Cronache dall’ “Ora della Chimica”

Mauro Icardi

Ho avuto modo di visitare la quinta edizione festival dell’innovazione e della ricerca scientifica ospitato nella biblioteca Archimede di Settimo Torinese. Edizione dedicata alla chimica. Più che giusto intitolarla quindi “L’ora di chimica”. E ho trovato interessante ed appropriata la mostra dedicata a Primo Levi scrittore di fantascienza, di cui mi ero già occupato nella recensione del libro di Francesco Cassata tratta dalla settima lezione Primo Levi tenutasi nell’ottobre del 2015.

Ho potuto nuovamente verificare di persona che questa parte dell’opera dello scrittore è sconosciuta a molti. Forse da altri considerata minore. Io credo che vada invece scoperta e apprezzata. E’ una parte integrante della “galassia Primo Levi”, e alcuni racconti sono acuti e profetici. Come ho già avuto modo di far notare, per esempio il “Mimete” di “Storie naturali” è una rappresentazione di un prodotto tecnologico odierno, non essendo altro che la descrizione con mezzo secolo di anticipo (il libro uscì nel 1966) delle odierne stampanti 3D.

La chimica viene vista spesso in maniera distorta e confusa. Ma alla chimica dobbiamo anche l’elevato livello di qualità della vita di cui (almeno nel mondo occidentale) abbiamo potuto godere negli anni successivi al secondo conflitto mondiale. Prima che la crisi ecologica e quella economica, cioè le due facce della stessa medaglia ci mettessero sotto gli occhi il fatto incontrovertibile che i limiti fisici di pianeta e biosfera non possono essere superati.

La chimica e particolarmente l’industria chimica dovrà in un futuro molto prossimo modificare i propri cicli produttivi, privilegiando l’utilizzo di materie prime rinnovabili, approfondendo ulteriormente la conoscenza dei meccanismi chimici e biochimici che sono alla base dei processi di degradazione ambientale. La chimica permea la nostra vita anche nei processi e nelle reazioni biochimiche che avvengono nel corpo umano. Tutto questo nella mostra di Settimo Torinese è stato ampiamente divulgato, grazie anche a laboratori per ragazzi delle scuole, dalle elementari fino alle superiori. Per mostrare la magia della chimica. Consapevolezza e conoscenza sono ottime chiavi di comprensione.

E di conoscenza e comprensione si è parlato anche nella conferenza sulle sostanze stupefacenti dal titolo “Nuove droghe. Istruzioni per il non uso”. Sappiamo che esiste una cultura parallela dello “sballo”. Sappiamo che il consumo di sostanze stupefacenti o psicotrope non è un fenomeno recente, ma accompagna l’uomo da secoli. Da quando i nostri antenati e progenitori scoprirono che da diverse sostanze di origine naturale si potevano estrarre sostanze che miglioravano il tono dell’umore. Che aiutavano a sopportare la fatica, o lo illudevano di stare meglio. Di aiutarlo a dimenticare la fatica della vita e della quotidianità.

Quello che il relatore il Professor Marco Vincenti, che è Direttore del dipartimento di chimica dell’Università di Torino ha voluto sottolineare, è che il suo intervento non aveva l’intenzione di formulare un giudizio etico o morale. Ma si proponeva di dare un quadro oggettivo della realtà attuale del consumo di sostanze stupefacenti. Sottolineando che molto spesso esiste un consumo inconsapevole. Non tanto per le cosiddette sostanze stupefacenti “storiche” come quelle derivate dagli oppiacei, come l’eroina, o quelle stimolanti come la cocaina. Ma soprattutto per le nuove droghe che possono essere sintetizzate con relativa semplicità. Per esempio l’ecstasy che può essere facilmente sintetizzata partendo dal safrolo (4-allil-1,2-metilendiossibenzene), sostanza di facile reperimento in commercio. La stessa pianta di cannabis che oggi viene coltivata in serre modernissime, sia pure illegali, e che irrorata costantemente con luce artificiale si arricchisce in principio attivo di THC a valori di molto alti (20-40%) rispetto a quelli consueti molto più bassi (0,5-1,5%). E’ intuitivo che un consumo inconsapevole di uno spinello che ne contenga in dosi così elevate provochi effetti collaterali di gran lunga maggiori e più pericolosi.

Estremamente interessanti anche le parti delle conferenza dedicate ai metodi analitici di determinazione di metaboliti di sostanze stupefacenti rilevabili su matrici quali sangue, urine o capelli, nonchè quelli di riconoscimento rapido di alcuni dei principali composti e principi attivi di narcotici o stupefacenti, effettuati tramite l’utilizzo della spettroscopia Raman utilizzando lo strumento portatile Tru Narc.

Il pubblico era formato per la maggior parte di ragazzi di scuole superiori, a cui in ultima analisi è giusto che sia diretto il maggior sforzo di divulgazione. Per esperienza so che la chimica parallela, praticata nei laboratori dove si sintetizzano sostanze stupefacenti si ammanta di un’aura di mito che non permette di discernere e di osservare la cose con il dovuto giudizio critico. Ed è pur vero che anche in questo campo si perpetra l’ennesima dicotomia falsa che recita naturale= buono, sintetico=cattivo.

Il grande successo della serie “Breaking Bad”, che è in ogni caso un prodotto di fiction di buonissimo livello dal punto di vista strettamente legato alla storia, alla sua narrazione, produzione e regia, credo debba a questo mito inossidabile una buona parte (ovviamente non tutta) della sua fortuna.

Qui il mito è rappresentato dal professor Walter White, che conoscendo perfettamente la chimica, utilizza questa sua preparazione professionale per la produzione clandestina di metanfetamina.

La divulgazione e la conoscenza della chimica, degli effetti collaterali del consumo di questo tipo di sostanze possono aiutare soprattutto i giovani a non lasciarsi influenzare da questi falsi miti. E a saper distinguere tra quello che viene raccontato in qualunque prodotto di intrattenimento, e la realtà della chimica e della tossicologia delle sostanze stupefacenti. Si potrebbe pensare che sia un concetto acquisito e che si possa sottintendere. Ma in un’epoca dove si tende ad una mitizzazione generalizzata credo sia corretto invece sottolineare il concetto.

In conclusione questo festival dedicato alla chimica merita un sincero elogio.

E questa immagine che mostra una platea di bambini intenti a seguire una lezione sulla chimica dei profumi è decisamente beneaugurante. Per la chimica e la sua divulgazione, ma più in generale per un giusto riavvicinamento all’amore per la conoscenza.

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