Lettera aperta al governo

Vincenzo Balzani

Al  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  Paolo  Gentiloni

e,  p.c.,
   al  Ministro  dello  Sviluppo  Economico,  Carlo  Calenda

al  Ministro  dell’Ambiente  e  della  Tutela  del  Territorio  e  del  Mare,  Gianluca  Galletti

al  Ministro  per  le  Politiche  Agricole,  Alimentari  e  Forestali  ,
Maurizio  Martina

al  Ministro  dell’Economia  e  Finanze,  Pietro  Carlo  Padoan

al  Ministro  della  Salute,  Beatrice  Lorenzin

al  Ministro  per  le  Infrastrutture  e  Trasporti,  
Graziano  Delrio


al  Ministro  dell’Istruzione,  Università  e  Ricerca,  Valeria  Fedeli

Lettera Aperta

Caro  Presidente,

Dopo   mesi   di   siccità,   temperature   ben   più   alte   della   media   stagionale,   ghiacciai   che   si   sciolgono,   foreste  che  vanno  in  fumo,  chi  può  dubitare  che  il  cambiamento  climatico  sia  già  oggi  un  problema   che   colpisce   duramente   l’Italia?   Il   nostro   Paese,   collocato   in   mezzo   al   Mediterraneo,   è   uno  dei   punti   più   critici   del   pianeta   in   termini   di   cambiamento   climatico,   fenomeno   globale   dovuto   principalmente  alle  emissioni  di  gas  serra  causate  dalle  attività  umane.


Tutti   i   settori   economici   e   sociali   sono   colpiti   (se   non   addirittura   sconvolti)   dal   cambiamento   climatico:   l’agricoltura,   fortemente   danneggiata   dalla   siccità;   la   sanità,   che   deve   far   fronte   agli   effetti   diretti   (canicola,   inquinamento   atmosferico)   e   indiretti   (nuovi   vettori   di   malattie)   che   mettono  in  pericolo  la  salute  della  popolazione;  il  turismo  invernale,  che  non  può  più  contare  sulla   neve  naturale,  e  quello  estivo,  danneggiato  dalla  erosione  delle  spiagge;  il  territorio,  degradato  da   disastri   idrogeologici   (frane,   alluvioni);   gli   ecosistemi,   devastati   dai   cambiamenti   climatici;   le   città   che,  come  Roma,  hanno  gravi  difficoltà  di  approvvigionamento  idrico.

I  cambiamenti  climatici  sono  principalmente  causati  dall’uso  dei  combustibili  fossili  che  producono   anidride   carbonica   e   altri   gas   serra,   come   è   stato   unanimemente   riconosciuto   nella   Conferenza   delle  Parti  di  Parigi  del  2015  (COP21).     In   Italia,   in   media   ogni   persona   ogni   anno   provoca   l’emissione   di   gas   serra   per   una   quantità   equivalente   a   sette   tonnellate   di   anidride   carbonica.   Gran   parte   di   queste   emissioni   non   possono   essere   addebitate   direttamente   ai   singoli   cittadini   poiché   sono   l’inevitabile   conseguenza   di   decisioni   politico-­‐amministrative   errate,   a   vari   livelli.

Ad   esempio:   le   scelte   urbanistiche   (uso   del   territorio  e  localizzazione  dei  servizi)  da  parte  dei  comuni  e  delle  regioni;  le  decisioni  prese  in  tema  di   mobilità   locale,   regionale   e   nazionale   che,   direttamente   o   indirettamente,   favoriscono   l’uso   dell’auto;   gli   incentivi,   diretti   ed   indiretti,   alla   ricerca,   estrazione,   trasporto   (spesso   da   regioni   molto   remote)   e   commercio   dei   combustibili   fossili;   la   costruzione   di   infrastrutture   superflue   o   addirittura  inutili  (autostrade,  gasdotti,  supermercati);  la  mancanza  di  una  politica  che  imponga  o   almeno   privilegi   il   trasporto   merci   su   rotaia;   le   limitazioni   e   gli   ostacoli   burocratici   che   frenano   lo   sviluppo  delle  energie  rinnovabili;  gli  incentivi  alla  produzione  e  consumo  di  carne;  la  mancanza  di   una  politica  culturale  che  incoraggi  la  riduzione  dei  consumi  e  l’eliminazione  degli  sprechi.
Nel  nostro  Paese  sembra  che  molti  settori  della  politica,  dell’economia  e  del’informazione  abbiano   gli   occhi   rivolti   al   passato   e   siano   quindi   incapaci   di   capire   che   oggi   siamo   di   fronte   a   problemi   ineludibili   con   cui   è   necessario   e   urgente   confrontarsi:   le   risorse   del   pianeta   sono   limitate   e   limitato   è   anche   lo   spazio   in   cui   collocare   i   rifiuti,   l’uso   dei   combustibili   fossili   va   rapidamente   abbandonato  e  altrettanto  rapidamente  è  necessario  sviluppare  le  energie  rinnovabili.     Si   continua   a   sviluppare   politiche   economiche   ed   industriali   “tradizionali”,   senza   considerare   le   mutate   condizioni   climatiche   e   ambientali.   Il   dogma:   strade-­‐cemento-­‐idrocarburi   appare,   pur   con   qualche  piccola  deviazione,  l’unico  obiettivo  delle  politiche  economiche.     Se   puntassimo   seriamente   alla   realizzazione   di   mitigazione   e   adattamento   climatico   avremmo   grandi  benefici:  aumento  dell’occupazione,  minori  costi  per  emergenze  e  calamità  naturali,  minori   spese  sanitarie  e  un  miglioramento  nella  bilancia  commerciale  (minori  importazioni  di  combustibili   fossili).     Quali   sono   i   principali   obiettivi   strategici   che   dovrebbero   sostituire   il   dogma   strade-­‐cemento-­‐ idrocarburi?

