, e mi convince molto di più rispetto all’ipotesi che il plancton stesso possa crescere più rapidamente durante la luna crescente.

      • Chiedo scusa per aver fatto un po’ la maestrina rompiscatole, ma penso che il dovere degli scienziati sia quello di essere chiari e non dare il proprio pubblico consenso a credenze senza fondamento… Ne circolano già troppe e fanno tanti danni! Quelle sulle fasi lunari non sono tra le più gravi, ma tutto contribuisce a creare un certo clima. Grazie per la pazienza e l’ascolto.

      • Alessandra, ma dove è che ho scritto che le maree sono prodotte dalle fasi lunari? non ho mai scritto quello che mi stai facendo dire. 1) io ho solo scritto che la luna influenza l’ambiente marino molto più che la terra, per esempio attraverso le maree, che in mare sono molto maggiori che sulla terra, né ho parlato di effetti diretti fra maree e plancton, che pure forse ci sono, ma non erano in discussione (la frase esatta era: “il mare non è la terra, e nel mare l’effetto della luna è molto forte, fosse solo attraverso le maree“); dunque? 2) tu stessa hai trovato che quello che l’articolo dice cioè che le fasi lunari hanno azione sul plancton è vero; l’articolo pubblicato sul blog non ne discute il meccanismo (“Il fitoplancton sembra cioè comportarsi come una specie ……..che cresce vista d’occhio durante la luna crescente“), che tu hai trovato essere indiretto, mediato dalla luce, cionondimeno l’effetto c’è (anche se il sito che citavi non lo conosceva proprio, dovrebbe fare una correzione); ed infine questo effetto indiretto, complesso, inaspettato, è proprio come avevo scritto io citando la poesia: “il mondo è più strano di quanto immaginiamo; incorreggibilmente plurimo”, ossia stiamo parlando di sistemi complessi in cui gli effetti sono inaspettati, sottili, complessi, mediati. Anche a rileggerle adesso con ripetuta attenzione non mi pare di aver scritto io cose imprecise; e nell’articolo il legame fra plancton e fasi lunari è corretto. Comunque grazie delle tue note.

  2. Voglio prima di tutto scusarmi per il ritardo con cui pubblico questa mia risposta , ma evidentemente il primo inserimento non è andato a buon fine
    cara Alessandra
    nel mio giardino cresce una peonia, che qui da noi viene chiamata ‘rosa di Pasqua’ , perché abitualmente fiorisce a Pasqua. Per anni sono rimasto incantato perché la fioritura si ripresentava puntuale a Pasqua , nonostante che la Pasqua si sposti , nonostante che capiti in periodi e con condizioni metereologi che molto diverse .Poi perché succede questo fenomeno che la Pasqua coincide sempre con la prima luna piena di primavera, e la peonia segue la luna e se ne frega del nostro calendario gregoriano .
    E ti posso assicurare che le schiume iniziano nello stesso momento in cui fiorisce la peonia e che veramente gli zucchini San Pasquale crescono a vista d’occhio a giugno con la luna pena .
    Sono osservazioni sperimentali, non licenze poetiche.
    Iil fenomeno della stagionalità della formazione delle schiume c’è ed è evidente, anche se io stesso ho sottolineato che occorre approfondirne lo studio , caratterizzando i tensioattivi e le specie che li producono e valutando come varia la loro concentrazione nel tempo.
    Non credo sia difficile arrivare ad una precisa valutazione di quello che succede , ma insieme a questo voglio sottolineare come sarebbe anche opportuno che il mondo scientifico ed i Chimici professionisti che operano in questo settore si facciano carico anche di evidenziare le cause del fenomeno e diffondere una corretta educazione scientifica per far capire cosa occorre rimuoverle.
    Sai io sono un Chimico Teorico, ogni tanto mi piace ricordare che tutto è interconnesso .

    • Ho letto con piacere quanto ha scritto Raffaele. Anch’io sono un Chimico ed una domenica mattina, trovandomi a Sorrento da una di quelle terrazze prossime al “Cocumella”, mi è capitato di osservare, per la prima volta, un “isolotto” fatto di materia emulsionata densa, bianca ed a contorni netti. Quel corpo estraneo galleggiante mi ha fatto riflettere. Conclusi in breve che non poteva trattarsi di un materiale proveniente da scarichi fognari e/o da materiali sversati a mare. Sicuramente il fenomeno doveva ricondursi a condizioni di inquinamento secondario. Per questo condivido quello che ha scritto Raffaele, va analizzata la periodicità del fenomeno a cui sono sicuramente legati la variazione di parametri fisici e meteoclimatici. Trattasi in effetti di fenomeni naturalmente semplici che solo la mancanza di conoscenza del sistema in cui essi avvengono impedisce di capire con immediatezza. Ciò spinge ad un confronto di ipotesi ed allo studio del fenomeno.

