Noterelle di economia circolare.7. Glover

Giorgio Nebbia

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Ogni generazione crede di essere la più furba di tutta la storia; la nostra generazione, per esempio, è orgogliosa di avere scoperto l’ecologia, il risparmio energetico, la lotta all’inquinamento, il recupero dei sottoprodotti, l’economia circolare, le merci verdi, convinta di essere la prima ad affrontare con successo i problemi della moderna società industriale. Eppure gli stessi problemi con cui ci confrontiamo oggi sono stati incontrati e risolti, talvolta in maniera ingegnosa, da molti nostri predecessori ai quali siamo debitori di quello che siamo oggi.

Casi di questo genere si trovano nella storia della chimica, per esempio nella storia della produzione dell’acido solforico. Questo acido corrosivo era noto agli alchimisti arabi; dalla traduzione delle loro opere i chimici medievali occidentali ne conobbero l’utilità nel trattamento dei metalli e nella fabbricazione di altre sostanze e impararono a fabbricarlo dapprima su piccola scala poi in vere e proprie industrie. I primi chimici producevano l’acido solforico scaldando lo zolfo con il nitrato di sodio o di potassio in presenza di acqua. In queste condizioni lo zolfo viene ossidato ad anidride solforosa e poi ad anidride solforica che, assorbita in acqua, si trasforma in acido solforico.

Dapprima la reazione veniva condotta in grossi recipienti di vetro, sostituiti, già nel 1746, da “camere di piombo”, uno dei pochi metalli resistenti alla corrosione da parte dell’acido solforico. Durante la reazione si liberano degli ossidi di azoto che si disperdevano nell’aria, che sono nocivi e che sono stati una delle prime fonti di inquinamento atmosferico industriale. I principali produttori, in Inghilterra, Francia e Germania, dovevano importare le costose materie prime: lo zolfo dalla Sicilia, le piriti dalla Spagna, i nitrati dal Cile; bisognava perciò produrre l’acido usando la minima quantità di materie prime.

Nel 1827 il famoso, professore universitario francese, Joseph Louis Gay-Lussac (1778-1859), suggerì di recuperare una parte dei nocivi e preziosi ossidi di azoto perduti, inserendo nel processo una torre nella quale i gas azotati incontravano una pioggia di acido solforico; il prodotto di reazione veniva rimesso in ciclo per produrre altro acido solforico con minori perdite di composti azotati e con minore inquinamento. Così si otteneva acido solforico diluito che era richiesto su larga scala per produrre la soda necessaria per i saponi e i concimi richiesti per ridare fertilità ai terreni; molte reazioni chimiche per la produzione di coloranti ed esplosivi richiedevano però acido solforico concentrato che, nella metà dell’Ottocento, era costoso perché prodotto soltanto a Nordhaus nell’attuale Germania.

Chemistry, Society and Environment: A New History of the British Chemical Industry
a cura di Colin Archibald Russell,Royal Society of Chemistry (Great Britain)

A questo punto intervenne un altro inglese, John Glover (1817-1896), che perfezionò ulteriormente il processo delle camere di piombo. Glover era figlio di un operaio di Newscastle e fin da ragazzo aveva cominciato a lavorare come apprendista, seguendo anche dei corsi nel locale Istituto tecnico e studiando chimica. Nel 1852 fu invitato negli Stati Uniti a dirigere una fabbrica chimica a Washington; nel 1861 tornò in Inghilterra e fondò una propria società che produceva acido solforico e altri composti chimici. L’idea della torre che porta il suo nome venne a Glover nel 1859 e la prima unità fu costruita nel dicembre 1868. In tale “torre”, costituita da un cilindro verticale contenente mattoni resistenti agli acidi, l’anidride solforosa proveniente dai forni a pirite incontra, in controcorrente, una “pioggia” costituita dalla soluzione di acido solforico diluito e ossidi di azoto, uscente dalla torre di Gay-Lussac; una parte dell’anidride solforosa viene ossidata ad acido solforico e il resto viene avviato alle camere di piombo; l’acido solforico si forma a concentrazione più elevata di quella dell’acido che si formava nelle camere di piombo. Con la torre di Glover si aveva un recupero quasi totale dell’ossido di azoto e quindi si aveva un limitato consumo dei costosi nitrat, col vantaggio di diminuire ulteriormente l’inquinamento atmosferico. In realtà la chimica dell’intero processo è più complicata ma abbastanza nota.

Così perfezionato il processo delle camere di piombo ha prodotto acido solforico in tutto il mondo fino alla prima guerra mondiale. Intanto altri studiosi avevano messo a punto un altro processo di produzione dell’acido solforico per ossidazione dell’anidride solforosa con ossigeno su un catalizzatore. Dapprima fu usato come catalizzatore il costoso platino, poi sostituito da un ossido di vanadio; il processo catalitico richiedeva come materia prima zolfo molto puro come quello prodotto, dall’inizio del Novecento, negli Stati Uniti, molto migliore di quello siciliano, Da allora l’industria siciliana dello zolfo è scomparsa, è scomparsa anche quella americana; oggi lo zolfo si recupera dai rifiuti della raffinazione del petrolio e del gas naturale e ormai l’acido solforico si ottiene dovunque col processo catalitico.

Il grande chimico Justus von Liebig (1803-1873) nella metà dell’Ottocento scrisse che lo sviluppo industriale di un paese si misura sulla base della quantità di acido solforico che produce; di sicuro l’acido solforico era ed è il prodotto chimico fabbricato in maggiore quantità nel mondo, circa 230 milioni di tonnellate all’anno; per il 40 percento, in rapido aumento, nella solita inarrestabile Cina. La torre di Glover è ormai un ricordo, al più citata in qualche libro, ma la sua invenzione ha fatto fare un passo avanti gigantesco all’industria chimica.

Questa breve storia ha una sua morale: il progresso di un paese è basato su continue innovazioni tecnico-scientifiche alle quali chiunque può contribuire, anche cominciando nel garage di casa propria come avvenne per i pionieri dell’elettronica. Nessuno è escluso purché abbia curiosità e voglia di guardarsi intorno e nessuna generazione ha avuto occasioni di conoscenza come quella attuale, nell’era di Internet, strumento di accesso a libri e testi e documenti e informazioni come mai era avvenuto prima.

per approfondire: https://todayinsci.com/G/Glover_John/GloverJohn-Obituary.htm

https://pubs.acs.org/subscribe/archive/tcaw/10/i09/html/09chemch.html

http://ml2rconsultancy.com/sulfuric-acid-history/

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