Risparmio-­‐riuso-­‐rinnovabili.     Infatti,   la   sola   conversione   alle   energie   rinnovabili,   pur   essendo   una   condizione   necessaria,   non   è   di   per   sé   sufficiente   per   mitigare   i   cambiamenti   climatici.   E’   indispensabile   anche   ridurre   il   consumo  di  energia  e  di  ogni  altra  risorsa,  particolarmente  nei  paesi  sviluppati  come  il  nostro  dove   regna   lo   spreco.   Attualmente,   un   cittadino   europeo   usa   in   media   6.000   watt   di   potenza,   mentre   negli   anni   ’60   la   potenza   pro   capite   usata   in   Europa   era   di   2000   watt   per   persona,   corrispondenti   ad  una  quantità  di  energia  sufficiente  per  soddisfare  tutte  le  necessità.     Naturalmente,  questo  cambiamento  di  strategia,  richiede,  innanzitutto  una  rivoluzione  culturale  e   una   forte   coesione   sociale.   Senza   la   consapevolezza   della   inevitabile   necessità   di   cambiare   direzione  e  l’analisi  di  un’adeguata  transizione,  rimane  solo  la  conservazione  dello  stato  di  fatto,  e   la  ragionevole  certezza  che  ci  saranno  catastrofi  naturali  e  sociali.     Per   questi   motivi,   chiediamo   ai   colleghi   delle   Università   e   Centri   di   ricerca   italiani   e   a   tutti   i   cittadini   che   condividono   quanto   sopra   riportato   di   firmare   il   nostro   appello   sul   sito   energiaperlitalia   per   stimolare   il   Governo   ad   organizzare   una   Conferenza   Nazionale   sui   cambiamenti  climatici  e  a  mettere  in  atto  i  provvedimenti  necessari.

La  versione  integrale  della  lettera-­‐appello  al  governo  è  sul  sito  energiaperlitalia

Vincenzo  Balzani   Coordinatore  del  gruppo  energiaperlitalia

9 thoughts on “Lettera aperta al governo

  1. Per favore, prima di prendere certe iniziative dove vengono espresse in modo così netto delle posizioni non condivise da gran parte della comunità scientifica internazionale sarebbe opportuno sottoporle prima ai soci della SCI. La scienza dovrebbe evitare di fornire carne sul fuoco alla politica, la quale non aspetta altro che rinnovare argomenti per manipolare l’opinione pubblica a favore dei propri interessi. Consiglio la visione di questo servizio dell’emittente britannica Channel 4: La Grande Truffa del Riscaldamento Globale – “The Great Global Warming Swindle

    • Caro Paolo, per fortuna su questo tema la SCI ha una posizione ufficiale che è del tutto opposta a quella, peraltro completamente NON scientifica di Channel 4; una posizione (https://www.soc.chim.it/sites/default/files/PosizioneSCI_0.pdf) che abbiamo contribuito a forgiare anche col nostro blog, cosa di cui sono personalmente molto fiero; questa posizione collima completamente con la posizione che i climatologi di tutto il mondo hanno sul tema: l’uomo è responsabile di una parte significativa del riscaldamento globale a causa della combustione di fossili effettuata negli ultimi due secoli e dell’agricoltura intensiva; la strategia proposta da Vincenzo è esattamente quella suggerita sia dal buonsenso che dai più accorti studiosi del settore e la sua sostanza costituisce la base di questo blog, come puoi leggere nella descrizione del nome. L’Antropocene nella sua versione attuale non è sostenibile e ci sta portando verso una catastrofe, cosa che parecchi premi Nobel in Chimica hanno sostenuto in anni recenti.