    • Grazie per la risposta.
      Ho alcune obiezioni, però. Prendiamo in considerazione due anni: nell’anno A il plenilunio cade il 21 marzo, mentre nell’anno B capita il 20 marzo. Quindi nell’anno A la Pasqua sarà la prima domenica dopo il 21 marzo, mentre nell’anno B dovrà attendere il plenilunio successivo, che avverrà intorno al 17 aprile. Per quale motivo la peonia, che nell’anno A fiorisce il 21 marzo, nell’anno B dovrebbe ignorare il plenilunio del 20 marzo e fiorire il 17 aprile? Che differenza c’è tra il 20 e il 21 marzo? Questo fenomeno della pianta che fiorisce solo a Pasqua mi sa più di intervento divino che di fenomeno naturale…
      A proposito dello zucchino, invece, nell’articolo lei scriveva che cresce rapidamente durante la luna CRESCENTE; nella sua risposta, invece, dice che cresce rapidamente durante la luna PIENA: stiamo facendo un po’ di confusione sull’argomento, mi sembra. E infatti una delle mie obiezioni precedenti riguardava proprio questo: mentre nel suo post è scritto che il plancton si comporta come lo zucchino, cioè cresce di più durante la luna crescente, negli articoli scientifici che sono riuscita a reperire è descritta una diminuzione della concentrazione del plancton negli strati acquatici superficiali non durante la luna crescente o calante, ma nelle due settimane a cavallo della luna piena, per motivi di illuminazione notturna.
      Concludo dicendo che io sono una chimica sperimentale, invece, e so che le osservazioni sperimentali non sono sufficienti. Dire “è così, l’ho visto” non basta; occorre dire “è così perchè…”, e a questo perchè si arriva attraverso la formulazione di un’ipotesi successivamente verificata tramite esperimenti mirati. Le osservazioni sperimentali da sole possono essere pericolose… Ci sono genitori che sostengono che i loro bambini siano diventati autistici in seguito a un vaccino, e sulla base di questa “osservazione sperimentale” mai verificata cercano di convincere altri genitori a non vaccinare i figli! So che sto estremizzando, ma questo intendevo quando dicevo che noi scienziati abbiamo il dovere di contribuire alla promozione di un clima culturale diverso.

      • Grazie dei commenti.sono fenomeni naturali che, come ho precisato nell’articolo,vanno ulteriormente investigati. Spero di poter completare a breve questa ricerca con la caratterizzazione delle schiume e con la caratterizzazione del fitoplancton e della sua evoluzione. Cordiali Saluti

      • Cara Alessandra uno dei temi di questo blog è la meraviglia, il senso dell’inaspettato che coglie nell’osservazione e nell’analisi della Natura; è un sentimento espresso da quella poesia di MacNeice che ho citato più volte e che ho imparato da Haldane e e da Oparin che l’hanno citata per primi molti molti anni fa.
        Nel nostro ambiente iperscientifico succede il contrario che su faccialibro; c’è lo scetticismo elevato non a sistema (che va bene) ma a credo; e questo è altrettanto sbagliato che essere creduloni.
        Ciò detto devo chiedere scusa a Raffaele Attardi perché di fatto cercando bene in letteratura oltre alla relazione che ti avevo consigliato di esplorare “moon cycle plankton” ce ne sono altre più corpose e anche più profonde. E prima di proseguire questa discussione ti consiglierei di leggere i seguenti articoli che dimostrano che una relazione fra fasi lunari e piante oltre che animali è forte e ben fondata, checchè ne dicano alcuni il cui scetticismo sembrerebbe improvvido. D’altronde anche di recente c’è stato chi ha vinto un Nobel dopo essere stato deriso per anni (Daniel Shechtman). La cosa difficile per me come coordinatore è proprio tenere distinte le polemiche sui due lati: scetticismo antiscientifico come gli antivax o gli sciachimisti e scetticismo iperscientista. Gli opposti possono toccarsi ed entrambi fanno male alla scienza. secondo me la questione zucchina S. Pasquale che avevo considerato come citazione letteraria potrebbe (ripeto potrebbe) collocarsi nella sezione meraviglioso non esplorato più che fra le panzane. Vedremo.

        http://www.sciencemag.org/news/2015/04/plant-releases-its-pollen-full-moon

        Full moons are often thought to be a catalyst for romance. Something about that dim white light in the dark sky has for centuries inspired humans to compose sonatas, paint pictures, and explore the cosmos. But it seems we’re far from being the only organisms inspired by the moon’s beauty. A new study, published online today in Biology Letters, suggests that a small scrubby shrub called Ephedra foeminea releases its pollen only when the moon is full.

