Cosa vogliamo scegliere?

Mauro Icardi

Ho ritrovato recentemente in un angolo della mia libreria, un numero della rivista “Urania” risalente al 1977. E’ il primo volume dei racconti di Isaac Asimov intitolato “Antologia del bicentenario”.

Più che i racconti ho trovato molto interessante la rilettura di un articolo che Asimov scrisse originariamente nel 1975 intitolato “ Best foot backward “ e che in Italiano è stato tradotto “Cosa sceglierete?

Il noto scrittore britannico di fantascienza, ma anche divulgatore scientifico, in questo articolo si schiera apertamente a favore della ricerca scientifica, e delle ricadute che essa ha avuto sulla nostra vita quotidiana, in particolare nel miglioramento delle sue condizioni.

Asimov oltre ad essere considerato uno dei maggiori scrittori di fantascienza, era anche un biochimico.

E in questo articolo fa due esempi legati in qualche modo alla chimica, che ci mostrano come non sempre le scelte siano facili, e come il giudizio su di esse debba essere meditato.

Il primo esempio che ho trovato molto interessante riguarda il chimico italiano Ascanio Sobrero e le sue ricerche sulla nitrazione di composti organici, che portarono alla sintesi prima della piroglicerina e successivamente della nitroglicerina. Sobrero però rimase molto colpito dagli incidenti che si potevano verificare nella manipolazione di questo prodotto. Decise quindi di studiarne altre proprietà in particolare quella di essere utile per la vasodilatazione sanguigna a basso dosaggio in campo farmacologico, nel trattamento delle insufficienze cardiache. Nello stesso periodo Alfred Nobel che soggiornava in quel periodo in Piemonte si dedicò a portare avanti lo studio degli esplosivi ed in particolare della nitroglicerina riuscendo a perfezionarne l’uso attraverso l’invenzione delle cartucce di dinamite, riempite di farina fossile o di segatura. L’industria degli esplosivi diventò quindi una realtà. Nel 1873 la fabbrica Dinamite Nobel di Avigliana entrò in funzione. Entrambi gli scienziati, soprattutto Nobel furono tormentati dal possibile utilizzo a scopi bellici delle loro scoperte. E Alfred Nobel decise per questa ragione di istituire il premio intitolato al suo nome. Certamente per lasciare un ricordo migliore di se.

Asimov però nel suo articolo ci ricorda come l’utilizzo della dinamite sia servito anche per rendere meno faticoso per esempio lo sviluppo delle reti ferroviarie.

Per secoli i lavori di edificazione di qualunque tipo di manufatto (Asimov cita per esempio l’edificazione di edifici) si erano serviti di una massa di operai non qualificati, ma prima ancora di schiavi. Quindi l’invenzione degli esplosivi non può essere vista unicamente in maniera negativa. Purtroppo la tendenza ad utilizzare le nuove invenzioni per scopi di guerra ed aggressione è un tema che deve essere affrontato probabilmente da etica e filosofia. Ma la storia della creazione dell’industria degli esplosivi ben si presta a far comprendere quanto non sia possibile esprimere giudizi affrettati su quanto la ricerca produce. E in particolare la ricerca in chimica.

Una seconda parte dell’articolo poi prende in esame l’aumento della vita media, dovuto allo sviluppo delle reti fognarie e dell’ingegneria ambientale. Ricordando che prima di queste realizzazioni molte malattie rendevano la vita più breve e meno piacevole. La difterite per esempio.

L’articolo riletto oggi è nel suo complesso attuale, forse un po’ troppo improntato ad un’esaltazione quasi positivistica del progresso scientifico. Ma è una lettura che fa riflettere. Senza tutte le scoperte degli ultimi due secoli, abbiamo mai provato ad immaginare quale potrebbe essere la nostra vita? Senza medicinali, reti fognarie, e per restare a scoperte in campo prettamente chimico la nostra stessa vita di relazione che si è modificata per esempio dopo l’introduzione della pillola anticoncezionale.

Tutto questo oggi è messo in discussione da problemi che ci pressano. E che si possono riassumere in un solo grande problema. La necessità di capire che non possiamo oltrepassare i limiti fisici su questo pianeta. Dobbiamo diventare parsimoniosi e capire che possiamo vivere in modo da garantire a tutti un tenore di vita accettabile, e ridurre alcune macroscopiche diversità. Ma rileggere questo articolo mi ha in qualche modo dato la possibilità di trovare il modo di rispondere a chi, quando si parla di questi temi non ha altre argomentazioni che quella di tacciarmi da retrogrado. Ed allo stesso tempo un articolo che può aiutare a confutare alcune tendenze odierne decisamente pericolose. Perché Asimov cita anche i progressi della medicina dovuti a Jenner inventore del vaccino e a Pasteur cui dobbiamo l’invenzione della moderna microbiologia.

Asimov chiude l’articolo con queste parole.

Adesso tiriamo le somme. La grande strada presa dalla scienza e dalla tecnologia moderne può anche non piacervi. Ma non ne esistono altre. Quindi potete scegliere: una vittoria possibile con la scienza e la tecnologia, o una sicura disfatta senza di loro. Che cosa scegliete?

Mai come adesso dobbiamo essere coscienti del tenore di vita di cui abbiamo potuto godere, almeno nel mondo occidentale. Ora dobbiamo affrontare cambiamenti che potrebbero modificare le nostre abitudini. E cambiare le abitudini è sempre faticoso, a qualunque livello. Ma dobbiamo in ogni caso utilizzare le conoscenze che già possediamo, orientandole verso queste nuove sfide. Cedere alle mitizzazioni non credo porti da nessuna parte.

 altri articoli sul tema:

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2013/10/03/i-due-volti-della-chimica/

https://ilblogdellasci.wordpress.com/2013/05/02/molecole-a-due-facce/

 

One thought on “Cosa vogliamo scegliere?

  1. Solo una puntualizzazione . Asimov era nato in Russia da famiglia ebraica, emigrata poi negli USA, e naturalizzata statunitense. Non fu mai cittadino britannico, vivendo e lavorando sempre negli USA.

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