  2. Non si può che essere d’accordo con l’analisi di Balzani. Il problema è come possiamo sostituire l’energia che ora consumiamo. Anche la riduzione progressiva delle fonri di assorbimento è problematica. Ad esempio la sostituzione dei motori a benzina (che tra l’altro richiederebbe decenni!!) dei motori a benzina /gasolio con motori elettrici è attraente. Ma come ricaviamo l’energia elettrica necessaria. In Italia le fonti idroelettriche paiono sature e non possiamo costruire (giustamente) centrali nucleari. Non resta che comprare energia dall’estero, cioè dai Paesi che sono ricchi di centrali nucleari, come la Francia….
    Pino DG

    • Fotovoltaico e eolico, ancor più che idroelettrico, possono fornirci grandi quantità di energia elettrica. Il collo di bottiglia non sono né i fotoni del sole né la disponibilità di venti, ma i materiali necessari per costruire i congegni e i dispositivi di conversione. Bisogna mettersi in testa che non potremo mai avere tutta la quantità di energia che vorremo (e neppure le altre risorse in quantità illimitata). E’ necessario capire che siamo su una specie di astronave che ha risorse limitate e quindi dovremo adottare una economia circolare basata sulla sufficienza e sulla sobrietà. Con i combustibili fossili non potremmo adottare una economia circolare e finiremmo per danneggiare in modo irreversibile il pianeta

  3. … Naturalmente il tema di fondo non può che essere condiviso. Vorrei solo che, almeno in questo contesto, si rispettasse la corretta terminologia chimica. Non si può scrivere, come si nota nel prospetto finale, sugli obiertivi della sostenibilità: ” ridurre l’uso di SOSTANZE CHIMICHE E PERICOLOSE” !!! Qualcuno può gentilmente indicarmi la differenza fra ” sostanze chimiche e sostanze pericolose” ??? Grazie.

    • Caro Bruno l’immagine non fa parte del testo di Balzani, come potrai verificare andando sul sito di Energia_per_l’Italia; l’ho aggiunta io come le altre per alleggerire il testo; una cosa che faccio di solito, senza che gli autori ne siano avvisati prima quando non le mandino loro stessi; l’ho aggiunta per chiarire come la strategia proposta da Vincenzo fosse una strategia di fatto europea; mi era sfuggita, e forse era sfuggita anche all’autore dell’immagine, una “e” di troppo, che mi sono affrettato a cancellare; grazie della notazione; mi scuso dell’errore con Vincenzo e con i lettori.

  4. Il linguaggio scientifico continua ad essere violentato dai giornakisti, sia della carta stampata che della TV. proprio poco fa, in un servizio di approfondimento sui disastri ambientali a Livorno, mandato in onda dalla rete TV Sky, per indicare l’estensione della superficie danneggiata in chilometri quadrti, è stata mandata in video l’espressione ” KM2″ che, solo con pronta capacità e fantasia, si poteva interpretare come significato di: Kilometri al quadrato “. Ora non si venga a dire che la grafica televisiva non può utilizzare, per es. l’espressione ” Kmq” al posto di KM2. È sempre lo stesso problema di quando si scrive la formula dell’acqua nella modalità per cui un chimico leggerà sempre ” Accaventi” = H2O.

  5. Il servizio di Channel 4: La Grande Truffa del Riscaldamento Globale era incluso nell’intervento di Paolo Lombardi ed è rimasto disponibile in questa pagina per alcune ore, poi è stato cancellato. Non è grave perché esso è facilmente reperibile su Internet e chi ha la curiosità di vederlo può trovarlo, tuttavia credo che sarebbe stato corretto, da parte del curatore, segnalare questa operazione. Non vorrei chiamarla censura, vogliamo chiamarla distrazione? In ogni modo è coerente con il tentativo di far credere che la comunità scientifica sia unanime nel sostenere l’opinione ortodossa e che gli eretici vadano messi a tacere.

    • Dott Rampichini il documentario cui lei si riferisce è un documento pieno di falsità pubblicato 8 anni fa (quindi pure vecchio) da un canale televisivo famoso per farsi pubblicità in questo modo date le sue note difficoltà di bilancio; dovrebbe essere autonomo ma non ci riesce e allora si basa su fake news per farsi spazio, dato che questo è un sito scientifico noi riteniamo di non dover fare pubblicità alle sciocchezze; dunque io ho con attenzione eliminato il link per non dare una mano a chi diffonde queste falsità. Non ho intenzione di fare polemica su questo; questo sito NON farà da cassa di risonanza alle sciocchezze, per cui prossimi commenti di questo tono suoi o di altri saranno cancellati. Non si tratta di censura, si tratta di lotta a miserabili sciocchezze pagate nel 2008 con i soldi delle multinazionali del petrolio e del carbone, lei sta citando una cosa che è sul medesimo piano di scie chimiche, antivax, fiori di Bach e simili, anzi peggio e lo fa senza pudore. E’ interessante notare che questa notizia rilanciata oggi corrisponde alla traduzione in italiano dei sottotitoli (dopo 8 anni!!!!!) dunque è il tentativo di farsi pubblicità gratuita. Se lo scordi.

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