        http://rsbl.royalsocietypublishing.org/content/11/4/20140993

        https://www.diva-portal.org/smash/get/diva2:1082324/FULLTEXT01.pdf
        tesi

        http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/royprsb/280/1765/20123088.full.pdf

        Most studies in chronobiology focus on solar cycles (daily and annual). Moonlight and the lunar cycle received considerably less attention by chronobiologists. An exception are rhythms in intertidal species. Terrestrial
        ecologists long ago acknowledged the effects of moonlight on predation success, and consequently on predation risk, foraging behaviour and habitat use, while marine biologists have focused more on the behaviour and mainly on reproduction synchronization with relation to the Moon phase.
        Lately, several studies in different animal taxa addressed the role of moon-light in determining activity and studied the underlying mechanisms. In this paper, we review the ecological and behavioural evidence showing the effect
        of moonlight on activity, discuss the adaptive value of these changes, and describe possible mechanisms underlying this effect. We will also refer to other sources of night-time light (‘light pollution’) and highlight open
        questions that demand further studies

        e infine un più divulgativo

        https://www.newscientist.com/article/mg22029451-200-the-night-full-moon-mayhem-is-for-real/

        Concludo dicendo che sulla questione vaccini che usi come controesempio avevamo appena pubblicato un articoletto sull’algebra della “immunizzazione di gregge” che spero avrai letto e che è l’oggetto del contendere sui giornali e che però da sola non risolve il problema di politica dell’ignoranza che sta dietro alle manifestazioni attuali. Purtroppo scienza e democrazia sono connessi e la maggior parte delle persone non conosce la scienza e ne vede solo gli aspetti negativi (e ce ne sono e siamo noi che dovremmo fare da filtro). Il risultato di ignoranza e uso scorretto della scienza è l’antiscienza.

      • ti ringrazio . approfondirò anch’io queste letture .quello che voglio sottolineare è che a prescindere da tutto suggerirei ad Alessandra di leggere l’articolo partendo dalla fine. Non credo sia opportuno concentrare l’attenzione solo sugli zucchini,quello che forse dovrebbe interessare di più il mondo scientifico è la catastrofica situazione in cui versa la gestione delle reti fognarie in Campania e non solo in Campania.
        Noi Chimici abbiamo le competenze ed io credo anche il dovere di approfondire le gravi carenze che ci sono nei sistemi di trattamento e depurazione dei reflui, e intervenire anche nel sociale , per proporre e sollecitare soluzioni. Le mie osservazioni sulle schiume evidenziano come il fenomeno della rottura degli equilibri marini si stia aggravando ; forse gli scarichi a mare non sono l’unica causa di questo fenomeno,ma certo contribuiscono attraverso l’ eutrofizzazione delle acque marine ad aggravarlo. Per questo bisogna concentrare l’attenzione sullo studio di questo fenomeno, impegnarsi nella divulgazione scientifica dei risultati per far capire come questi fenomeni rappresentano l’impronta digitale dei nostri comportamenti , e bisogna anche manifestare un concreto impegno nella ricerca dele soluzioni necessarie a risolvere questa inaccettabile situazione . Per me tutto è interconnesso e caratterizzare le schiume e studiare l’evoluzione del fitoplancton , non solo è opportuno per chiarire il fenomeno aggiungendo dati di laboratorio a quelle che sono in ogni caso osservazioni documentate da molte foto e correlazioni causa \ effetto relative alla effetto prodotto dagli idrogetti in diversi periodi stagionali , ma deve essere la strada, una volta chiaritone l’origine , per mitigarlo.

  3. A proposito di schiume in mare, siamo tutti predisposti a considerarle effetto dell’inquinamento, lo ero anche io finché non mi è capitato di vedere un documentario girato su un tratto di costa australiana disabitata e selvaggia e dove pure una schiuma densa e compatta galleggiava sull’acqua. Ipotizzai che debba trattarsi di tensioattivi di origine biologica; lo stesso può verificarsi su tratti di mare ben più popolati come quelli di Sorrento.

    • Ti ringrazio. Faccio presente che da circa un mese gli idrogetti degli aliscafi non producono piú schiuma,nonostante che la popolazione turistica e quindi l’impatto sul mare sia al massimo. Perciò penso che questo confermi che il fenomeno sia correlato al ciclo di sviluppo delle alghe. La prossima primavera cercherò di caratterizzare il fenomeno. Nel frattempo mi auguro che colleghi di altre zone d’Italia prestino attenzione al fenomeno per valutarne l’estensione.

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