Strategie contro l’inquinamento “indoor”

Luigi Campanella, già Presidente SCI

Con inquinamento indoor si intende l’inquinamento che interessa l’aria degli ambienti confinati, cioè quella presente in quei luoghi all’interno dei quali si svolgono attività umane sia di lavoro che conviviali, di svago o di riposo.

E’ comunque opportuno sottolineare che nell’ambito della definizione “indoor” vengono esclusi gli ambienti industriali, che pur essendo spesso confinati, presentano un tipo di inquinamento ben specifico e relazionato alla tipologia di lavoro.

Invece, al contrario di quanto succede in ambito industriale, nel caso di abitazioni, scuole, uffici, edifici pubblici, mezzi di trasporto, ecc., l’inquinamento indoor viene frequentemente sottovalutato per fattori di natura squisitamente culturale, psicologica o storica.

In realtà, diverse ricerche hanno dimostrato che in questi luoghi l’esposizione ad inquinanti di varia natura può essere addirittura superiore a quella relativa agli inquinanti in ambiente esterno o industriale.

Si tenga presente che il tempo speso da ognuno in ambienti confinati è di gran lunga superiore a quello speso in ambiente outdoor.

Un caso poi di particolare importanza è rappresentato dall’ambiente ospedaliero (sul quale scrivemmo già un post). Qui la possibilità di contrarre varie malattie, anche di tipo professionale,obbliga ad attenzione ancora maggiore,rappresentando i frequentatori una fascia debole di utenza.

Il problema dell’inquinamento indoor è emerso nel corso di questi ultimi anni: parallelamente al crescente desiderio di migliorare la qualità della vita realizzando condizioni di benessere e di salubrità ottimali per la salute. Risulta da tutto ciò quanto preziosa possa risultare una tecnologia capace di rimuovere da un ambiente indoor gli inquinanti in esso presenti.

Oggi si lavora a pitture foto catalitiche capaci di farlo utilizzando un processo fotodegradativo degli inquinanti stessi affidato alla presenza, fra i suoi componenti, di un semiconduttore fotocatalizzatore che, stimolato dalla luce solare, produce radicali liberi dell’ossigeno molto reattivi e quindi capaci di degradare fino alla mineralizzazione molti dei comuni inquinanti indoor.

I limiti a tale tecnologia sono due: necessità di illuminazione solare della parete verniciata, stop al processo nelle ore notturne.

L’implementazione è quindi indirizzata verso una modulazione della lunghezza d’onda attiva, modificando il fotocatalizzatore o drogandolo ed integrando nell’attuale composizione un generatore radicalico che possa svolgere il ruolo coperto nell’attuale versione dal sistema costituito da TiO2, luce solare, molecole di acqua ed ossigeno,capace di produrre radicali dell’ossigeno molto attivi per degradare gli inquinanti da abbattere.

Chemistry » “Phthalocyanines and Some Current Applications”, book edited by Yusuf Yilmaz, ISBN 978-953-51-3256-1, Chapter 10 Phthalocyanines: Alternative Sensitizers of TiO2 to be Used in Photocatalysis By William A. Vallejo Lozada, Carlos Diaz-Uribe, Cesar Quiñones, Mileidy Lerma, Catalina Fajardo and Karen Navarro DOI: 10.5772/67880

One thought on “Strategie contro l’inquinamento “indoor”

  1. Pingback: La qualità dell’aria negli ambienti confinati. | La Chimica e la Società

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